Cetteo Borrone: un approccio alla sicurezza per nuove consapevolezze - Sicurezza e prevenzione: due temi caldi su cui riflettere
 
Stai leggendo il giornale digitale di Mattioli Vasto su
Clicca qui per leggere il giornale di un altro Istituto.

Mattioli Vasto Interviste 22/11/2018 22/11

Cetteo Borrone: un approccio alla sicurezza per nuove consapevolezze

Sicurezza e prevenzione: due temi caldi su cui riflettere

L'intervista a Cetteo Borrone (foto di Lorenzo De Cinque)Presso la sala riunioni del gruppo NSG di San Salvo, alcuni studenti della redazione del giornale digitale "Mattioli's Chronicles" del Polo Liceale “R. Mattioli” di Vasto, hanno avuto l’opportunità di intervistare il responsabile dell’ambiente e sicurezza dell’azienda dott. Cetteo Borrone. Con gentilezza e disponibilità si è prestato alle nostre domande, le quali hanno riguardato un ambito tematico importante e di grande attualità.

Da quanto tempo lavora come responsabile della sicurezza in quest’azienda?

Lavoro in Pilkington San Salvo da 11 anni. Quello che ricopro è un ruolo che la legislazione italiana prevede dal 1994 e che con la normativa del 2008 è stato individuato nel RSPP, ossia “Responsabile servizio prevenzione e protezione”. Sono a capo di un gruppo di persone che si occupano a 360° di sicurezza, sia per i processi che si svolgono in questo stabilimento sia per l’ambiente.

Quali sono le norme adottate in questi anni che hanno modificato notevolmente la sicurezza?

Direi che l'osservazione dei comportamenti delle persone è stato sicuramente uno dei fattori fondamentali che ha cambiato notevolmente la sicurezza nello stabilimento. Il discorso nasce dal fatto che l'80% degli infortuni non dipende da una macchina, da un materiale o da una sostanza pericolosa ma semplicemente dai comportamenti delle persone. L'analisi di questi comportamenti che noi chiamiamo BBS “Behavior based safety”, cioè sicurezza basata sul comportamento, ha portato alla nascita di una check-list che i supervisori e coordinatori hanno dovuto elaborare. Essi avevano il compito di andare in giro per lo stabilimento durante l'attività lavorativa e riscontrare i comportamenti corretti e quelli sbagliati adottati dal personale.

Qui entrano in campo discorsi legati ai cosiddetti “Key Safety Behavior” cioè comportamenti chiave di sicurezza. Esempi di questi comportamenti sono: “cammina, non correre”, “tieniti al corrimano per le scale” etc. fino a quelli introdotti più recentemente come “quando usi il cellulare devi stare fermo, non camminare”. Poi ce ne sono altri molto più tecnici come l'uso di guanti di sicurezza e la viabilità pedonale differenziata da quella per i carrelli. Ritengo che il programma BBS sviluppato in questo stabilimento sia stato veramente innovativo e abbia portato nel tempo ad individuare, area per area, i comportamenti chiave da controllare e poi implementare. Tutto ciò ha portato ad un differente modo di concepire il concetto di sicurezza rispetto a prima. Un approccio alla sicurezza diverso corrisponde all’aumento della consapevolezza delle persone e, quindi, alla riduzione degli Infortuni.

Cosa sono i Kaizen? Che funzione hanno in ambito di sicurezza?

Nel passato i progetti di miglioramento arrivavano dal capo o dagli addetti alla sicurezza ed erano volti a migliorare un'attività lavorativa o un ambiente di lavoro. I Kaizen sono scaturiti, invece, dalleCetteo Borrone (foto di Lorenzo De Cinque) vere e proprie necessità degli operatori che si sono dimostrati abili a riconoscere le esigenze lavorative legate alla propria attività e a proporre cambiamenti che andassero ad avvantaggiarli. Il Kaizen è l'emblema forse del miglioramento proveniente dal basso. Il famoso concetto di sicurezza che è sempre stato nel tempo “top down” (dall'alto al basso) diventa invece “down top” (dal basso). Questo fa capire come la consapevolezza delle persone sia cresciuta nel tempo e abbia portato a miglioramenti, ripeto, scaturiti dalle stesse necessità degli operai.

Si sono notate differenze dal momento in cui alcuni di questi Kaizen sono entrati in vigore?

Assolutamente sì, i primi a trarne benefici sono stati gli operatori. Questa società può registrare una riduzione netta di infortuni, per quanto banali potessero essere stati la maggior parte di quelli accaduti nel passato. I miglioramenti sono venuti soprattutto come qualità, efficienza e resa. Il che fa capire ancora di più come fare sicurezza significa aumentare la produttività.

Ha avuto modo in altre occasioni di interagire con studenti di diverse scuole. Quali pensa siano i vantaggi dell’alternanza scuola-lavoro sia per i ragazzi che per l’azienda?

Quando sono venuto a conoscenza del progetto sull’alternanza scuola-lavoro, ne sono rimasto positivamente sorpreso. Una cosa che ho ripetuto più volte ai ragazzi durante delle lezioni che facevo sulla sicurezza è che questa è un’occasione unica. Personalmente neanche ai tempi dell’università, circa 30 anni fa, ho avuto queste opportunità. Ritengo che per un ragazzo della vostra età, che frequenta ancora una scuola superiore, approcciarsi ad una azienda ed iniziare a capire cosa significhi lavorare e perché bisogna studiare per andare a lavorare, è una cosa fondamentale. Anche io quando andavo a scuola pensavo che studiare equivalesse a fare solo teoria, chiedendomi perché stessi studiando Platone o Aristotele.

In realtà nessuno nel mondo del lavoro vi chiederà quelle nozioni ma servono ad aprire la mente e a far in modo che ci sia quella mentalità giusta ad affrontare la vita lavorativa. Questa si può quasi equiparare alle tante domande poste dai professori ai quali non bisogna, però, saper rispondere solo perché si è studiato, piuttosto perché si è capito quello che si è studiato e si sa rispondere mettendoci ogni volta qualcosa di proprio. L’alternanza dovrebbe essere un percorso di almeno 2-3 anni, durante il quale si capisce cosa è un processo aziendale, come ci si entra e come applicare quello che si è studiato. Per me che sono stato docente e tutor è stata un’esperienza fantastica, ancora di più per i ragazzi. Chi pensa sia solo una perdita di tempo, mi spiace dirlo, ma non ha capito la grande importanza e rilevanza di un’opportunità del genere.

E’ importante per un tutor, o almeno per me lo è stato, stare a contatto con delle persone di una conoscenza legislativa e tecnica minore, per capire come loro vedono determinate cose e per imparare ad insegnare. Questa esperienza è importante per lo stesso docente perché se si sanno spiegare concetti complessi con parole semplici significa che si è padroni di quell’argomento e se ne può parlare tranquillamente, sia ad uno che ne sa come te (esperto, tecnico, laureato) sia ad un ragazzo di 16 anni, come, ad esempio, saper spiegare il processo straordinario che dalla sabbia porta, come risultato, a qualcosa che noi vediamo tutti i giorni, il vetro. Se non sai illustrare e dimostrare cosa significa fare manutenzione o sicurezza, nel mio caso, vuol dire che non sai fare bene il tuo lavoro.

 

Chiara Lauditi

Valentina D'Aulerio


Condividi questo articolo





edit

Scrivi su Scuolalocale clear remove

Scrivi un articolo e invialo alla redazione di un Istituto
account_circle
email
local_phone
pin_drop
Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo

edit
mode_edit
Foto attach_file
Indietro
thumb_up

Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

Attendi una loro risposta, grazie!

doneChiudi
Racconta la tua esperienza Scuola-Lavoro!
Inserisci i tuoi dati, seleziona il progetto di alternanza e racconta l'esperienza; la redazione di Scuolalocale del tuo Istituto riceverà queste informazioni e le pubblicherà su Scuolalocale.
account_circle
email
local_phone
pin_drop
Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo
Seleziona il progetto che vuoi raccontare, non c'è? Chiedi subito al tuo tutor aziendale di inserirlo!
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
Foto attach_file
Indietro
thumb_up

Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

Attendi una loro risposta, grazie!

Invia la tua Idea clear remove

Descrivi la tua idea e inviala a Scuolalocale.
account_circle
pin_drop
Seleziona il tuo Istituto

Seleziona l'ambito della tua idea

mode_edit

thumb_up

La tua idea è stato inviata a Scuolalocale!

Grazie!

doneChiudi
Chiudi
Chiudi