Croce e Mattioli: il pensiero della nuova Italia - Costantino Felice e Pierluigi Ciocca raccontano le due grandi figure abruzzesi
 
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    Croce e Mattioli: il pensiero della nuova Italia

    Costantino Felice e Pierluigi Ciocca raccontano le due grandi figure abruzzesi

    Foto di Ludovica ValenteGiovedì 30 maggio, l’Auditorium del Polo Liceale Mattioli ha avuto l’onore di ospitare, come sottolineato dall’intervento di apertura della Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Grazia Angelini, un importante convegno dal titolo “Croce e Mattioli: il pensiero della nuova Italia”, inserito nell’ambito del Premio Nazionale di Cultura “Benedetto Croce”.

    A parlare delle due grandi figure abruzzesi di Benedetto Croce e Raffaele Mattioli sono stati il professor Costantino Felice e il banchiere ed economista Pierluigi Ciocca, moderati da Pasquale D’Alberto.

    I saluti introduttivi della Dirigente Angelini, del sindaco di Vasto Francesco Menna, del sindaco di Pescasseroli Luigi La Cesa e dell’avvocato dott.ssa Paola Di Salvatore, hanno dato il via all’incontro.

    A delineare i forti rapporti esistenti tra Vasto, l’Abruzzo, Mattioli e Croce l’incisivo intervento dello storico Costantino Felice. “Croce non sarebbe stato Benedetto Croce senza l’amicizia di Raffaele Mattioli, così come quest’ultimo non sarebbe stato Raffaele Mattioli senza la collaborazione di Croce”. Con questa frase, Felice ha incanalato il discorso su queste due figure di spicco del panorama regionale e nazionale, così fondamentali quanto sottovalutate nella politica e nella cultura locale, soffermandosi maggiormente sulla vita e sull’operato del banchiere vastese. “Non ci rendiamo conto dello spessore culturale, economico, politico di Raffaele Mattioli. È stato un personaggio importante per la storia del mezzogiorno, a partire dal piano Marshall e dall’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), per finire al cosiddetto “miracolo abruzzese” e all’industrializzazione del Vastese”. Mattioli, grazie ai rapporti da lui instaurati con il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), ha finanziato la Resistenza nel Nord Italia.
    Lo storico prof. Costantino Felice (foto di Ludovica Valente)Ha cresciuto, protetto, allevato altri personaggi di spicco, quali, ad esempio, Ugo La Malfa, Giovanni Malagodi, Guido Carli ed Enrico Cuccia, rendendoli così importanti. “Potrei definire Mattioli il più grande mecenate della storia italiana o, come il giornale francese Le Monde ha scritto dopo la sua morte, il più grande banchiere di tutti i tempi dopo Lorenzo De Medici. Ho sentito parlare, per la prima volta, del “banchiere umanista”, su un articolo di Giorgio Amendola dal titolo “veniva da Vasto l’uomo che salvò i quaderni del carcere di Antonio Gramsci”. In quel momento cominciai a studiare questa figura così importante, e ho cercato di promuovere iniziative a lui dedicate, qui a Vasto. In particolare, grazie alla collaborazione del figlio di Mattioli, Maurizio, e dell’allora sindaco Antonino Prospero, organizzai due convegni, i cui atti sono stati pubblicati dalla casa editrice Ricciardi con il nome di “la figura e l’opera di Raffaele Mattioli””. Nonostante Croce e Mattioli fossero due spiriti universalistici, lontani da ogni forma di localismo, Felice ha sottolineato il forte legame che congiungeva Mattioli alla sua regione, rappresentato dalle sue numerose poesie in dialetto vastese.

    I rapporti tra Croce, Mattioli e l’economia sono stati invece messi in luce dall’intervento di Pierluigi Ciocca. Ciocca evidenzia come Croce, pur non essendo un economista, si sia mosso in questo ambito grazie al concetto di “utile” presente nel suo percorso filosofico. “Si deve a Benedetto Croce la concezione della spiritualità economica”. Nonostante la visione economica di Croce sia stata spesso criticata, essa non si discosta di molto dalle posizioni prese da Mattioli. Tra le più importanti considerazioni espresse da Ciocca, si può menzionare la concezione di Croce della libertà come fondamento dell’economia, così come il ruolo che la forte personalità di Mattioli ha avuto nei suoi complessi rapporti con la Banca d’Italia, a causa della sua intolleranza ad alcune regole. “Mattioli si rifiutava di considerare il progresso economico dell’Italia come se fosse piovuto dal cielo.L'economista e banchiere Pierluigi Ciocca (foto di Ludovica Valente) In particolare respingeva il termine e il concetto di miracolo economico italiano”. Forte è la presenza dell’economia negli scritti storici di Croce, come ad esempio “Storia d’Italia”. Secondo Croce i problemi dell’economia sono da trattare insieme a quelli morali, poiché sono ambiti strettamente collegati con la politica e le istituzioni. Su questo, il “grande letterato” si trovava d’accordo con il “banchiere umanista”.

    L’incontro in Auditorium è stato un momento di ampio approfondimento sull’economista Mattioli, a cui è intitolata la nostra scuola, e sul letterato Croce che dà il nome al premio culturale a cui il nostro Istituto, grazie alla dedizione della prof.ssa Anna Di Bussolo, partecipa da ormai quattro anni. La manifestazione conclusiva del premio Croce si terrà domani, 31 maggio, a Lanciano, in cui si esporrà il lavoro svolto dalle 21 giurie popolari.

    di Sara Della Gatta


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