Avrò cura di te: l’importanza della vita - Incontro con il Dottor Gennaro Cera e il Dottor Giuseppe Noia
 
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    Avrò cura di te: l’importanza della vita

    Incontro con il Dottor Gennaro Cera e il Dottor Giuseppe Noia

    Foto di Terenzio RanalliLa ventesima edizione del Festival della Scienza Ad/Ventura 2019 del Polo Liceale Mattioli sta giungendo, a malincuore, al termine. Ultimo tra gli eventi che hanno interessato i ragazzi del nostro Istituto, quello tenutosi nell’Auditorium, dal titolo “Avrò cura di te”. Scelta interessante il nome dell’incontro che tratta dell’importanza delle decisioni consapevoli in ambito umano.

    A presiedere l’incontro il Dottor Gennaro Cera, Dirigente medico Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e Docente di Bioetica preso l’Università di Foggia, insieme ai rappresentanti dell’MVP (Associazione Movimento per la vita) e al Dottor Giuseppe Noia, Docente di Medicina prenatale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente AIGOC (Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici), non presente fisicamente ma via video.

    Moderatrice della conferenza la prof.ssa Patrizia Ciccarella, che ha tenuto a precisare come il paradosso in questo meeting è riferito all’importanza della vita e alle scelte prese in merito ad essa, come per esempio l’eutanasia e l’interruzione di gravidanza.

    Il Dottor Noia presenta il rapporto madre-figlio, durante la gravidanza, come legame paradossale, in quanto “tra la mamma e il feto c’è uno strettissimo vincolo affettivo nonostante l’uno non conosca l’altro”. Essere madre è un privilegio e un beneficio; portare in grembo un’altra vita pare infatti ringiovanisca la mamma. Secondo alcuni dati statistici, l’aborto terapeutico, cioè quello effettuato tramite interventi medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto affetto da gravi patologie o malformazioni, anche una volta trascorsi i 90 giorni di gestazione, è aumentato dal 5 al 10%. Per il Dottor Noia, questa pratica è molto simile alla “selezione” fatta nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le persone affette da disabilità venivano brutalmente uccise. “la lotta contro l’aborto è di eguale importanza rispetto alla lotta contro la vivisezione degli animali”. Ad avvalorare la sua tesi, una testimone, la signora Maria, seguita durante le sue due gravidanze dallo stesso Dottor Noia per delle complicanze. La signora ha deciso di portare avanti la seconda gestazione nonostante un distacco della placenta ed è stata sostenuta dai suoi familiari, in particolare da suo marito. “La gravidanza non è solo della donna, ma della coppia. Senza mio marito non sarei mai riuscita a portarla avanti. La lotta contro l’aborto non dipende dall’orientamento religioso ma dalla propria coscienza e dal proprio concetto di uomo”.

    La seconda parte dell’incontro è stata dedicata al diritto alla vita, in particolare all’eutanasia. Secondo il Dottor Cera, la “morte dignitosa di una persona non dipende dalle condizioni ma dalla libera scelta di vita, non condizionata da agenti esterni. Affinché una morte sia dignitosa, il paziente deve essere libero di scegliere la propria sorte quindi, se interrompere o continuare delle cure, anche mediante testamento biologico scritto in precedenza, e non da terzi per lui. La libera scelta è fondamentale ma per fare delle scelte libere dobbiamo conoscere”. Molte volte infatti c’è la manipolazione del dato scientifico al fine di veicolare decisioni, ciò comporta disinformazione e scelte inconsapevoli. Il Dottore ha voluto chiarire la differenza tra coma, stato vegetativo e morte cerebrale, condizioni spesso confuse. Il coma avviene in seguito a traumi, ed è una condizione reversibile in presenza di risposte agli stimoli e non; durante il coma il paziente è vivo. Così come nel coma, anche nello stato vegetativo il paziente è vivo ma non può interagire con l’esterno, anche se vigile; lo stato vegetativo è un’evoluzione del coma e si può trasformare in stato vegetativo persistente in caso di non risveglio o anche di morte cerebrale. La morte cerebrale comporta l’effettiva morte del paziente; in questo caso si può decidere in merito alla donazione degli organi.

    Un incontro volto a sensibilizzare i ragazzi verso scelte importanti che potrebbero condizionare la loro vita e quella di altre persone, per renderli, in un futuro non troppo prossimo, degli adulti consapevoli e liberi.

    di Mariasole Desideri


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