Mirko Menna e i Giovedì Rossettiani: eventi e persone che lasciano il segno - Intervista a una mente dietro i Giovedì preferiti dai vastesi amanti della cultura
 
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    Mirko Menna e i Giovedì Rossettiani: eventi e persone che lasciano il segno

    Intervista a una mente dietro i Giovedì preferiti dai vastesi amanti della cultura

    Mirko Menna (foto di Ludovica Valente)In vista dell’undicesima edizione dei Giovedì Rossettiani, importantissima iniziativa culturale nel territorio vastese, la redazione del Mattioli’s Chronicles ha avuto l’opportunità di parlare con Mirko Menna, una delle menti dietro questa realtà, per capirne di più sulle sue origini e sul suo sviluppo nel corso degli anni.

    Com’è iniziato il progetto dei Giovedì Rossettiani?

    Dall’idea di proporre qualcosa per la città di Vasto uscendo da Casa Rossetti, per coinvolgere più gente possibile, con una proposta culturale accattivante come la presentazione di un libro di letteratura o di poesia, oppure di un romanzo. La scelta è ricaduta sul giovedì, giorno in cui i negozi qui a Vasto sono chiusi e le persone hanno tempo disponibile per venire a trovarci, ovviamente in un orario adeguato come le 18.00/18.30.

    Quale evento l’ha più entusiasmata?

    Delle tante edizioni, più che l’evento, ricordo le persone che abbiamo incontrato. Non solo i grandi personaggi, artisti e scrittori, da Erri De Luca a Melania Mazzucco, ma anche i momenti in cui, ad esempio, il pubblico ci ha restituito tanto affetto e ci ha detto “grazie di questa edizione, perché è stato un momento per noi emozionante, commovente, che ci ha coinvolti in maniera particolare”. Per noi che abbiamo lavorato nel backstage, conoscere queste persone anche dal punto di vista umano, è stata veramente una bella occasione di crescita.

    Quali, tra gli illustri protagonisti dei Giovedì Rossettiani, le hanno lasciato un ricordo indelebile?

    Ricordo in particolare un incontro a teatro con Mariangela Gualtieri, con cui abbiamo fatto anche un viaggio in treno, partendo da Vasto per arrivare a Parma, nel suo teatro. Per me è stato fulminante conoscere alcuni risvolti dell’officina dei poeti, è sempre una cosa molto affascinante per chi ama questo mestiere. Ricordo un viaggio in macchina con Brunori, di Brunori Sas, da Vasto all’aeroporto di Pescara in cui ci ha raccontato tanti di quegli aneddoti curiosi e particolari che per noi è stato veramente un momento unico e divertente.

    Da chi è composto il team di organizzatori?

    Oltre al professor Oliva, che fa da supervisore di tutto, ci sono io e dei dottorandi dell’Università D’Annunzio che ci hanno sempre dato una mano. Nel corso degli anni cambiano, perché la loro è un’opera di prestazione nel corso del dottorato. Ci avvaliamo di tanti collaboratori esterni: un grafico, un pubblicitario, gli addetti al Teatro Rossetti, il personale del Comune, che ci aiuta tantissimo. È molto composita come realtà.

    Come vengono decisi i temi di ogni anno?

    Il lavoro inizia 6/7 mesi prima. Come è stato detto in precedenza, l’idea può nascere da una pagina di romanzo, un libro o un classico della letteratura. L’edizione di quest’anno è quella di portare a teatro i grandi personaggi della letteratura. Abbiamo scelto la colonna del Decameron e tre voci femminili del Novecento che abbiamo voluto omaggiare, date le ricorrenti edizioni maschili.

    Quali fra i temi realizzati è stato più apprezzato e seguito dal pubblico?

    È piaciuta tantissimo l’edizione sui cantautori e quella delle memorie familiari, cioè avere come ospiti i figli dei grandi scrittoti o parenti e amici che avevano conosciuto grandi figure, da Calvino a Flaiano a Pasolini. Ogni anno, in realtà, riscontiamo un successo esponenziale e questo non può fare altro che riempirci di orgoglio.

    Cosa dobbiamo aspettarci dai Giovedì di quest’anno?

    L’edizione di quest’anno è abbastanza sofisticata. Sarà molto coinvolgente dal punto di vista emotivo. Abbiamo intitolato l’edizione: “Le voci della sera”, per il fatto che il romanzo della Ginzburg ha dei temi che toccano l’intimità di ognuno. Sono monologhi e voci recitate in assolo che toccano l’io lirico personale.

    di Sara Della Gatta

    di Valentina D'Aulerio


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