"Per Francesco, che illumina la notte" - Il primo romanzo storico della prof.ssa Elsa Flacco
 
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Mattioli Vasto Attualità 18/01/2018 18/01

"Per Francesco, che illumina la notte"

Il primo romanzo storico della prof.ssa Elsa Flacco

La presentazione del romanzo. Foto di Terenzio RanalliVenerdì 12 Gennaio, presso la sala Pompeo Giannantonio, si è tenuto il quinto ed ultimo incontro di “Casa Rossetti”, con la presentazione del libro "Per Francesco, che illumina la notte", il primo romanzo della prof.ssa Elsa Flacco, egregiamente introdotto dal prof. Mario Cimini. Ecco cosa ci dice l'autrice a riguardo.

Da dove vengono le sue inspirazioni narrative? Ci sono libri o esperienze vissute che la guidano durante la scrittura?

Veramente questo è il mio primo romanzo e devo dire che è nato un pò per caso, da  tutta una serie di suggestioni che in un certo momento hanno cominciato a circolarmi per la mente. Sono sempre stata appassionata di storia medievale, ma non mi sono mai occupata direttamente della questione francescana. Ho sempre trovato molto interessante il personaggio di Tommaso da Celano, protagonista del mio romanzo, sia perché è abruzzese (io ho sempre scritto dell'Abruzzo. Finora ho scritto soprattutto saggi relativi all'arte e alla storia abruzzese), sia perché è stato poco studiato. Eppure è un personaggio chiave, discepolo di San Francesco e autore di ben tre biografie dello stesso. Fino a qualche anno fa se ne conoscevano soltanto due; poi, in un'asta negli Stati Uniti e in modo abbastanza avventuroso ne è stata scoperta e riconosciuta una terza. Questa notizia ha generato in me il desiderio di approfondire la storia di Tommaso e dei suoi rapporti con Francesco. Dopo un periodo di studi e letture su questo argomento, ho iniziato a scrivere il romanzo, un romanzo storico appunto.

Il titolo del libro è una citazione?

La scelta del titolo è stata un po’ tormentata. All'inizio avevo pensato ad una citazione: "Nel desiderio dell'anima", titolo dell'ultima vita di Francesco scritta da Tommaso da Celano. All'editore, però, questo titolo non è piaciuto, in quanto sosteneva che dovesse essere presente il nome di Francesco d'Assisi. Abbiamo discusso con proposte e controproposte, finché ci siamo accordati su "Per Francesco, che illumina la notte", una sorta di citazione libera, non letterale, dal cantico delle Creature, precisamente dal verso relativo al fuoco: " Laudato si', mi' Signore per frate focu, per lo quale enallumini la nocte". Nella poesia di Francesco bisogna quindi lodare Dio che grazie al fuoco illumina la notte. Abbiamo un po' “giocato” su questo concetto della luce, dell'illuminare la notte, riferendo questa funzione a Francesco che illumina la via di coloro che credono in lui, i suoi discepoli e seguaci.

Il suo libro è basato su fonti storiche di eventi realmente accaduti. Quali difficoltà sono state riscontrate nel legare le informazioni da esse ricavate?

Ecco, questo è stato effettivamente il punto che mi ha richiesto più sforzo e impegno: come conciliare la storia con l'invenzione. È un romanzo, quindi c'è una parte inventata: una parte immaginata più che immaginaria. Il tentativo di rimanere nel verosimile è comunque presente; quando gli avvenimenti non sono veri, ho fatto in modo che fossero il più possibile realistici, plausibili. Diciamo che la maggior parte degli eventi narrati nel romanzo è un avvenimento storico: tutto quello che riguarda la storia francescana, il rapporto tra le varie anime del movimento religioso, tutto ciò che riguarda i papi, l'imperatore Federico II, la vicenda di Elia, i vari capitoli francescani, le elezioni. Argomenti e fatti storici che ho tenuto fissi, senza modificarli minimamente e rispettandoli totalmente. Su questi ultimi poi ho innestato la vicenda personale di Tommaso, della cui vita si sa poco, consentendomi anche di immaginare; ho “usato” personaggi storici riempiendo i vuoti della documentazione, cercando di ricostruire i loro sentimenti, i loro pensieri, le loro parole attraverso i dialoghi, restando nell'ambito del verosimile.

In che modo è venuta a conoscenza di queste fonti?

Sono partita dall'idea di scrivere un romanzo che avesse come protagonista Tommaso da Celano. A questo punto ho raccolto tutte le informazioni che ho trovato su internet e ho notato che negli ultimi anni ci sono stati numerosi convegni dedicati a lui. Allora mi sono procurata i volumi e i libri, sia attraverso le biblioteche sia acquistandoli. Ho creato una “piccola biblioteca” sulla questione francescana, ho studiato quei testi e proprio grazie a queste conoscenze ho costruito quello che doveva essere lo scheletro del romanzo su cui poi ho montato la vicenda.

Con il suo romanzo voleva semplicemente trascrivere la biografia di personaggi importanti della nostra storia o porre anche l'attenzione su particolari temi e argomenti?

È stata una mia intenzione quella di attualizzare i temi raccontati nel romanzo. Sicuramente ho cercato di essere fedele alla mentalità medievale, quindi ho provato ad immedesimarmi in quei personaggi, nel particolare periodo storico, nella loro concezione della vita e della religiosità. Pensate che non sono credente e ho scritto un romanzo su Francesco d'Assisi. Lo sto presentando anche in vari conventi, mi chiamano molte comunità francescane. Tutto ciò perché evidentemente sono riuscita ad entrare in quel mondo, e questo non può che farmi molto piacere. Nella seconda parte ho trattato la vicenda di frate Elia che, dopo essere stato scomunicato in vita, per molto tempo venne considerato l'anima nera dei francescani. Solo negli ultimi anni è stato rivalutato. Frate Elia, in disaccordo con la maggioranza dell'ordine francescano, si era messo a seguito dell'imperatore Federico II di Svevia, che era stato scomunicato a sua volta. Solo in punto di morte gli è stata revocata la scomunica. Ho preso questo personaggio come simbolo della volontà di conciliare la Chiesa con lo Stato, di cercare di restaurare un clima di tolleranza. Come sicuramente saprete, Federico II, a Palermo, aveva creato una corte, che ha poi dato origine alla prima Scuola Siciliana, una corte in cui convivevano cristiani, ebrei, musulmani senza alcun tipo di pregiudizio religioso, per questo è stato considerato un eretico dalla Chiesa. Attraverso il punto di vista di Elia, che sceglie la strada dell'imperatore, nella parte conclusiva, in cui emergerà un po' di immaginazione e invenzione, ho cercato di attualizzare questo messaggio di apertura e tolleranza religiosa e culturale.La scrittrice

Se dovesse dedicare questo libro a qualcuno, chi sarebbe?

Questa è una bella domanda. A un certo punto, verso la fine del romanzo, c'è un riferimento, un po' ironico, detto da Elia. A lui faccio dire: "Questi papi (una successione di papi che si sono messi contro l'imperatore, contro questo tentativo di apertura) dai nomi altisonanti: Gregorio, Innocenzo... nessuno avrà mai il coraggio di chiamarsi Francesco". Invece noi oggi abbiamo un papa di nome Francesco. Un papa che sembra voler seguire, già dal nome che ha scelto, questa strada di libertà e di apertura all'umanità in generale. Tutti i suoi interventi vanno in questa direzione. Vorrei dedicarlo a Papa Francesco, affinché abbia sempre più coraggio nel seguire questa strada che incontra ancora molte resistenze.

 Grazie ad Internet si sono creati nuovi spazi, specie per gli esordienti, prima impensabili. A tal proposito, qual è il suo rapporto con il web? Basandosi sulla sua esperienza personale, la visibilità che offre la rete è effimera o può costituire un buon trampolino di lancio?

Sicuramente Internet è uno strumento utilissimo per gli scrittori, per coloro che vogliono farsi conoscere, per gli esordienti. Io devo dire che gran parte della visibilità di questo lavoro lo devo ad internet. Dal punto di vista della ricerca, è un aiuto incredibile per qualsiasi studioso, che fino a qualche decennio fa doveva letteralmente muoversi per andare nelle biblioteche. Adesso invece è quasi tutto digitalizzato: pensate che questa vita di Francesco, scritta da Tommaso, scoperta nel 2014, si trova nella biblioteca National de France, è stata quasi tutta digitalizzata ed è a disposizione gratuita di tutti gli studiosi. Internet è di sicuro insostituibile e preziosissimo. Una persona come me, che lavora e insegna, non avrebbe facilmente avuto la possibilità di fare la ricerca storica che è poi alla base del mio romanzo. Per quanto riguarda il rendere noto, quindi pubblicizzare il proprio lavoro, attraverso i social è certamente molto più semplice farsi conoscere. Internet  deve essere usato con criterio, consapevolezza e spirito critico; se lo si sa usare è utilissimo. Non voglio assolutamente demonizzarlo. Per i 'nativi digitali' è forse ormai difficile concepire un modo di pensare e lavorare al di fuori del suo utilizzo. Se li si abitua a valutare con consapevolezza tutto quello che la rete può offrire loro, ecco che verrà usata al meglio.

Come si è avvicinata al mondo della scrittura?

Io ho sempre scritto saggi, in particolare articoli per riviste, contributi a volumi relativi alla storia, alla lettura e all'arte d'Abruzzo. Fino a due anni fa non avevo mai pensato di poter scrivere un libro di narrativa, poi ho iniziato con un testo teatrale. Mi è piaciuto molto, perché scrivere letteratura di invenzione, per me che non ero abituata e non conoscevo questo genere, è stata veramente una scoperta bellissima. La scrittura di questo romanzo mi ha gratificato tantissimo. Un'esperienza appassionante che non vedo l'ora di ripetere e ho intenzione di continuare.

Se potesse scegliere un solo libro da leggere per sempre, quale sarebbe?

"I fratelli Karamazov" di Dostoevskij e "Il nome della rosa" di Umberto Eco.

Ha un luogo o una situazione preferita in cui scrivere?

No. Devo dire che mi adatto molto facilmente, anche in mezzo alla confusione. Questo romanzo l'ho scritto in cucina, con mia figlia che vedeva la televisione accanto a me. Riesco a lavorare in qualunque situazione e questa è una grande fortuna.

Ha intenzione di scrivere altri libri?

. Adesso sono impegnata nella conclusione di una biografia di un musicista dell'800, alla quale sto lavorando da due anni, da molto prima che scrivessi il romanzo: L'avevo iniziato ma poi l'ho dovuto interrompere e ora è in fase conclusiva. Ho trovato l'editore e sono quindi impegnata nella revisione finale di questo testo. Una volta che sarà pubblicato e avrò un po’ allentato le pubblicazioni di questo romanzo ne inizierò un altro. Ho già in mente l'argomento ma non voglio “spoilerarlo”.



Valentina D'Aulerio

Sara Della Gatta

 


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