Non lasciare indietro nessuno: Giornata Mondiale della sindrome di Down - Obiettivo: la non ancora raggiunta piena parità di diritti per le persone con SD
 
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    Non lasciare indietro nessuno: Giornata Mondiale della sindrome di Down

    Obiettivo: la non ancora raggiunta piena parità di diritti per le persone con SD

    L'hashtag diffuso durante la giornata di ieri, 21 MarzoIl 21 marzo si è celebra la Giornata Mondiale della Sindrome di Down. Tema di quest’anno: "leave no one behind" che invita a "non lasciare indietro nessuno" grazie alla campagna di sensibilizzazione internazionale "Reasons to Celebrate".

    In Italia, 1 bambino su circa 1.200 è affetto da SD; la stima è di 500 nascite all’anno, con un totale di circa 38.000 persone nel nostro paese. Ma cos’è la SD? E’ una malattia genetica causata da un’alterazione permanente del patrimonio congenito. Sappiamo che il DNA è costituito da 46 cromosomi che si uniscono a formare 23 coppie. Queste coppie sono visibili in una cellula solamente, quando questa si trova in un particolare momento della sua vita o “ciclo cellulare”, cioè quando è in divisione. All’inizio del processo di divisione mitotica, il DNA assume una struttura più compatta e si rende visibile sotto forma di strutture distinte: i cromosomi. Questi ultimi non sono altro che lunghi filamenti di DNA ospitanti i geni, porzioni ristrette che controllano lo sviluppo fisico e comportamentale di un essere vivente, oltre a tutte le attività biochimiche all’interno di ogni singola cellula. I luminari parlano di due tipi di alterazioni che inducono malattie genetiche: uno o più geni all’interno di un cromosoma o il numero totale di cromosomi presenti nelle cellule. La SD rientra nella seconda categoria ed è detta anche “trisomia 21”, proprio perché è presente un cromosoma in più che si aggiunge alla 21esima coppia normalmente corrente. Quindi, gli individui con questa patologia, posseggono in totale 47 cromosomi

    Quest’anno l’organizzazione CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down) presenta la campagna internazionale “Reasons to Celebrate”. Con questa iniziativa si intende scuotere la coscienza di ognuno e denunciare quanto sia ancora lontano l’obiettivo di piena parità di diritti e opportunità per tutte le persone con SD. “Fintanto che nel mondo ci sarà l'esigenza di questa Giornata, vuol dire che dobbiamo ancora lavorare per il riconoscimento e la valorizzazione della diversità e per un cambiamento culturale profondo nei confronti della disabilità. Solo allora nessuno sarà lasciato indietro”.

    Certo è che, per i ragazzi affetti da SD, risulta ancora difficile entrare nel mondo del lavoro. Normali attività, come andare a scuola, praticare sport, avere una vita indipendente o avere una casa propria, si rivelano delle vere e proprie sfide. Molto spesso sono bersaglio di pregiudizi e dell’idea che da loro non si possa pretendere troppo.

    La campagna «Reasons to Celebrate» ha lo scopo di far riflettere sui numerosi problemi ancora irrisolti. Si deve partire dall’offrire a tutti il diritto di vivere una vita completa, un giusto supporto in ambito scolastico, una totale inclusione sociale che, in certi casi purtroppo, non è ancora adeguatamente presente.

     

    di Alexandra Catana


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