Premio Gaber 2019: il Mattioli sperimenta il teatro come "arte viva" - Tripudio di emozioni per la decima edizione del Premio teatrale Giorgio Gaber
 
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    Premio Gaber 2019: il Mattioli sperimenta il teatro come "arte viva"

    Tripudio di emozioni per la decima edizione del Premio teatrale Giorgio Gaber

    Il gruppo teatrale del Mattioli durante uno dei laboratori del Premio GaberAnche quest’anno, il gruppo di teatro del Polo Liceale Mattioli di Vasto ha partecipato con grande entusiasmo al “Premio Gaber”, rassegna realizzata dal Teatro Stabile di Grosseto. Il Gaber, giunto ormai alla decima edizione, è un concorso al quale aderiscono vari gruppi teatrali, composti da giovani che amano immergersi nell’arte del teatro e in vari laboratori collegati poi alle performance serali dell’ultimo giorno.

    Oltre all’adrenalina quell'attimo prima di salire sul palco, i preparativi per la scenografia, i costumi, il Gaber offre molto altro: l'"immersione" del fare uno spettacolo assieme agli amici che condividono la tua stessa passione. Sulle pendici del Monte Amiata, presso il Park Hotel Antico Colle Toscano, i ragazzi del Mattioli sono stati chiamati a vivere un'esperienza unica, portando in scena “Moby Dick”, rappresentazione teatrale tratta dal romanzo di Melville.

    Il potere del Gaber consiste nell’offrire, oltre allo spettacolo, un teatro che si basa sull’arte viva. I ragazzi partecipanti si amalgamano, sperimentano forti suggestioni, vivono costantemente a contatto avvertendo così la propria essenza, il proprio corpo, provando emozioni talmente profonde da non riuscire a trattenere le lacrime. Il clima di serenità e pace che si viene a creare riesce a far cadere qualsiasi maschera; ci si mette a nudo, ci si scopre attraverso un crescendo di emozioni. Tre giornate intense vissute tra risate e pianti, laboratori e giochi, nuove amicizie e tristezza per la separazione.

    Simpatie che nascono da una passione comune, evidenziate da pensieri scritti prima di partire che stringono il cuore: "Ciao giovani marinai, che la vostra nave non smetta mai di partire", "Siete e rimarrete per sempre nel mio cuore", "O capitano, mio capitano... siete stati mitici". Con gli occhi pieni di lacrime e il cuore colmo di felicità i ragazzi del Mattioli sono ripartiti ottimisti e fieri verso casa.

    di Chiara Magnifico


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