Avrò cura di te: un progetto del Movimento per la Vita - Premiazione del concorso "Avrò cura di te", promosso dal Movimento per la vita
 
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    Avrò cura di te: un progetto del Movimento per la Vita

    Premiazione del concorso "Avrò cura di te", promosso dal Movimento per la vita

    La premiazione del concorso Martedì 4 giugno, presso il Polo Liceale Mattioli, si è tenuta la premiazione del concorso nazionale annuale indetto dalla federazione di promozione sociale italiana “Movimento per la Vita” che si propone di sostenere e difendere il diritto alla vita e la dignità di ogni uomo, favorendo una cultura dell’accoglienza nei confronti dei più deboli ed indifesi e, prima di tutti, il bambino concepito e non ancora nato.

    Obiettivo del Movimento per la Vita è quello di difendere e promuovere il valore della vita umana “dal concepimento alla morte naturale” a fronte dell’affievolirsi, sul piano delle leggi civili, del riconoscimento di ogni essere umano come soggetto titolare dell’inalienabile diritto alla vita.

    Il MpVI, la cui realtà interna è regolata secondo principi democratici, è un’organizzazione che si fonda sul volontariato dei propri associati e che svolge attività di solidarietà e utilità sociale. Non ha fini di lucro e i suoi dirigenti non percepiscono alcuna retribuzione o compenso per le prestazioni rese.

    Ogni anno questo movimento bandisce un concorso rivolto ai giovani, dalle scuole superiori all’università. Di notevole spessore il tema di quest’anno: “Avrò cura di te. Il modello della maternità”. “Prendersi cura dell’altro è il primo passo per costruire relazioni autenticamente umane e rendere la terra un luogo abitabile da tutti. Ma c’è un passo ancora precedente da fare: riconoscere l’altro come uno di noi. E allora sorge la domanda: quando l’altro inizia ad esserci? La scienza e la ragione ci dicono che l’altro, che ciascuno di noi, ha iniziato ad esserci nel momento in cui dal nulla è comparso all’esistenza nell’attimo del concepimento. In quel momento ha inizio anche la responsabilità del prendersi cura. Si apre qui una riflessione sulla maternità durante la gravidanza che è quella relazione specialissima, unica e irripetibile, di un essere umano (il figlio) che vive e cresce dentro un altro essere umano (la madre). La gravidanza implica sempre una modificazione del corpo femminile, spesso è accompagnata da disagi e termina con il dolore del parto. La donna accetta tutto questo con un istintivo coraggio. La crescita del figlio nel seno materno può essere interpretata come un abbraccio prolungato per molti mesi. L’abbraccio è un segno dell’amore. Per questo si può affermare che c’è un privilegio femminile posto a servizio dell’intera umanità. La meditazione sulla maternità e sulla gravidanza indica come traguardo del moto di liberazione della donna la capacità tutta femminile di imprimere sull’umanità il segno dell’amore, il quale suppone, a sua volta, il riconoscimento del concepito come la meraviglia delle meraviglie, il risultato della creazione in atto, una freccia di speranza lanciata verso il futuro, uno di noi. Ecco perché il prendersi cura dell’altro attinge energie e risorse al modello della maternità”.

    Per il vincitore del primo premio del concorso, un viaggio a Strasburgo con visita al Parlamento Europeo. Per i vincitori del secondo premio una settimana di formazione sui temi di bioetica dedicati alla pedagogista che ha contrastato fortemente l’aborto, Vittoria Quarenghi. A consegnare i premi l’assessore all’istruzione Anna Bosco. Agli altri partecipanti al concorso sono state consegnate delle targhe direttamente dalla  Dr. Loredana De Cristofaro, presidente del Movimento per la vita di Vasto.

    Ci congratuliamo con Emanuele Bellezza, vincitore del primo premio e alunno del nostro Istituto.

    di Giulia Di Paolo


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