La comunicazione e i suoi codici - Incontro con il prof. di Psicologia generale Angelo Tartabini
 
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La comunicazione e i suoi codici

Incontro con il prof. di Psicologia generale Angelo Tartabini

Il prof. Angelo Tartabini (foto di Giampietro Ciancio)Nel giorno 3 febbraio, il Professore ordinario di Psicologia Generale, Angelo Tartabini, ha presentato il progetto "La Comunicazione e i suoi codici" riguardante la comunicazione e il linguaggio articolato.

Che cos'è la comunicazione?

Per comunicazione si intende il processo e le modalità di trasmissione di un'informazione da una persona a un'altra, attraverso lo scambio di un messaggio elaborato secondo le regole di un determinato codice. In senso psicologico, la comunicazione vuole intendere lo scambio di stimoli e risposte tra due o più soggetti di cui una delle forme più diffuse è chiamata narratività.

Quanti tipi di comunicazione esistono?

Vi sono diversi tipi di comunicazione:

- La comunicazione interpersonale, che fa riferimento a pensieri propri, a sentimenti e valori che caratterizzano i nostri modi di essere e che si strutturano mediante un dialogo interno.

- La comunicazione pubblica, che si divide in due parti: comunicazione che si concentra sull'oggetto e comunicazione che si concentra sul soggetto (qualunque forma di informazione legata alle istituzioni pubbliche).

Il bambino comunica prima di saper padroneggiare il linguaggio?

Il bambino è capace di comunicare intenzionalmente i propri desideri, bisogni e scopi utilizzando una varietà di gesti e vocalizzi. Alcuni autori hanno individuato due fasi nello sviluppo prelinguistico e precisamente:

- Fase pre-intenzionale, dove il neonato produce comportamenti che possono assumere il valore di segnali per l'interlocutore adulto.

Fase intenzionale, in cui il bambino sa produrre comportamenti che hanno per lui/lei valori di segnali e li genera al fine di soddisfare i propri bisogni, scopi e obiettivi.

L'intelligenza artificiale può sostituire quella umana?

Consideriamo l'idea che il cervello umano e il computer siano distinti essenzialmente dalla complessità delle connessioni. Se il cervello umano è semplicemente un'entità con maggiori scambi tra neuroni, allora è sensato ritenere che, raggiunto un certo grado di complessità, il cervello artificiale possa esercitare le medesime funzioni di quello umano. In definitiva però non lo potrà mai sostituire completamente perché quello umano è biologico, quello artificiale è stato creato dall'intelligenza umana.

 

                                                                                                                                        Martina Ferrin

 


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