Acqua del Verde o al verde d’acqua? - Conferenza tenuta dal prof Paolo Calvano e dallo studente Corrado Sambrotta
 
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    Acqua del Verde o al verde d’acqua?

    Conferenza tenuta dal prof Paolo Calvano e dallo studente Corrado Sambrotta

    Il prof Paolo Calvano e lo studente Corrado Sambrotta (foto di Benedetta Cerritelli)Il professor Paolo Calvano e l'alunno Corrado Sambrotta, in occasione del Festival della Scienza, hanno voluto affrontare il problema dell'acqua a Vasto. Hanno strutturato l'incontro in tre diversi momenti: il primo riguardante la storia di Vasto dal punto di vista idrico, il secondo basato sull'analisi dei dati, il terzo sulle criticità idriche presenti sul territorio.

    Ad introdurre l’argomento è stato Sambrotta che ha sottolineato come l'acqua, da sempre, è stata una fondamentale risorsa per la città del Vasto, poiché facilitava l'agricoltura su cui si basava l'economia di questo territorio. La fornitura dell’acqua possiamo farla risalire al 1904, grazie all'acquedotto delle Luci presente comunque già dal 1600. Durante questo periodo i nobili conservavano l'acqua nelle cisterne mentre il resto della popolazione se la procurava la mattina e doveva bastare per tutta la giornata. Se ne occupavano le donne che andavano a prendere l'acqua alle fontane con le conche. Durante l’incontro sono state mostrate foto riguardanti le cisterne piccole e grandi di Vasto, le 12 fontane, di cui due chiuse, e i Pozzi. Grazie a questo sistema, il problema dell’acqua a Vasto, fino all'età moderna, non si è mai presentato. 

    La seconda parte è stata curata dal prof. Paolo Calvano che ha evidenziato come l'esigenza dell'acqua nelle case è iniziata ad emergere intorno agli anni ‘60. Dal 1927 al 1960 l'acqua era portata a Vasto dall'acquedotto Sinello ma, a seguito dell'industrializzazione, sempre più famiglie potevano permettersi l'allaccio all'acquedotto rendendo perciò necessario la creazione dell'acquedotto del Verde che ancora oggi fornisce acqua proveniente dalla Maiella.

    Calvano ha analizzato alcuni documenti riguardanti l'analisi delle acque. Il primo, risalente al 1880, consiste in esami molto semplici riguardo la durezza dell'acqua. I dati raccolti fino ai giorni nostri, fanno emergere come negli ultimi 30/40 anni non è aumentata la quantità di acqua ma il numero di persone sì. Ciò comporta di conseguenza una mancanza di acqua. I dati analizzati riguardano inoltre la potabilità e la qualità dell'acqua. Essa deve essere batteriologicamente pura e priva di indicatori di inquinamento quali sostanze organiche, nitriti e nitrati. Il ph, la durezza, la conducibilità e residuo fisso ci rivelano che la nostra acqua è di buonissima qualità.

    Nella terza parte dell'incontro si è parlato dei paradossi sull'acqua: l'acqua da risorsa è diventata un problema in quanto causa di frane sia per motivi meteorologici (precipitazioni abbondanti), sia per la conformazione del territorio, sia per motivi antropologici (sistemi fognari inefficienti). L'acqua del rubinetto è migliore del 90% delle acque che compriamo ed ha valori simili all' “acqua Panna” ma nonostante ciò si evita sempre di berla. Un problema fondamentale è la mancanza d'acqua nelle case, soprattutto al centro o dove non c'è l'autoclave. Per circa 42000 abitanti, cioè quelli di Vasto, sono presenti soltanto 7 serbatoi. Di questi uno solo è dedicato alla troppo grande area centrale di Vasto, ecco perché l'acqua è disponibile solo dalle 8.00 alle 14.30.

    Il quarto paradosso riguarda la perdita dei tubi ormai troppo vecchi. L’acqua nonostante sia di buona qualità nei serbatoi potrebbe essere contaminata con sostanze presenti nel sottosuolo nel tragitto dal serbatoio alle nostre abitazioni. Altro paradosso riguarda il prezzo dell'acqua proveniente dalla Maiella che è 1.50 euro a metro cubo a confronto con il prezzo del Metano proveniente dall’Ucraina che noi paghiamo 1 euro a metro cubo. Un'assurdità!

    Il prof. Calvano ha ringraziato la Dirigente Scolastica che li ha sostenuti e aiutati a ricevere i dati dalla Sasi, la Sasi per averli forniti e l'assessore Anna Bosco. La Sasi ha risposto alle domande che le sono state poste sia riguardo una mappa delle tubature del territorio, che è in corso di stesura e attualmente non disponibile, sia riguardo il problema idrico causato, secondo la Sasi, dai tubi che sono troppo piccoli e vecchi (il 51% ha più di 40 anni).

    Le soluzioni proposte sono: comprare acqua minerale al supermercato o alle “case d'acqua”. Comprare acqua minerale comporta però inutili costi aggiuntivi e consumo di plastica. Tutto questo potrebbe essere evitato con una rete idrica del nostro territorio che funzioni correttamente.

    di Chiara Lauditi


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