Il bullismo: rottura ed inversione del circolo vizioso - Il bisogno di una grande sensibilizzazione su un fenomeno largamente diffuso
 
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    Il bullismo: rottura ed inversione del circolo vizioso

    Il bisogno di una grande sensibilizzazione su un fenomeno largamente diffuso

    Episodio di bullismoSe chiedessimo ad un individuo di scegliere fra un’abitazione maestosa e una più piccola, sceglierebbe quasi certamente la prima. L’impulsività ha sempre contraddistinto l’uomo che, difficilmente, riflette sulla struttura di un edificio. Dunque, l’individuo conferisce più importanza all’estetica che alle fondamenta di una struttura. Per quanto possa sembrare strano, non è detto che un’abitazione maestosa sia più stabile di un piccolo edificio. Allo stesso modo, non è detto che un bullo, all’apparenza forte, sia meno debole della sua vittima.

    Generalmente debolezza o insicurezza di sé non vengono pensati come caratteristiche di un bullo, etichettato tale perché impulsivo, aggressivo o prepotente. Il bullo è probabilmente più debole della vittima e maschera la propria insicurezza con atteggiamenti ''dispotici''. La cosa preoccupante è che probabilmente quelle che oggi sono vittime saranno domani bulli. Ad esempio, a Mizhi, una scuola superiore cinese, un ex studente, armato di coltello, si è scagliato contro dei ragazzi dell’Istituto. Avrebbe agito così per vendetta, poiché vittima di bullismo. L'episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio del 27 aprile 2018.

    L'ego di un bullo, se vogliamo usare termini freudiani, non riesce a mediare tra le esigenze dell’Es (natura selvaggia dell’individuo) del mondo e del Super-Io (coscienza morale), l’ego quindi si abbandona alla sua vera natura. Il bullo infatti obbedisce al principio di autoaffermazione. Insomma si abbandona alla propria volontà di emergere in un gruppo a discapito di una vittima che, al contrario, entra in un circolo vizioso. Vincere il bullismo significa dunque rompere questo circolo. E’ ragionevole a questo punto chiedersi se sia un bene oppure no reagire alla prepotenza dei bulli. Spesso si ritiene che l’aiuto di un genitore o di un insegnante sia indispensabile per rompere il circolo, ma la vittima deve rompere questo circolo iniziando ad acquisire più consapevolezza di sé. Il cambiamento parte da dentro. In relazione alla metafora iniziale, potremmo sostenere che l’abitazione più piccola, a differenza dell’altra, sia anti – sismica, vale a dire che la struttura costituisce un punto di forza del piccolo edificio. Ma purtroppo l’impulsività degli uomini impedisce loro di compiere la scelta più giusta.  

    Gli osservatori di un atto di bullismo possiedono più colpe dei “violenti” se non denunciano ciò che vedono. La colpa del crollo di un’abitazione è anche dell’osservatore che non riflette circa la struttura dell’edificio e non ne "denuncia" la cattiva costruzione.

    Nel mese di novembre 2014, il 34,7% dei ragazzi ha ammesso di aver assistito o di essere stato vittima di episodi di bullismo, i casi denunciati sono comunque in aumento. Telefono Azzurro sostiene che il 31,3% dei ragazzi vittima di bullismo ha reagito agli attacchi. Sicuramente le campagne contro questo fenomeno stanno riuscendo nel proprio intento: sensibilizzare ragazzi ed adulti su un problema largamente diffuso ed indurre le vittime a denunciare. Così reagire è possibile.

    di Chiara Finamore


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