Mauro Mario Mariani: #passion per la medicina e l’alimentazione - Intervista al mangiologo Dottor Mauro Mario Mariani
 
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    Mauro Mario Mariani: #passion per la medicina e l’alimentazione

    Intervista al mangiologo Dottor Mauro Mario Mariani

    Il Dottor Mauro Mario Mariani (foto di Ludovica Valente)Il Polo Liceale “R. Mattioli”, durante il Festival della Scienza Ad/Ventura, è stato travolto dall’energia e dalla vitalità del Dottor Mauro Mario Mariani, angiologo e consulente nutrizionista della trasmissione televisiva “Linea Bianca” in onda su Rai 1. Il Dottor Mariani, presente per la terza volta qui al Polo Liceale, ci ha concesso un’intervista ricca di ottimi consigli.

    Dai suoi numerosi interventi in trasmissioni televisive, come “Linea Bianca”, e dalle sue pubblicazioni scientifiche si evince che la sua non è una semplice professione ma una passione. Questo è un interesse che ha scoperto nel tempo o le era chiaro fin da giovanissimo?

    La passione è il motore principale del benessere, per questo auguro a voi ragazzi di vivere ogni giorno con entusiasmo. La mia passione è sempre stata la musica ma, ad un certo punto, ho dovuto fare una scelta: decidere per un’università importante, come quella di medicina, che mi ha assorbito tutte le energie. Avevo veramente tanta voglia di diventare medico! Nel tempo ho compreso l’importanza di modulare le proprie passioni. Questo è il segnale che voglio lanciarvi e che spero possa diventare suono e goal per voi: bisogna inseguire le proprie passioni, non stopparle mai né tantomeno metterle in pausa o addirittura abbandonarle. Trovarmi nell’ Auditorium di un liceo, in cui cerco di dare degli stimoli positivi, mi fa star bene e forse può far star bene anche voi. Le avversità ti mettono, a volte, in condizioni di reagire male, di rinunciare in partenza, ma il mio consiglio è di non mollare mai, di perseverare perché, al di là dei successi, la soddisfazione più grande per me è quella di incontrare le persone e di avere un feedback immediato. Tanti di quegli occhi sgranati hanno fatto sì che dessi il meglio di me oggi. Tra le diverse cose che ho detto vorrei ne rimanesse una da portare a casa: #passion. Questo è l’hashtag che mi rappresenta di più in assoluto. Inseguite i vostri sogni, ponetevi obiettivi alti, poi, man mano, ridimensionateli in base ai vostri limiti. L’invito che vi faccio è quello di puntare in alto. Io ad esempio ho iniziato in tanti piccoli palcoscenici e televisioni di provincia, poi un giorno mi ha chiamato Bruno Vespa e sono andato a “Porta a Porta”. Quell’esperienza mi ha cambiato la vita. Il bello sta nell’insistere e nel persistere, nonostante le mille delusioni che la vita può riservare.

    Sappiamo che è specializzato in angiologia ed è un nutrizionista. Come mai la scelta di definirsi “mangiologo”?

    Mi definisco così proprio perché non sono un nutrizionista. Oggi, con i social network, c’è un bel ritorno di consensi e di critiche su quello che faccio. Le critiche, quando sono costruttive, ti aiutano a crescere e a migliorare. Rileggendo il mio percorso, posso affermare che la Facoltà di Medicina è stata veramente sacrificante e importante ma rimane per me la cosa più bella del mondo. Io sono il quarto di quattro medici a casa Mariani, ho frequentato sia il liceo scientifico che la facoltà di medicina per inerzia, perché erano gli studi fatti dai miei fratelli ed io, essendo il più piccolo, ho seguito il loro esempio. Pensavo di essere favorito perché avevo appunti, libri sottolineati, avevo dei trainer. Nonostante tutto, ho dovuto faticare molto per fare medicina. Quindi il medico, il rappresentante moderno di Ippocrate, non dice soltanto: “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” ma dice anche: “per avere la salute devi avere il giusto alimento e il giusto esercizio fisico, né in eccesso né in difetto”. Nei paradossi, per distinguerli e non confonderli, ci vuole equilibrio e l’equilibrio si ottiene con la conoscenza e l’esperienza, le due cose sono imprescindibili. Il nutrizionista oggi viene inteso come colui che ti prescrive una dieta e io non sono solo questo. Il termine angiologo, che caratterizza un medico che si occupa delle malattie dell’apparato circolatorio, si trasforma quindi in “mangiologo” perché ha quattro certezze che lo sorreggono: QUELLO che mangi, COME lo mangi, QUANDO lo mangi, PERCHÉ lo mangi. Nella scelta c’è qualità, quantità e metodo, l’importante è la dose. “Né troppo, né poco, né sempre, né mai, in ogni cosa”. Sono molto grato dell’invito che ho ricevuto e con voi ho passato una mattinata stupenda, perché una giornata di queste vale più di tantissime altre cose. Anche se una sola persona su dieci, ed oggi eravate circa 400, afferra qualcosa di quello che è stato detto, c’è la possibilità che ci si possa ammalare molto meno. Non rinuncerò mai a stare qui con voi, perché penso che quando i segnali giusti si contrappongono a quelli sbagliati, solo lì, forse, la musica potrà tornare ad essere melodia.

    Al giorno d'oggi si sente parlare spesso di problemi legati ai disturbi alimentari. Quale dovrebbe essere, secondo lei, il giusto rapporto con il cibo? Ha qualche consiglio da dare?

    Sempre più ragazzi cadono nel rischio di disturbi del comportamento alimentare. È una vera e propria piaga in quanto, soprattutto nelle giovani donne, c’è il mito che bellezza equivale a magrezza. Con grande soddisfazione quest'anno la “Miss Italia” eletta rientrava nei parametri storici della bellezza mediterranea 90-60-90, ciò per dire che non sempre essere belli equivale a essere magri. Soprattutto in un’età così importante e delicata come quella dello sviluppo ormonale, occorrerebbe porre la massima attenzione su cosa e quando mangiano ragazze e ragazzi. Bisognerebbe riorganizzare la giornata. La colazione è fondamentale, vanno prediletti carboidrati complessi e semplici, come un ciambellone fatto in casa, accompagnati da almeno un frutto. Durante le 5 ore di scuola sarebbe meglio avere la possibilità di fare due intervalli e mangiare frutta fresca o secca. Non allungare troppo il tempo fra la colazione e questi spuntini. Io l'ho definita la “dieta di Pollicino”: mangiare poco e spesso. Dopodiché, a pranzo e a cena è importante mangiare verdure, ma un ragazzo non deve e non può rinunciare a un buon piatto di pasta condito con proteine animali. Nel pomeriggio consiglio un piccolo richiamo con un frutto e poi una buona merenda, ad esempio pane con olio, per non arrivare a cena troppo affamati. Il concetto di dieta mediterranea consiste nel non creare squilibri, associando carboidrati, proteine e giusti grassi insaturi come olio, mandorle, noci e pesce.Il Dottor Mauro Mario Mariani (foto di Ludovica Valente)

    Dalla sua esperienza in giro per l'Italia ha notato un approccio con il cibo differente tra Nord e Sud o è solo uno stereotipo?

    Sì, ho notato che c'è un approccio differente. Questo è dettato non soltanto dalla differenza di latitudine ma anche da un fattore culturale. Infatti, dove ci sono più problemi economici, si tende a mangiare più cibo spazzatura, meno costoso ma certamente meno salutare. Guardando la cartina geografica dell'Italia, a mano a mano che si scende, tende a crescere sempre più l’indice di sovrappeso e obesità. Regioni come la Campania e la Sicilia da anni sono in testa a questa classifica perché vengono proposti spesso menù della tradizione troppo ricchi e grassi inoltre, quando la tradizione non viene seguita, si va nei fast food e si mangiano cose sbagliate. Ribadisco che occorre ritornare alla dieta mediterranea che prevede come ingredienti principali verdura, frutta, cereali integrali, legumi, olio d’oliva, pesce, carne bianca e, solo occasionalmente, carne rossa.

    Il tema di questo Festival riguarda i paradossi. Nel suo libro, "il Tao dell'alimentazione", tratta questo argomento? Se sì, in che modo?

    Bellissimo il titolo scelto per questo Festival: “Paradossi”. Viviamo in una moltitudine di paradossi e, dalla mia esperienza, quello dell'alimentazione è forse il più assoluto. Nella stesura del libro “Il Tao dell'alimentazione” ho voluto indicare il bianco e il nero, quello che fa bene e quello che fa male, senza sfumature di grigio per non creare troppa confusione. Si evidenzia il problema del cibo industriale. Spesso, un cibo ritenuto buono o addirittura consigliabile, contiene elementi non salutari per il nostro organismo. Abbiamo parlato delle uova codice 0 che sono quelle del contadino, fatte da galline che vivono all’aria aperta, che mangiano mangimi non condizionati da antibiotici o pesticidi; ci sono poi le uova codice 2 e 3, prodotte da galline di allevamento. È fondamentale la conoscenza, sapere quello che portiamo a tavola. Scegliere ciò che si ha intenzione di mangiare diventa importante e, in questo caso, l'uovo diventa proprio il paradigma di un paradosso continuo. Dobbiamo intenderlo come un prodotto unico ma con una doppia faccia, come il romanzo di Dottor Jekyll e Mister Hyde dove il volto cambia a seconda di quando l'uomo ci mette lo zampino.

    Attualmente quali sono i progetti su cui sta lavorando?

    Sto lavorando ad un progetto donna, “prospettiva rosea”, con la stesura di un libro che uscirà nei prossimi mesi. Sarà un omaggio alla bellezza delle donne e al loro modo fantastico di essere delle meravigliose compagne di vita. “Prospettiva rosea” sicuramente arriverà anche nella vostra scuola.

    di Chiara Lauditi

    di Francesca Tambelli


    Parole chiave:

    alimentazione , interviste , medicina , passione

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