Babacar: abbattere le frontiere con l’umanità - Intervista ad un giovane immigrato
 
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    Babacar: abbattere le frontiere con l’umanità

    Intervista ad un giovane immigrato

    Foto di Ludovica ValenteIn occasione della proiezione del cortometraggio “Frontiera”, la redazione del Mattioli’s Chronicles ha avuto la possibilità di parlare con Babacar, un ragazzo che la frontiera l’ha vissuta sulla sua stessa pelle.

    Quali sono i motivi che ti hanno spinto a venire in Italia?

    Non ho mai pensato di venire qui, ma avevo alcune difficoltà con la mia famiglia. Non ho più i genitori, stavo con le mie sorelle e i miei fratelli. Sono venuto In Italia per trovare un futuro migliore. Non sapevo che il viaggio che stavo facendo fosse illegale. Me ne sono reso conto solo al mio arrivo, quando c’è stato un “macello” per il fatto che noi fossimo arrivati in Europa. Con gli altri migranti ho visto cose troppo complicate da raccontare.

    Pensi che oggi ci siano ancora frontiere? Come si possono abbattere?

    Sì, ci sono. L’unico modo per abbatterle è avere umanità. È una cosa molto importante. Non si può non far entrare i migranti: noi siamo uguali. L’unica cosa diversa è il colore della pelle. Noi siamo neri, voi siete bianchi. Qual è la differenza?

    Come hai vissuto il tuo viaggio?

    È stato un po’ complicato. Prima di partire non pensavo di arrivare in Europa ma soltanto di allontanarmi dal mio paese, perché lì è difficile. Ho sofferto molto nel posto in cui vivevo, mi hanno torturato ed è una cosa di cui non mi piace parlare o far vedere i segni che sono rimasti sulle mie spalle. E’ difficile raccontare una storia così brutta che non si vuole ricordare. Voi italiani siete fortunati e il fatto che noi siamo sbarcati qui per cercare un futuro migliore lo dimostra. Pensavo che gli italiani potessero aiutarci in qualche modo, almeno procurandoci dei documenti.

    Torneresti mai nel tuo Paese?

    Al momento non penso ancora di tornare lì. Qui ho dei genitori adottivi. Non è in programma.

    di Sara Della Gatta

    di Valentina D'Aulerio


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