La Costituzione: una sfida da raccogliere - Incontro al Teatro Rossetti con il costituzionalista S. Cassese e il prof. E. Felice
 
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    La Costituzione: una sfida da raccogliere

    Incontro al Teatro Rossetti con il costituzionalista S. Cassese e il prof. E. Felice

    Incontro con il prof. costituzionalista Sabino Cassese e il prof. Emanuele FeliceNella splendida cornice del teatro Rossetti di Vasto, venerdì 29 Marzo si è tenuto l'incontro dibattito “Democrazia Costituzione Diritti” al quale hanno preso parte, coordinati dal giornalista Rai Antimo Amore, il Prof. costituzionalista Sabino Cassese ed il Prof. Emanuele Felice, docente di Politica Economica dell' Università D'Annunzio di Pescara.

    La riflessione sul ruolo degli intellettuali oggi, chiamati a filtrare, analizzare, ragionare per contestualizzare gli attuali eventi storici, in una prospettiva diacronica, ha aperto l'intervento del Prof. S. Cassese.

    Non bisogna versare lacrime né esprimere indignazione, ma cercare di capire”. Parafrasando la massima di Spinoza, il Professore cerca di esplorare il suolo ed il sottosuolo della politica, proponendo l'analisi degli avvenimenti dell'ultimo biennio, analizzando il sistema politico, i suoi dati strutturali e i modi in cui opera la democrazia.

    Alla domanda se sia in corso una rivoluzione legale, risponde che è in atto una rivoluzione secondo i crismi della Costituzione: il problema potrebbe sussistere qualora, quelle che oggi per la democrazia rappresentano delle sofferenze, diventino, a seguire, vere e proprie criticità.

    La duplice formazione dell'attuale governo in carica, potrebbe determinare importanti conseguenze sul piano della crescita economica del Paese? A questo quesito il prof. Felice risponde che il PIL è fermo a zero ed il Paese sotto scacco, assediato da numeri negativi che lo rendono fragile e punto di maggior rischio nella costruzione dell'Europa, rischio, però, contenuto grazie all'influenza benefica del Capo dello Stato nella scelta dei Ministri di Governo. Per uscire da queste “pericolose secche”, aggiunge, sarebbero auspicabili politiche strutturali sugli assetti di base, quali l'investimento nell'istruzione e l'applicazione delle regole della democrazia.

    Si può dire che  “i vinti hanno preparato la strada ai vincitori?”, chiede il giornalista Amore. Il Prof. Cassese spiega che gli eventi preparati nel passato si ripropongono insieme e presentano il conto ai tempi nuovi: “ci sono momenti della storia nei quali il precipitato di debolezze antecedenti fa massa”, aggiunge, da ricercare  ad esempio nella discontinuità delle politiche, nella scarsa attenzione prestata alle politiche del lavoro.

    Quest'ultimo tema viene ripreso dal Prof. Felice che, a riguardo, si interroga sul rischio futuro di vedere scomparire molte professioni legate ai servizi, proprio per l'assenza di congrue politiche di flessibilità per il mondo dell'impresa.

    Quanto poi ai populismi, il prof. Cassese approfondisce la riflessione sui rischi del patrimonio tradizionale della democrazia, legati all'affievolimento dei suoi strumenti più significativi: la libertà di riunione e quella di associazionismo. Oggi, prosegue nella sua riflessione, si preferisce la rete che rende i rapporti più impersonali e talvolta aggressivi; ciò che chiamiamo populismo è neoleaderismo, condito di continui appelli al popolo, semplificanti, che riducono la politica in pillole, solleticando interessi e curiosità e dando poca incidenza ai temi importanti.

    Alla richiesta di approfondimento sulla “sagra dei diritti”,  egli pone l'accento in merito al  “disaccoppiamento dei diritti e  doveri” ribadendo la necessità di ristabilire quella simmetria fra gli stessi, auspicata nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e nella Costituzione italiana a partire dal secondo articolo dove, come un Giano bifronte, sono elencati i diritti L'incontro al Teatro Rossettiinviolabili e i doveri inderogabili.

    Quindi analizza le disposizioni costituzionali che riguardano il dovere di svolgere un'attività che concorra al progresso materiale e spirituale della società o quello dei genitori di educare ed istruire i figli; riflette sulla mancata attuazione dell'art. 46 della Costituzione, laddove essa riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende ma esamina anche la disposizione dell'art. 47 in cui favorisce l'accesso del risparmio nei grandi complessi produttivi del Paese. Tali norme, conclude, se avessero trovato piena attuazione, avrebbero reso concreta la partecipazione dei lavoratori e risparmiatori ai processi democratici, accorciando la distanza tra il Paese reale e il Paese legale.

    L'ultima considerazione del Prof. Felice muove dalla necessità di riprogettare una nuova politica industriale che affronti la trasformazione tecnologica per riportare l'Italia in crescita.

    Per finire, al quesito su quale futuro vede per l'Europa, il Prof. Cassese risponde auspicando un percorso di crescente integrazione. Occorre creare una “coscienza europea”, sottolinea con forza, che, sulle orme dei Trattati europei, ci continui a preservare dalle guerre, nel perseguimento di “un'unione sempre più stretta” e nel rispetto “delle tradizioni costituzionali comuni”.

    Il processo di costruzione dell'Europa, davvero non ha precedenti nella storia umana; è un'esperienza senza eguali, che può ancora insegnare molto al mondo intero. E' questa la sfida che dobbiamo raccogliere.

     

    di Francesca Cinquina


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