Il racconto di un giorno che vale una vita intera - Gli studenti del Mattioli a Lampedusa: Giornata della Memoria e dell’Accoglienza
 
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    Il racconto di un giorno che vale una vita intera

    Gli studenti del Mattioli a Lampedusa: Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

    Foto di Sara Di Tanna“Noi siamo una tempesta. Tanti. Insieme. Diversi o almeno vorremmo diventarlo per fermare la deriva razzista ed escludente” ( M. Murgia)

    Proteggere le persone non i confini”, queste le parole che ci hanno accompagnato nell'esperienza vissuta a Lampedusa, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria e dell'Accoglienza.

    Dal 1° al 3 ottobre, oltre 200 giovani provenienti da 30 scuole europee, quali vincitori del concorso indetto dal Miur “Porte aperte a Lampedusa”, si sono dati appuntamento nella splendida isola del Mediterraneo, il punto più a sud d'Europa e il più a nord dell'Africa.

    Anche noi, studenti del Polo Liceale Mattioli, unica scuola selezionata per l'Abruzzo, accompagnati dalle docenti Francesca Cinquina e Carla Orsatti, con i partner portoghesi dell'Istituto Tecnico EPA Carvalhais di Mirandela, abbiamo partecipato alle sessioni di work shop e alle tavole rotonde improntate sul tema “Siamo sulla stessa barca”, occupandoci dei flussi migratori con al centro del dibattito la riflessione  sul dialogo interculturale tra i popoli.

    Il momento finale di queste giornate ha trovato la sua più forte espressione nella toccante marcia verso la “Porta d'Europa”: un fiume umano commosso ha marciato lungo le strade dell’isola per accompagnare i sopravvissuti, i parenti delle vittime, i soccorritori, le associazioni, i tanti amici e  presenti nel doloroso ricordo delle vite perse, dando voce e memoria a quegli “uomini, donne e bambini invisibili”. 19.000, questo il  numero di quei volti che non hanno  mai raggiunto la loro terra promessa.

    Il lungo corteo, raggiunta la porta d'Europa, si è spostato poi, a bordo di barche e pescherecci, per andare a deporre in mare una corona di fiori nel punto in cui, il 3 ottobre 2013, avvenne la tragedia.I ragazzi rappresentanti del Polo Liceale Mattioli presso a Lampedusa.

    La nostra esperienza è stata davvero molto coinvolgente, un'occasione preziosa per  porci di fronte a questi temi con una prospettiva diversa, guardando le situazioni con gli occhi del migrante.

    Di certo trovarsi nel luogo di racconti così drammatici e forti, ascoltare la voce degli stessi sopravvissuti e soccorritori, senza filtri  né distorsioni mediatiche e vedere le lacrime riaffiorare negli occhi delle madri e dei padri inconsolabili ci ha davvero coinvolto emotivamente, consentendoci di fare nostre le quattro regole di Spinoza: “Non deplorare, non ridere, non giudicare, ma semplicemente comprendere”.

    Abbiamo incontrato Tareke Brahme, presidente del Comitato 3 ottobre, intervistato i  Presidenti e i membri delle associazioni e onlus come Amnesty International, Unhcr, Save the Children, Generazione Ponte, i cui  laboratori sulla tratta dei minori, silence hate,  storie di rifugiati, ci hanno reso consapevoli  del fatto che dietro i numeri ci sono persone con terribili tragedie alle spalle e con il dolore ancora vivo nel cuore. Contestualmente, mentre noi dialogavamo con gli altri studenti europei, i docenti venivano formati da Professori della Scuola di Sant’Anna di Pisa sulle medesime tematiche.

    Il sindaco dell'isola, Salvatore Martello, in più di un'occasione, ha chiesto ai rappresentanti delle istituzioni  presenti, che il 3 ottobre  diventi la “Giornata Europea della Memoria ed Accoglienza”, affinché i paesi dell'UE non voltino ancora le spalle di fronte alla sofferenza e ai pericoli cui vanno incontro i migranti e rifugiati del Mediterraneo e perché venga presto il giorno (come ha sottolineato Giuseppe De Cristofaro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca), in cui ricorderemo questi anni drammatici parlandone al passato e non più al presente come, invece, siamo ancora costretti a fare.Opera vincitrice, realizzata da Alessandro Daniele

    Questa esperienza così forte ci ha formato, ci ha permesso di fare un piccolo balzo avanti  aprendoci a nuovi orizzonti e rafforzando la consapevolezza di quanto sia urgente per noi giovani accrescere il senso di appartenenza ad un'unica comunità globale, nella ricerca del bene comune,  alla cui costruzione dobbiamo tendere attraverso azioni concrete, ispirate ai valori della tolleranza, dell’ accoglienza e della solidarietà dettati dal comune senso civico.

     

    Simone Di Minni

    Sara Di Tanna

    Benedetta Roberti

    Claudia Tiberio


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