Il codice delle immagini biologiche - Incontro con Giuseppe De Vito, Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ottica del CNR
 
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Il codice delle immagini biologiche

Incontro con Giuseppe De Vito, Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ottica del CNR

Foto di Chiara FinamoreNella mattinata di sabato 3 febbraio, presso l'Aula Disegno del Polo Liceale "R. Mattioli" di Vasto, si è svolta la conferenza dal titolo "Il codice delle immagini biologiche", tenuta da Giuseppe Di Vito, ex alunno del Liceo Scientifico Mattioli e Ricercatore TD presso l'Istituto Nazionale di Ottica del CNR.

Un'immagine può valere più di mille parole ma per comprenderla si  necessita di un codice: il contrasto.

Il contrasto è la differenza tra il valore più brillante e quello più scuro della luminescenza di un'immagine. Ciò che viene codificato attraverso l'occhio dal nostro cervello è proprio il contrasto. La codifica può avvenire tramite uno stereomicroscopio (un particolare microscopio che simula ciò che avviene nell'occhio).

Nel mondo della microscopia esistono vari tipi di microscopi che permettono di codificare immagini biologiche in vari modi:

  • Microscopio "classico", chiamato anche "campo chiaro in trasmissione" E'un apparecchio in cui il contrasto è generato con il metodo della trasmissione.
  • Microscopio a campo scuro, in cui si seleziona solamente la luce diffusa dal campione.
  • Microscopio a contrasto di fase, in cui anche se l'intensità della sua luce non varia la sua fase invece si.
  • Microscopio DIC (Normasky): le cellule appaiono tridimensionali anche se è solo un'illusione virtuale.
  • Microscopio in polarizzazione, in cui c'è l'uso di un polarizzatore.

Altro elemento importante in questa "codifica" è la luce di seconda armonica, più flebile e visibile. E' chiamata "di seconda armonica“ perché la sua frequenza è il doppio di quella incidente e il contrasto è generato dalle interfacce.

Differenti tipi di contrasto utilizzati sono: quello chimico (in cui si crea un'immagine a partire dalle sua caratteristiche chimiche), quello sintetico e quello funzionale (in cui la figura si forma a partire dalle funzioni della cellula).

Le immagini non sono solamente ciò che vediamo in apparenza bensì sequenze di numeri da codificare.

Lorenzo De Cinque


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