Nordic Schools Debating Championship, Copenhagen: il “Mattioli” c’è! - Quattro ragazzi della scuola si cimentano in un torneo di dibattito internazionale
 
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    Nordic Schools Debating Championship, Copenhagen: il “Mattioli” c’è!

    Quattro ragazzi della scuola si cimentano in un torneo di dibattito internazionale

    I ragazzi durante uno dei dibattiti sostenuti durante il NSDC di CopenhagenLa formazione oggi punta alla leggerezza: la facilità di pensare, parlare e agire con proprietà in situazioni complesse. Analizzare i problemi, proporre strategie di risoluzione, saper vedere nella propria mente il modello di ciò che si otterrebbe una volta applicata una decisione sono le sfaccettature di quella visione prospettica che i giovani devono padroneggiare. Il frutto del conoscere è il saper conoscere, il frutto della interrelazione tra conoscenze ad abilità che oggi la scuola supporta è la leggerezza delle soft skills ovvero le qualità di un uomo dalla mente plastica, di un cittadino responsabile quanto dinamico e risolutivo.

    Grazie alla lungimiranza della Dirigente Prof.ssa M. G. Angelini, il Debate è tra le attività dal valore formativo trasversale, afferenti all’alternanza scuola-lavoro, che il Polo Liceale “R. Mattioli” offre. Chiariamo in breve di cosa si tratta: il Debate è un’attività di discussione formalizzata a squadre su mozioni talvolta già note ai debaters, talaltra da trattare imprompu; d’altra parte è anche una potente metodologia didattica, in Italia ancora poco conosciuta, che affina le competenze logiche, argomentative e linguistiche con riferimento all’italiano ma anche all’Inglese, a seconda dei contesti e che, pertanto, ha ricadute su tutte le discipline.

    Il Professor Matteo Giangrande, esperto di fama nazionale, coadiuvato dalle colleghe Daniela Sacchetti e Marilena Pasquini, ha preparato quattro alunni del Polo Liceale per la partecipazione al torneo scolastico internazionale tenutosi a Copenhagen dal 22 al 24 febbraio. Va rimarcato che le quattro eccellenze hanno sostenuto incontri in lingua inglese con squadre provenienti da scuole di tutta Europa e non solo, scuole che, nella maggior parte dei casi, trattano il Debate come attività curricolare. Dopo la partecipazione a qualche torneo interscolastico i ragazzi del “Mattioli” si sono affacciati con entusiasmo ad un livello di competizione decisamente alto, mostrando uno spirito di intraprendenza davvero straordinario. “I magnifici quattro” si sono documentati con scrupolo su mozioni che traggono spunto da problematiche reali di grande attualità, d’altro canto hanno anche saputo impostare impromptu apprezzabili, tanto è vero che hanno ottenuto la vittoria proprio in uno di questi ultimi. La preparazione messa in campo dal coach, come si usa chiamare il formatore nel gergo dei debaters, e la voglia dei ragazzi di fare bene si sono dimostrate vincenti.

    Nove mozioni sono state discusse dalle squadre con perizia e civiltà, come si dovrebbe fare sempre, in ogni contesto, anche quando si hanno idee del tutto differenti. Non è un caso che i tornei di debate offrano anche un elegante modello di stile di confronto.
    Nei giorni intensi trascorsi presso il Polo liceale e universitario “Gefion” di Copenhagen il gioco tra squadre si è progressivamente trasformato in un gioco di squadra collettivo, man mano che tra i ragazzi di tanti Paesi è nata una relazione calda di rispetto e amicizia.I quattro ragazzi del Mattioli e i tre prof accompagnatori

    Ma quale testimonianza migliore dell’esperienza se non la voce dei debaters stessi?

    Raluca Buda, alunna della quarta A del Liceo scientifico dice: “Paradossalmente, a differenza di quanto accaduto nel torneo regionale, in occasione di questi dibattiti internazionali la competizione si è sentita esclusivamente durante gli interventi dei vari speakers. Dopo la stretta di mano finale, infatti, si è sempre passati a complimenti reciproci ed è emersa la simpatia di ciascun debater. Il livello di preparazione delle squadre era molto alto e abbiamo avuto modo di imparare da ciascuna di esse. In un contesto multiculturale, inoltre, la curiosità ha spesso preso il sopravvento e ci ha spinti a socializzare con tanti e diversi ragazzi, apprendendo parte delle loro tradizioni. Abbiamo respirato un’aria differente rispetto alla nostra prima esperienza e siamo felici dei nostri risultati”.

    “Personalmente non credevo che sarebbe stata un’esperienza così sorprendente” afferma Carlotta Giallorenzo, anche lei alunna di quarta A, “il Professor Giangrande ci aveva avvertiti che sarebbero stati dei giorni molto stressanti, in quanto avremmo dovuto affrontare ben quattro dibattiti in un solo giorno. Da un lato è stata una full-immersion nel mondo del dibattito e della competizione, dall’altro c’è stata la possibilità di visitare il centro della capitale danese, conoscendo la sua storia e le sue peculiarità. Questi tre giorni sono stati d’insegnamento perché, grazie alle mozioni dibattute, siamo riusciti ad aprire la nostra mente. Si tratta di un’esperienza che consiglio e dalla quale torno con una mente più aperta e dei ricordi spettacolari”.

    Giampietro Ciancio, alunno di Quarta B, racconta: “E’ stata un’opportunità per migliorare le nostre capacità linguistiche. Dovendo comunicare le nostre idee e i nostri ragionamenti in un ambito internazionale, abbiamo fatto uso dell’inglese, anche utilizzando un linguaggio tecnico e complesso. Ci siamo resi conto di essere capaci di intavolare conversazioni in lingua su diversi e specifici argomenti, eliminando le nostre iniziali paure. Quest’esperienza ci ha aiutati a rivalutare l’idea di studiare o lavorare all’estero che, ora, non sembra più così impossibile”.

    “Prima di partire eravamo insicuri e spaventati” ricorda Sara Della Gatta, compagna di classe di Giampietro, “avremmo preso parte al nostro primo torneo internazionale, sfidando squadre dalla preparazione sicuramente più approfondita della nostra. Abbiamo passato giorni a studiare le mozioni, per trarne fuori il più possibile. Durante i dibattiti abbiamo dato il meglio di noi stessi, mettendo in campo le nostre migliori conoscenze e capacità logiche e retoriche che il Debate richiede. A volte vincendo, a volte perdendo, abbiamo appreso il più possibile dai consigli dei giudici e dall’esperienza dei nostri sfidanti. Oltre alla formativa e interessante attività del torneo in sé, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con le altre scuole italiane, con cui è nata una forte amicizia, che ha contribuito a rendere il viaggio unico e divertente. L’insieme degli aspetti che hanno caratterizzato quest’esperienza è ora parte del nostro bagaglio culturale e personale rendendoci persone più abili nel prendere decisioni e soppesarne le conseguenze, più mature e consapevoli delle nostre capacità e del mondo che ci circonda”.

    Nella certezza che i quattro alunni di cui il Polo liceale “Mattioli” è orgoglioso abbiano convertito l’entusiasmo e la fatica nella più grande delle ricchezze, quella del sapere costruito sull’esperienza, ci auguriamo che sempre più studenti possano cogliere le opportunità offerte dal Debate.

    di M. Pasquini

    di D. Sacchetti


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