14 Edizione Premio “B. Croce”. Parola chiave: Libertà - 14esima edizione del Premio Nazionale di Cultura "B. Croce"
 
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    14 Edizione Premio “B. Croce”. Parola chiave: Libertà

    14esima edizione del Premio Nazionale di Cultura "B. Croce"

    la 14° edizione del premio B. Croce. (Foto di Mariasole Desideri)Oggi, 11 marzo 2019, si è svolto, presso la sala “E. Alessandrini” del Liceo Classico Europeo “G. D’Annunzio” di Pescara, il Convegno dal titolo “A 50 anni dalla strage di Piazza Fontana. Dove e perché iniziò la Notte della Repubblica”. Nell’occasione, sono state presentate le terne di opere letterarie affidate alle 27 giurie popolari del Premio Nazionale di Cultura “B. Croce”.

    La prima a parlare è la Preside dell’istituto, prof.ssa Donatella D’Amico, che saluta i presenti e gli onorevoli ospiti.

    Prende la parola il Presidente della Giuria del Premio, Giuseppe Pasquale D’Alberto, che presenta l’edizione di quest’anno. “Si dice che si legge poco e che la memoria storica viene dimenticata. Il nostro obiettivo è quello di invitare i ragazzi alla lettura e far conoscere loro la figura di Benedetto Croce, vanto e gloria della nostra regione. Il Premio Croce è un servizio a disposizione del territorio abruzzese”. Il presidente ha inoltre illustrato le terne dei libri finalisti nelle categorie Saggistica, Letteratura Giornalistica e Narrativa. Per la Saggistica sono stati estratti: D. Di Cesare “Sulla vocazione politica della filosofia”, E. Cantarella “Gli amori degli altri”, A. De Berardi “Fascismo e Antifascismo” ed E. Gentile “25 luglio 1943”. Per quanto riguarda la Letteratura Giornalistica, sono stati estratti: E. Deaglio “La zia Irene e l’anarchico Tresca”, V. Emiliani “Roma Capitale malamata” e M. P. Ottiani “Il Vesuvio universale” Per la Narrativa, genere affidato alla nostra scuola, sono stati scelti: P. Mastrocola “Leone”, B. Castellani “A spasso nelle storie” e L. Levi “Questa sera è già domani”.

    Ad intervenire al Convegno anche il sindaco della città di Pescasseroli, Luigi La Cesa, e il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.  Le loro parole sono state molto forti e hanno riguardato l’importanza della cultura, della libertà (parola chiave dell’incontro) e della necessità della presenza di una classe dirigente giovane. “Ringrazio il corpo scuola e i docenti che hanno creduto nella nostra scommessa. Bisogna investire nella cultura, senza la quale non c’è futuro”, afferma il sindaco La Cesa. Viene presentato il caso della strage di Piazza Fontana, attentato terroristico compiuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura, che ha causato 19 morti e 88 feriti. È considerata la “madre di tutte le stragi” “Il primo e più dirompente atto terroristico del dopoguerra”, “Il momento più incandescente della strage della tensione”, “l’inizio degli Anni di Piombo”.

    La Repubblica, durante il 1969, ha rischiato di tornare indietro e di perdere nuovamente la libertà.” Ha spiegato il moderatore del convegno Nicola Mattoscio “Croce è uno dei più grandi filosofi ad aver parlato di libertà, introducendola come cuore e risultato delle categorie dello spirito”.

    A conclusione, l’intervento dello scrittore e inviato del Corriere della Sera, Giovanni Bianconi. Il suo discorso è stato cruciale per la comprensione di cause e conseguenze della strage di Piazza Fontana. “Questa strage è un pezzo della storia di questo paese. Ha segnato la vita pubblica di tante persone. Ancora oggi ne portiamo i segni”. E’ stata opera di un gruppo di neofascisti, visto che la politica dell’epoca si stava avvicinando pericolosamente al comunismo. Gli artefici dell’attentato sono stati individuati ma assolti in entrambi i capi di accusa. La conseguenza più eclatante è stata la formazione di gruppi anarchici di estrema sinistra, come le Brigate rosse e Prima Linea, che si sono macchiati di molteplici assassini e attentati durante il decennio successivo, come l’esecuzione dell’esponente della DC, Aldo Moro, e del nostro conterraneo, il magistrato Emilio Alessandrini, padre del sindaco di Pescara. “L’Italia sarebbe un Paese diverso se non ci fosse stato il terrorismo politico degli Anni di Piombo”.

    di Mariasole Desideri

    di Sara Della Gatta

    di Valentina D'Aulerio


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