I giovani sono risorse per migliorare il mondo - Progetto “Generazione Futura 2030” nato per riflettere sullo sviluppo sostenibile
 
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    I giovani sono risorse per migliorare il mondo

    Progetto “Generazione Futura 2030” nato per riflettere sullo sviluppo sostenibile

    Il convegno dedicato all'Agenda 2030 presso l'Audutorium dell'Istituto Tecnico “I giovani sono risorse per migliorare il mondo”. Questa la frase pronunciata da Piero Cattaneo, Coordinatore Didattico dell’Istituto Sociale di Torino, durante la presentazione del progetto “Generazioni Future 2030” presso l’Istituto Tecnico “F.Palizzi” di Vasto nella mattina del 30 novembre. All’evento hanno preso parte gli studenti delle quattro scuole superiori vastesi, “Palizzi”, “Mattei”, “Mattioli”, “Pantini-Pudente", protagoniste del progetto promosso dal Centro Studi di Avis nazionale unitamente ad Avis regionale, provinciale e comunale, Rotary Club di Vasto e Pilkington. Al centro del programma l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e la cittadinanza globale.

    Nel 2015 l’ ONU ha approvato l’Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile articolati in 169 Target. Un evento storico, sotto diversi punti di vista. Infatti:

    -è stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale;

    -tutti i Paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, anche se evidentemente le problematiche possono essere diverse a seconda del livello di sviluppo conseguito;

    -l’attuazione dell’Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura.

    Le parole che hanno fatto da filo conduttore all’evento sono state: giovani e gruppo. I relatori hanno evidenziato la priorità da dare ai giovani e al lavoro d’insieme se si desidera ancora continuare a vivere al meglio in questo pianeta. Proprio ai giovani si rivolge Arnaldo Tascione, presidente del Rotary Club Vasto, con una frase carica di speranza, “cercate di vedere orizzonti dove altri hanno visto confini”.  Il Rotary si inserisce perfettamente nel tema dello sviluppo sostenibile operando nel sociale e per la collettività.     

    Dell’importanza di fare gruppo parla la Dirigente scolastica del Palizzi, prof.ssa Nicoletta Del Re: “Solo se ci mettiamo insieme ce la possiamo fare per affrontare questa realtà che in parte è già trasformata ma fatichiamo a riconoscerlo”. Pasquale Colamartino, direttore scientifico del Centro studi Avis nazionale, afferma: “Nessuno può affrontare la situazione da solo, occorre fare rete” .“E’ la prima volta che i giovani avranno una condizione di vita peggiore dei predecessori. Dobbiamo cambiare per dare valore al patto intergenerazionale”.  Il cambiamento diviene altra parola chiave sottolineata sia da Colamartino sìa dalla Dirigente del Polo Liceale Mattioli, prof.ssa Maria Grazia Angelini.

    L’intervento di Piero Cattaneo si sofferma sui giovani, risorsa per migliorare il mondo, e sulla loro istruzione. Locandina del Convegno. (Foto di Sara Di Tanna)Con un rapido sondaggio il Coordinatore Didattico mostra come attualmente in molte scuole sia poco focalizzata l’attenzione sullo sviluppo sostenibile, la cittadinanza globale e le politiche ambientali, aspetti fondamentali in questo momento cruciale di emergenza planetaria. Cattaneo invita i giovani ad essere consapevoli di ciò che succede attorno a loro per evitare di divenire futuri cittadini passivi.

    La consapevolezza è al centro del discorso di Graziano Marcovecchio, presidente nazionale Assovetro, il quale invita i giovani a reagire nelle situazioni inaccettabili citando una frase di suo padre: “Se i giovani non si riscaldano poi è tutto il mondo a battere i denti”. La Pilkington ha già affrontato e continua ad affrontare il tema della sostenibilità perché  per un’azienda essere sostenibile significa rappresentare un valore aggiunto.

    Per poter portare a termine la missione proposta dalle Nazioni Unite, occorre possedere una serie di abilità che ci vengono presentate da Elisa Ricciuti, Direttore Esecutivo del Cottino Social Impact Campus del Politecnico di Torino. La globalizzazione implica nuove professioni, la impact economy, cioè un’economia orientata alla sostenibilità e all’impatto sociale, richiede nuove e diverse competenze, quindi per sopravvivere bisogna divenire multidisciplinari. Questo aspetto è stato affrontato anche da Dario Menicagli, ricercatore presso la Scuola IMT Alti Studi di Lucca, eccellenza italiana nel campo della ricerca, il quale afferma: “Diventare specialista in qualcosa è come essere un panda. Mangia solo bambù e se c’è una tempesta è finita”.

    Il Dirigente del Mattei, prof. Gaetano Fuiano, ha presentato nello specifico il progetto “Generazione Futura 2030”. L’iniziativa territoriale, con una durata di due anni, prevede la partecipazione di 11 partner, un coinvolgimento di 20 docenti e 60 studenti della città del Vasto che lavoreranno divisi in 5 sottogruppi e 3500 studenti coinvolti nelle diverse fasi. Durante il primo anno si procederà ad una fase di studio, confronto e progettazione. Ciò che ne verrà fuori sarà utilizzato nel secondo anno in modo concreto, con l'attuazione delle attività previste e un’azione di valutazione e monitoraggio di quanto svolto.  

    L’iniziativa è di grande rilievo territoriale e sarà un’occasione per gli studenti vastesi di valido confronto con il tema dello sviluppo sostenibile. Non si può continuare a rimandare, occorre iniziare ad agire adesso visto che l’attuale modello di sviluppo risulta ormai insostenibile. Due sono le strade possibili da percorrere: la decrescita felice, la quale mette al centro della sua azione l’ambiente e propone una riduzione dei bisogni per salvare la Terra, oppure uno sviluppo realmente sostenibile. Tra le due opzioni dobbiamo preferire indubbiamente la seconda, in quanto è l’unica che considera anche l’aspetto sociale e l'aspetto economico, importanti nella stessa misura per il miglioramento delle condizioni di vita. Dobbiamo dunque impegnarci. Se non vogliamo farlo per noi, dobbiamo farlo per chi verrà dopo di noi, per dare valore al patto intergenerazionale, fondamentale per garantire un futuro a chi seguirà.

    Ci auguriamo che il progetto “Generazione Futura 2030” abbia un riscontro positivo su tutte le persone coinvolte affinché inizino un' azione di sensibilizzazione, diffondendo quanto appreso. Occorre l’impegno di tutta la popolazione mondiale per realizzare gli obiettivi presentati nell’Agenda 2030 ambiziosa sì ma non irrealizzabile.

    Non dobbiamo smettere di sperare e di sognare: “Il vincitore non è altro che un sognatore che non si è mai arreso".

    Valerio Tinari


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