Un Daniel Pennac didascalico messo in scena al Polo Liceale Mattioli - Une bella iniziativa teatrale al Mattioli che ha coinvolto gli studenti
 
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Mattioli Vasto Attualità 29/11/2018 29/11

Un Daniel Pennac didascalico messo in scena al Polo Liceale Mattioli

Une bella iniziativa teatrale al Mattioli che ha coinvolto gli studenti

Ieri, mercoledì 28 novembre, il Polo Liceale “R. Mattioli” di Vasto ha ospitato la compagnia di TheatreOn per una rappresentazione che si è tenuta in Auditorium. I simpaticissimi giovani attori hanno intrattenuto gli studenti del Liceo con uno spettacolo nato dall’ispirazione e dalla libera rivisitazione del famoso romanzo dell’autore Daniel Pennac: “Diario di Scuola”.

Il romanzo, anche citato all’interno della rappresentazione, è una sorta di autobiografia del suo autore che ruota attorno alla passata vita scolastica mandata avanti non nel migliore dei modi. Viene descritto, infatti, il malessere e il disagio di Pennac causato dalla sua dislessia e dal suo essere “asino” (così viene descritta la sua difficoltà nello studio scolastico). Lo spettacolo usa questa storia come pretesto per rappresentare la situazione in cui molti giovani si trovano sdrammatizzandone proprio la causa che, come già detto, è spesso motivo di sofferenza e insoddisfazione di sé. Ma non solo. Con una chiave moderna e comica e un’interattività con gli spettatori, gli interpreti hanno trasmesso insegnamenti significativi.

Lo spettacolo inizia con l’attore protagonista che interpreta Daniel Pennac, diventato professore nonostante i suoi problemi legati alla scuola e sotto il consiglio di un suo professore che gli aveva consigliato di scrivere un romanzo. Con un “tuffo” nel passato giovanile del protagonista si sviluppa il tema dell’adolescenza: la fase che i ragazzi del pubblico stanno vivendo. Attraverso l’ironia e la comicità, gli attori hanno fatto capire che spesso non si gode a pieno la giovinezza, si ha paura e spesso ci si vergogna di esternare le emozioni nascondendosi dietro le tante paure di una età bella quanto fragile come quella, appunto, dell’adolescenza. Al contrario, ci si deve sentire liberi, come scrive lo stesso autore, e in grado di non abbattersi davanti alle difficoltà, anche le più grandi. La storia messa in scena invita a prendere esempio da Pennac che, malgrado i suoi problemi, ha abbattuto le barriere ed è diventato qualcuno da cui prendere ispirazione. Ha particolarmente colpito l’uditorio proprio l’interpretazione delle difficoltà scolastiche. Gli attori hanno utilizzato delle cipolle come metafora per simboleggiare i pesi e le emozioni negative che ogni ragazzo trascina dietro le sue spalle prima di entrare in classe: angoscia, insicurezza, malessere eccetera.

Proprio per questo, gradita ed efficace è stata l’idea di coinvolgere e rendere partecipe il pubblico per tutta la durata dello spettacolo; infatti, tutti gli alunni erano intenti a seguire la storia rappresentata, e gli interventi sono diventati parte integrante del discorso del professore protagonista della scena.

I punti di forza della rappresentazione risiedono sicuramente nella capacità di attirare l’attenzione dei ragazzi facendoli riflettere sul delicato rapporto alunno-scuola. Con la leggerezza della comicità, la compagnia teatrale ha saputo trattare argomenti apparentemente superficiali che hanno scosso in molti la voglia di esprimere un’opinione a riguardo, dando vita a un dibattito tra gli alunni e i professori, con lo scopo di far presente problemi della vita scolastica ed, eventualmente, chiarire i fraintendimenti.

L’occasione offerta dal Polo Liceale è stata senz’altro positiva e gradita: ore di “lezione” fuori dall’aula che hanno saputo coinvolgere e far riflettere su momenti di vita scolastica che inevitabilmente fanno e faranno crescere generazioni di ragazzi.

 

 

Nicla Sacchetti



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