Berthe Morisot, la prima pittrice impressionista - Appuntamento settimanale con le donne nel mondo dell’arte
 
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    Mattioli Vasto Cultura 31/12/2019 31/12

    Berthe Morisot, la prima pittrice impressionista

    Appuntamento settimanale con le donne nel mondo dell’arte

    Berthe MorisotNella seconda metà dell’ottocento, a Parigi, un gruppo di pittori sviluppò una nuova corrente artistica, destinata a diventare una delle più importanti e significative della storia dell’arte: l’impressionismo. Questa corrente, nata per il desiderio di riprodurre su tela le sensazioni e le percezioni che nascono ammirando un paesaggio nelle diverse ore del giorno, e quindi destinata alla pittura en plein air, annovera pittori come Manet, Monet, Renoir, Degas e Cézanne. Non molti sanno, però, che tra i principali esponenti dell’impressionismo c’era anche una donna, Berthe Morisot.

    Berthe Morisot (1841-1895) nacque a Bourges, in Francia, in un’agiata famiglia borghese. Nella sua famiglia nessuno era artista, anche se la madre era pronipote del celebre pittore francese Fragonard. Tuttavia, quando Berthe aveva 10 anni, la famiglia si trasferì a Parigi, uno dei più importanti centri artistici d’Europa, e i genitori decisero di aprire le porte della loro casa a intellettuali e artisti, che certamente ebbero una grande influenza sulla ragazza. Berthe Morisot, infatti, si appassionò ben presto alla pittura e avrebbe desiderato studiare arte, ma l’École des beaux-arts, a quell’epoca, non era aperta alle donne, così i suoi genitori decisero di porla sotto la guida del pittore Joseph Guichard, grazie al quale Berthe visitò innumerevoli volte il Louvre per copiare le opere dei grandi artisti del passato come Raffaello e Rubens.

    Berthe Morisot con un mazzo di violette, ManetNel 1868, avvenne un incontro cruciale per la sua carriera artistica: al Louvre Berthe si imbatté in Èdouard Manet, con cui da subito stabilì un rapporto di mutua stima e amicizia e forse anche d’amore, anche se Manet era già sposato, provocando così una serie di pettegolezzi e dicerie. Berthe divenne uno dei soggetti principali delle opere di Manet, che la ritrasse in ben undici dipinti, alcuni tra i più celebri del pittore.

    Nel 1873, Berthe si associò al movimento impressionista, fondando insieme agli altri pittori della corrente, di cui era l’unica donna, la Società anonima degli artisti, pittori, scultori e incisori. Un anno più tardi, partecipò alla prima mostra degli impressionisti nello studio del fotografo Nadar, dove fu esposta una delle sue tele più celebri, “La culla”, oggi conservata al Musée d’Orsay.

    La cullaIn quest’opera, dipinta con pennellate veloci, fluide e luminose, è raffigurata la sorella di Berthe, Edma, a cui la pittrice era molto affezionata, mentre sta guardando assorta la figlia Blanche, che si trova nella culla, coperta da un candido velo. Il nome della bimba sembra proprio ricordare la candidezza del dipinto e il bianco, simbolo della purezza, della culla e dei veli. Edma sembra essere al tempo stesso immersa nei suoi pensieri e concentrata sulla bambina: il suo sguardo è l’elemento centrale del dipinto e attraverso di esso la pittrice rappresenta tutto l’amore tra mamma e figlia ma anche le preoccupazioni della donna, che spera che la bambina stia dormendo pacificamente. Un elemento importante del dipinto, quasi nascosto, è la corrispondenza e la simmetria dei gesti dei due soggetti raffigurati: sia Edma che Blanche hanno un braccio sollevato, dettaglio usato dalla Morisot per rappresentare l’empatia e l’affinità psicologica tra mamma e figlia.

    Nell’opera è immortalato un momento di vita quotidiana, così come in tutte le opere impressioniste. L’elemento di innovazione, però, è la scelta di dipingere una scena intima e privata, creando un’atmosfera familiare e rassicurante, così da rappresentare al meglio l’amore innato e profondo che lega una mamma alla propria bambina.

    Il dipinto divise a metà la critica: alcuni stroncarono l’opera, che addirittura provocò lo sdegno del vecchio maestro della Morisot, Guichard, mentre altri ne apprezzarono la delicata vena poetica. Berthe Morisot continuò comunque a esporre in tutte le mostre impressioniste e il suo successo crebbe a dismisura. Nel frattempo si sposò con Eugène Manet, fratello del pittore, da cui ebbe una figlia, Julie. Il matrimonio con Eugène accrebbe ancora di più l’amicizia con il cognato, che più volte andava a trovare i coniugi, inaugurando, per certi versi, a casa di Berthe un circolo di pittori, musicisti e letterati tra i più in voga del momento.

    La maggior parte degli impressionisti sceglieva di rappresentare scene di vita mondana, nelle vie delle città o nei bar parigini, luoghi dove una donna spesso non poteva andare o tantomeno dipingere. Infatti, Berthe Morisot dipinge sempre scene familiari e con protagoniste donne, come ad esempio picnic, scene in giardino o donne in atto di abbigliarsi. Ne è un esempio “Giorno d’estate”, che insieme a “La culla” è una delle opere più conosciute della pittrice.

    In questo dipinto, realizzato nel 1879 e conservato nella National Gallery di Londra, la pittrice rappresenta due donne di ceto medio durante una gita in barca nel lago del Bois de Boulogne, parco situato nel lato ovest di Parigi, dipingendole come se lei fosse seduta vicino a loro. Infatti, il parco non era molto lontano dalla sua casa ed è probabile che lo frequentasse spesso. Non è certo, però, se le due donne fossero delle sue amiche o delle modelle che posarono per lei.Giorno d'estate

    Fondamentale nell’opera è la luce, che la pittrice dipinge per mezzo di pennellate a zig-zag, usate per i riflessi del lago, per i tre cigni sulla destra e per i vestiti delle donne. La composizione, così come era uso nello stile impressionista, è decentrata, e addirittura la signora sulla sinistra è parzialmente tagliata dal bordo della scena. Un tratto caratteristico dello stile di Berthe Morisot è la dissoluzione dell’immagine: con pennellate piccole eliminava i contorni, lavorando sulla luce e focalizzandosi sull’impercettibile. Questo suo stile fu criticato dai suoi contemporanei, che scambiavano questo suo modo di dipingere addirittura per pigrizia. Un critico dell’epoca, infatti, scrisse: “Perché, con il suo talento, non si prende la briga di finire le sue opere?”. Ma gli attuali esperti d’arte elogiano i suoi dipinti, lodando l’armonia dei suoi colori tenui e morbidi, colori a volte anche inusuali tra gli altri impressionisti.

    Berthe Morisot morì nel 1895, a soli cinquantaquattro anni. Fu sepolta nella tomba della famiglia Manet e la sua lapide reca solo una scritta, “Vedova di Eugène Manet”, senza far riferimento alla sua prolifica carriera da pittrice. Inoltre, nel suo certificato di morte, è addirittura riportata la dicitura “senza professione”. Fortunatamente, già un anno dopo la sua morte, a Parigi fu organizzata una mostra dedicata alla pittrice, con un’esposizione di 394 sue opere. Nel 900, la sua fama crebbe notevolmente e Berthe divenne un esempio di tenacia e di libertà per tutte le donne e non solo. Il celebre drammaturgo e poeta George Moore scrisse: «Soltanto una donna ebbe la capacità di creare uno stile, e quella donna fu Berthe Morisot. I suoi quadri sono le uniche opere che non potrebbero essere distrutte senza creare un vuoto, uno iato nella storia dell'arte». Infatti, l’analisi interiore dei suoi personaggi, la penetrazione nella mente dei suoi soggetti e al tempo stesso il senso di tranquillità e serenità trasmesso dalle sue opere sono unici, a testimonianza del suo grande talento ma anche del suo forte carattere, che le permise di emergere in una Parigi ancora troppo maschilista e di affermarsi di fatto come una delle personalità più importanti della storia dell’arte.

    di Simone Di Minni


    Parole chiave:

    arte , donna , impressionismo , rubrica

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