Giuseppe Civati: un progetto per salvare il pianeta e il futuro - "Tra la FINE del mondo e la fine del mese"
 
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    Mattioli Vasto Cultura 19/07 19/07

    Giuseppe Civati: un progetto per salvare il pianeta e il futuro

    "Tra la FINE del mondo e la fine del mese"

    Il nostro redattore Lorenzo De Cinque assieme a Giuseppe Civati (foto di Costanza Vespasiano)Ogni persona ha una sua storia, è qualcosa che appartiene ad ognuno di noi. Ridare voce a questi vissuti è proprio lo scopo di People, casa editrice nata da un’idea di Giuseppe Civati, Stefano Catone e Francesco Foti che, con il suo “AntiOrario Tour”, dove protagonista è proprio Giuseppe Civati, vuole portare consapevolezza alle persone su grandi temi che troppo spesso vengono sminuiti o addirittura ignorati. La sesta tappa di questa serie di incontri si è svolta ieri sera a Lanciano, presso il Bistrot 900. In un dialogo tra l’ex segretario di Possibile e Francesca Druetti, si è parlato di cambiamenti climatici, energie rinnovabili, diritti delle donne, immigrazione, difesa della memoria e della storia e tanto altro.

    Il libro principe di questo viaggio è “Fine”, romanzo dal carattere profetico e provocatorio, ricco di spunti di riflessione. “Non esistono storie piccole”, questo uno degli slogan della casa editrice che, partendo proprio da questo presupposto, vuole raccontare storie personali e collettive con valori universali. Tra i libri più famosi abbiamo “Liliana Segre. Il mare nero dell’indifferenza”, “Il piano Langer”, “Seguendo Greta”, “Solidarancia”, “Lettera agli italiani come me”.

    A seguire, l’intervista a Giuseppe Civati che, con grande disponibilità, ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

    “Fine”, questo il titolo del libro protagonista dell’ “AntiOrario Tour” che questa sera fa tappa a Lanciano. Quali sono gli obiettivi di questo viaggio “in furgoncino”?

    Gli obiettivi sono tanti, il primo dei quali è dimostrare drasticamente che noi non possediamo un’infrastruttura per la mobilità elettrica. Mi sto cimentando con sfide impossibili che sono rese tali Alcuni dei libri presenti alla tappa di Lanciano dell'AntiOrario Tour (foto di Costanza Vespasiano)per una scelta del Paese di non investire su alcune caratteristiche di innovazione che sono abbastanza diffuse nel resto del mondo. Noi arriviamo sempre tardi, soprattutto nel Mezzogiorno, dove mancano anche altre infrastrutture, oltre a quelle elettriche. “AntiOrario” perché il tempo finisce, perché è un gioco sul tempo. Io vado molto piano con questo pulmino elettrico, ma nello stesso tempo chiedo di accelerare nell’affrontare i cambiamenti climatici perché mi pare che stiamo veramente rischiando tutto. Questo, inoltre, è proprio l’oggetto del libro. Un incontro dietro l’altro: ieri ero a Bari in periferia, l’altra sera in una biblioteca di comunità ad Altamura, prima ancora Matera, poi Potenza. Alla base c’è l’idea che si debba portare la cultura anche nei posti dove forse non sono più abituati, dove non c’è attenzione. Sono tantissimi i significati di questo giro che, peraltro, sto raccontando anche sul mio blog. Spero sia un circuito virtuoso.

    Un tema che ti sta molto a cuore sono i cambiamenti climatici. Sulla scia di Greta Thunberg, molti giovani si sono fatti portavoce di questo efferato allarme con i cosiddetti “Fridays for Future”. I potenti ascolteranno questo grido disperato? A livello politico, quali norme potrebbero portare a un diverso atteggiamento magari più consapevole?

    La prima notizia buona, anche se parziale, è la dichiarazione della nuova presidente della Commissione europea appena eletta che, nel suo discorso inaugurale, è stata molto attenta in questo senso. Per la prima volta, l’Europa parla di questi argomenti anche se devo segnalare che tutti quelli nominati ai vertici non hanno una grande sensibilità ecologista. Cio però non toglie che l’Europa sceglie quest’argomento, almeno a parole sceglie di cogliere la sfida di Greta Thunberg. Noi abbiamo seguito Greta fin dall’inizio e siamo stati tra i primissimi in Italia, anche per curiosità, perché è un fenomeno molto particolare. A questo proposito, abbiamo realizzato un libro che si chiama proprio “Seguendo Greta”. Segnalo comunque che mentre lei parla, le cose vanno avanti peggio di prima: aumentano le emissioni e non c’è nessun tipo di strategia. Mi auguro che questa cosa, sulla base della pressione dei più giovani che hanno molto più futuro davanti rispetto a noi, possa sbloccarsi e dare qualche risposta. La mia, però, è una aspettativa, non una certezza.

    Giuseppe Civati si è sempre proclamato un convinto femminista. Proprio ieri è stata approvata la Legge “Codice rosso” che tutela maggiormente i diritti delle donne e di chi subisce violenze. Stiamo andando nella giusta direzione per una più affermata parità di genere? Cosa si potrebbe fare di più?

    In realtà, si potrebbero fare molte cose in più. Comunque, questa è una buona notizia. Adesso non conosco bene il dettato della legge perché sono in viaggio per questo tour da una settimana però credo che questo sia un segnale positivo, peraltro da un governo super maschilista e per altri versi super retrogrado. Se c’è la possibilità di avere un canale preferenziale per una serie di denunce e di reati, secondo me è una cosa molto buona. Per il resto, c’è un lavoro da fare sulla liberazione propria delle donne da questo nostro paternalismo maschile che non se ne va via mai, ma per interesse, non solo per inerzia o perché non capiamo, ma semplicemente perché ci conviene così.

    L'intervista a Giuseppe Civati (foto di Costanza Vespasiano)L’idea di Europa e di cittadinanza europea, ad oggi, è costantemente messa in pericolo da nascenti nazionalismi che stanno diffondendo sempre più una vera e propria cultura dell’odio. Come si potrebbe arginare questo preoccupante fenomeno?

    Noi qui parliamo di paure che sono indotte, strumentali, spesso enfatizzate. La paura vera per l’Europa è quella climatica, come per il resto del mondo. L’altra paura è collegata alle condizioni economiche delle persone, infatti io dico spesso “tenere insieme la fine del mondo e la fine del mese”. Non è possibile immaginare un cambiamento di questa portata, che abbia la stessa forza dei cambiamenti climatici, se non esiste anche un cambiamento nelle relazioni sociali ed economiche che, in questo momento, sono devastanti per troppe persone. Queste, quindi, sono le uniche due paure di cui occuparci e sono forse anche il modo per superare e per spiazzare i nazionalisti. Loro alla fine agitano un sacco di nemici ma il problema nostro è trovare amici che cooperino, che lavorino insieme per avvicinare chi è diviso, per avvicinare le classi sociali e per progettare insieme un mondo e un’economia, anche un sistema che ad esempio parta dall’energia, e un accesso ad alcuni servizi essenziali che non sia determinato solo dal censo.

    Oggi tra i giovani sono sempre più frequenti pensieri come “Il voto non serve a nulla”, “Tanto le cose non cambiano” o addirittura totale menefreghismo nei confronti della politica. Secondo te, come si potrebbe far avvicinare i giovani a questo mondo apparentemente ostico?

    Con questo argomento, secondo me, si avvicinano tutti. Il problema in Italia è che se ne parla pochissimo. In questa dibattito, tra Salvini, Di Maio, Conte, Tria ecc, non c’è una riga su questi argomenti mentre invece, secondo me, sarebbero potentissimi perché affrontare questo tema urgentissimo, frutto di una constatazione banalissima e non di un mio calcolo personale, potrebbe portare anche a un po’ di creatività, a immaginare un futuro diverso e quindi, di conseguenza, a coinvolgere anche le persone. In una società iper individualistica, in cui ognuno se la cava da solo, il messaggio deve essere invece quello di costruire insieme progetti, investimenti, strategie per salvare il pianeta e costruirci un futuro di benessere che non sia tale solo per chi ce l’ha già il benessere ma per tutti.

     

    di Lorenzo De Cinque 

     


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