Gherardo Colombo, una vita spesa a servizio della libertà: atto II - Intervista al Dottor Gherardo Colombo, già ex magistrato
 
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    Gherardo Colombo, una vita spesa a servizio della libertà: atto II

    Intervista al Dottor Gherardo Colombo, già ex magistrato

    Intervista al Dottor Gherardo Colombo, già ex magistrato. (Foto di Ludovica Valente)“Nonostante il nostro ordinamento recepisca il principio della separazione dei poteri, l’assenza di leggi per tematiche come quelle etiche potrebbe indurre a una prevaricazione del sistema giudiziario su quello legislativo?”

    Per un determinato arco di tempo il potere è stato assoluto: una sola persona aveva nelle proprie mani tutto il potere. Questa condizione è ben presto cambiata, si è deciso di dividere il potere in modo da non essere più  assoluto. E’ così che nascono i tre poteri, affiancati a tre organi quali Parlamento, Governo e Magistratura. Ipoteticamente potrebbe succedere di tutto, e infatti se guardiamo indietro al passato effettivamente è stato così. Delle volte si corrono dei rischi, ma in Italia non c’è questo pericolo attualmente. La nostra Costituzione stabilisce che il Parlamento deve obbedire ad essa nell’emanare leggi, ed ha come punto di partenza la pari uguaglianza delle persone. E’ compito della Corte Costituzionale verificare che una legge entrata in vigore non contrasti la Costituzione, ma a volte capita che passi molto tempo dall’emanazione all’entrata in vigore di una legge, quindi fino a quel momento essa potrebbe contrastare la Costituzione, cioè un potere prevarica gli altri due. 

    “A suo parere il potere economico influenza le questioni politiche?”

    Io credo proprio di sì. La Costituzione prevede che i lavoratori abbiano una retribuzione che consenta di avere una vita dignitosa. Il potere economico purtroppo però stabilisce regole che non vanno d’accordo con la costituzione. Il mondo dell’ economia e della finanza influisce talmente tanto sull’organizzazione sociale che ci ritroviamo in una condizione dove alcune persone hanno molta disponibilità economica e altre non ne hanno alcuna. Partiamo regolarmente dalla parte sbagliata nell’osservare la giustizia, perché noi la guardiamo come risposta delle istituzioni alle devianze sporadiche. Poi c’è anche questo sport, molto praticato ultimamente, che è quello di non pagare le tasse che aumenta questa disfunzione del potere economico. Credo inoltre che oggi coloro che commettono un reato siano trattati peggio, ma anche emarginati, rispetto alle leggi presenti nel 1930. Per nostra formazione culturale sembra che stiamo andando contro la Costituzione, che le persone non sono tutte ugualmente degne, viene prima quello che fai piuttosto che quello che sei. A questo punto sembra quasi legittimo discriminare.

    “Uno dei principi fondamentali ed inalienabili di una democrazia è la libertà. Ma se i canali d’informazione sono distorti, possiamo ancora definirla tale?”

    Voi sapete che l’Articolo 1 della Costituzione rappresenta una sorta di presentazione dell’Italia. L’espressione “fondata sul lavoro” implica che l’Italia è una repubblica nel momento in cui i cittadini lavorano per farla diventare tale. Ai giorni nostri, nei canali televisivi, tanto più si parla della bassezza degli esseri umani, tanto più le trasmissioni hanno successo. Noi non possiamo dimenticarci di essere direttamente responsabili di ciò che accade. Quello che ci sta intorno contribuiamo noi a crearlo, negli ambienti più piccoli così come in quelli grandi. Ho utilizzato la metafora dei canali televisivi perché esistono talmente tanti canali d’informazione che siamo noi a scegliere quali siano i più validi effettivamente e quali informazioni vogliamo. E siccome non amiamo la libertà, molto spesso scegliamo i canali dove ci sono meno responsabilità da assumersi. Per me sarebbe bello che nella Costituzione, ci fosse la separazione dei poteri anche riguardante l’informazione e la finanza, che sono poteri effettivi. Però non è sufficiente emanare leggi, perché i cittadini decidono se osservare o meno le leggi.

    di Corrado Sambrotta

    di Lorenzo De Cinque

    di Mariasole Desideri

    di Sara Della Gatta

    di Valentina D'Aulerio


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