I numeri della guerra: la matematica nel Diritto umanitario internazionale - Incontro con Alessandro Silvestri, Dottorando presso University of Western Australia
 
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    I numeri della guerra: la matematica nel Diritto umanitario internazionale

    Incontro con Alessandro Silvestri, Dottorando presso University of Western Australia

    Alessandro Silvestri (foto di Costanza Vespasiano)In occasione della ventesima edizione del Festival della Scienza 2019, gli studenti hanno avuto l’occasione di incontrare Alessandro Silvestri, Dottorando in Relazioni Internazionali e Diritto Internazionale University of Western Australia, il quale, dopo aver intrapreso Scienze Internazionali Diplomatiche a Forlì ed essersi specializzato in Olanda in Diritto di Unione Europea, per poi conseguire un master in Australia, ha presentato il progetto sul diritto umanitario o IHL, ossia un insieme di regole che cercano, per ragioni umanitarie, di limitare gli effetti del conflitto armato: proteggere le persone che non partecipano più alle ostilità e restringere i mezzi e i metodi di guerra.

    L’approccio utilizzato nella creazione e sviluppo dell’ IHL è la ricerca di un equilibrio tra necessità militari e obiettivi umanitari. Questo approccio è alla base dei principi dell’IHL moderno, riscontrabili in tutti i testi che regolano conflitti armati. In particolare si possono individuare cinque principi: il principio di distinzione, la proibizione di attaccare coloro che sono "hors de combat", la proibizione di infliggere sofferenze non necessarie, il principio di necessità militare e il principio di proporzionalità.

    Per quanto concerne il primo, esso obbliga le parti belligeranti, che possono solamente attaccare i militari, a distinguere tra civili e combattenti. IHL pone una proibizione a tutte le parti belligeranti di attaccare coloro che non hanno una partecipazione attiva e sono fuori dalle ostilità. La proibizione di infliggere sofferenze non necessarie o superflue è un principio di IHL che obbliga i soldati a non utilizzare metodi di lotta che infliggeranno sofferenze non necessarie o superflue. Ogni danno fisico che supera ciò che è strettamente necessario per raggiungere gli obiettivi militari prefissati, aggrava  inutilmente le sofferenze dei combattenti feriti o rende le loro morti inevitabili. Il principio di necessità militare richiede, invece, che le parti belligeranti adottino solamente misure necessarie per indebolire il nemico e raggiungere la sua resa. Non è in nessun modo necessaria una distruzione totale del nemico, delle sue forze armate, o delle sue proprietà. Per quanto riguarda il principio di proporzionalità, esso si può semplificare in due definizioni: qualsiasi misura militare presa dalle parti belligeranti deve essere proporzionale; il vantaggio militare ottenuto da una particolare operazione deve giustificare eventuali danni causati a persone e/o oggetti civili nelle circostanze.

    Temi principali dell’IHL riguardano: prigionieri di guerra, malati, feriti e naufraghi, personale religioso/medico e metodi diL'incontro con Alessandro Silvestri (foto di Costanza Vespasiano) combattimento. Il mondo civile gode di una protezione importante sotto il Diritto Umanitario Internazionale; grazie al principio di distinzione, si trova protetto dai pericoli e brutalità della guerra. Il problema di questi ultimi anni consiste nel fatto che le guerre  hanno portato ad un maggiore coinvolgimento delle città e, quindi, anche dei cittadini.

    Silvestri ha introdotto l’IAC e NIAC. Nei decenni successivi all'adozione dei diritti da parte delle Convenzioni di Ginevra, si evidenzia un'inclinazione verso l'applicazione di regole e di principi relativi ai conflitti armati internazionali (IAC), e ai conflitti armati non internazionali (NIAC). Ciò può essere visto nella nascente tendenza ad “applicare, o richiedere l'applicazione di IHL" in situazioni di conflitto armato, senza fare la distinzione su quale tipo di conflitto (IAC o NIAC) esista e, di conseguenza, quale "genere” di legge applicare. Quindi ciò che è disumano e, di conseguenza, vietato, nelle guerre internazionali (IAC) non può che essere disumano e inammissibile nelle guerre civili (NIAC). 

    di Martina Ferrin


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