Camille Claudel, l’artista che trasformava le emozioni in scultura - Appuntamento settimanale con le donne del mondo dell’arte
 
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    Mattioli Vasto Cultura 07/01 07/01

    Camille Claudel, l’artista che trasformava le emozioni in scultura

    Appuntamento settimanale con le donne del mondo dell’arte

    Camille ClaudelNella storia dell’arte, le donne, oltre che nella pittura, ebbero un ruolo significativo anche nelle altre arti figurative, prima fra tutte la scultura. Già ne “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori” di Giorgio Vasari figura Properzia de’ Rossi, scultrice rinascimentale, a cui lo scrittore riservò un elogio entusiastico. Fu però nell’ Ottocento che la scultura al femminile acquistò un notevole successo, grazie soprattutto a Camille Claudel, artista francese, la cui vita e le cui opere si diffusero ancora di più in seguito all’omonimo celebre film con Isabelle Adjani e Gèrard Depardieu, vincitore di cinque premi César e nominato all’Oscar per il miglior film in lingua straniera.

    Camille Claudel nacque nel nord della Francia da una famiglia benestante. Era la sorella del noto scrittore e drammaturgo Paul Claudel, con cui sin da piccola strinse un legame speciale. Durante la sua infanzia, la famiglia fu costretta a trasferirsi e a spostarsi innumerevoli volte in tutta la Francia permettendo a Camille di vivere diverse esperienze a contatto con l’arte, specialmente nel periodo trascorso a Nogent, punto di incontro per scultori. Il talento di Camille per la scultura si rivelò molto precocemente. A soli sei anni iniziò a modellare e a tredici iniziò a prendere lezioni di scultura grazie al sostegno del padre, nonostante l’avversione della madre che detestava questa forma d’arte.

    Quando la famiglia si trasferì a Parigi, si iscrisse all’Accademia Colarossi, dove perfezionò le sue tecniche scultoree. Qui conobbe altre scultrici, come Amy Singer e Jessie Lipscomb, con le quali strinse una profonda amicizia. Decisero, così, di affittare uno studio insieme, dove Camille realizzò la maggior parte delle sue opere.
    La valse

    Camille Claudel è ricordata, oltre che come scultrice, come musa ispiratrice di Auguste Rodin, di vent’anni più anziano, considerato il padre della scultura moderna. I due si conobbero all’Accademia Colarossi, dove Rodin doveva sostituire il maestro di Camille. La natura della loro relazione è espressa da entrambi nelle loro opere. Rodin realizzò una serie di disegni con contenuto a volte anche erotico, mentre Camille scolpì il suo amore nella celebre opera “La valse”, realizzata tra il 1889 e il 1892.

    Nella scultura sono raffigurati due ballerini in atto di ballare un valzer. Le figure sono strette in un abbraccio passionale e sembra che il tempo si sia bloccato per permettere loro di rimanere abbracciati. La testa della donna poggia teneramente sulla spalla destra dell’uomo e i loro corpi sembrano fusi in un’unica figura, se non fosse per l’uomo, che sta girando la testa verso il volto della ragazza come per baciarla.

    Nella prima versione dell’opera, anche la donna era completamente nuda, ma l’allora ispettore per il Ministero delle Belle Arti, il critico d’arte Armand Dayot, nonostante avesse apprezzato la sensualità delle figure e l’espressività dei corpi, scrisse nel suo rapporto per il Ministero che la scultura non poteva essere esposta in pubblico per l’indecenza delle figure nude. Così Camille fu costretta, in
    La valse - particolareuna seconda versione defintiva, a rimodellare la parte inferiore della donna aggiungendo una gonna che conferisce ancora più movimento all’insieme. Dayot fu soddisfatto del cambiamento, tanto da definire la scultura “un grazioso intreccio di forme superbe equilibrate in un ritmo armonioso tra drappeggi vorticosi”. Infatti, una tale fluidità ed eleganza erano allora più uniche che rare e al tempo stesso la modernità dei corpi da lei scolpiti, dai tratti quasi liquefatti, che la rese una precorritrice del Simbolismo, permette alle sue opere di trasmettere emozioni vivide e intense a chiunque le osservi.

    Camille Claudel realizzò diverse versioni dell’opera, sia in gesso che in bronzo, modificando leggermente i movimenti dei ballerini e i drappeggi della gonna. Gli originali sono oggi conservati al Musée Rodin e al Musée Camille Claudel, mentre le varie copie sono state vendute all’asta per prezzi sempre crescenti, fino a sfiorare i 2 milioni di dollari nel 2013.

    L’amore tra Camille Claudel e Auguste Rodin fu tanto intenso quanto fugace: nel 1893 il loro rapporto entrò in crisi e terminò quando la scultrice capì che il suo amante non l’avrebbe sposata. Camille cadde in una profonda depressione, che la accompagnò per tutta la sua vita fino alla morte.

    L'Age murNel frattempo realizzò l’opera che forse più caratterizza il suo stile ed è infatti la più nota: l’”Âge mur”, l’”Età matura”, conosciuta anche come “Il percorso della vita”, scultura in bronzo realizza tra il 1894 e il 1900 e oggi conservata al Musée d’Orsay.

    Nell'opera sono rappresentate tre figure circondate da drappi vorticosi: una giovane donna inginocchiata ha appena lasciato la mano della seconda figura, un uomo di mezza età in piedi. Questi, a sua volta, viene attirato dall'abbraccio di un terzo personaggio, una donna anziana. Questa scultura, dalle dimensioni monumentali, può essere vista come un'allegoria dell'invecchiamento: l'uomo centrale si lascia alle spalle la giovinezza e progredisce verso la maturità e l'eventuale morte; ma può anche essere interpretata come un riflesso dell'abbandono di Camille da parte di Rodin: la scultrice sarebbe rappresentata dalla donna a destra, che sta supplicando Rodin, l’uomo al centro, di rimanere con lei, ma lo scultore sceglie, invece, Rose Beuret, sua futura moglie. L’artista illustrò questa interpretazione dell’opera a suo fratello Paul attraverso delle lettere che ci sono pervenute. Sulla base di queste lettere, l’”Età matura” può essere considerata un'opera autobiografica.

    Alcuni storici dell’arte identificano la donna anziana come Cloto, una delle tre Parche della mitologia greco-romana, colei che aveva il compito di tessere la vita delle persone. La giovane donna che rappresenta la Gioventù è stata associata, invece, al soggetto di un’altra opera della scultrice, “Le Dieu Envolé” (Il dio è volato via), che fa riferimento alla storia di Psiche e Cupido, il cui amore è proibito da Venere.

    L'Age mur  - particolareLo psicanalista Luca Trabucco ha avanzato un’ulteriore teoria, secondo la quale l’opera non parla dell’abbandono di Rodin ma, in realtà, di un abbandono più psichico che materiale avvenuto durante l’infanzia, probabilmente da parte della madre.

    Dal punto di vista artistico, va riconosciuto il grandissimo lavoro che la scultrice fa per riuscire a trasmettere al meglio le emozioni e le sensazioni dei suoi personaggi. La donna a destra viene rappresentata con un’espressione supplichevole e implorante. E’ evidente il suo affetto per l’uomo e il suo non volerlo lasciare. Quest’ultimo sembra combattuto: sembra triste di abbandonare la ragazza ma anche consapevole di star facendo la scelta giusta, infatti dalla sua espressione si evince anche una sorta di auto convincimento. Il terzo personaggio viene raffigurato quasi come colui che deve convincere l’uomo a lasciare la ragazza: lo circonda, infatti, con le braccia, come a volerlo spingere verso di sé. E’ proprio questo gioco di sguardi che permette di elaborare numerose interpretazioni sull’opera, la quale si presta proprio bene a diverse teorie.

    Gli ultimi anni della vita di Camille Claudel furono tragici: nel 1913, in seguito alla morte del padre, fu rinchiusa in un ospedale psichiatrico per volontà della madre, nonostante i medici fossero contrari. L’artista vi rimase fino alla sua morte, avvenuta nel 1943, a causa di un colpo apoplettico causato probabilmente dalla malnutrizione in ospedale. La madre, in così tanti anni di isolamento, non andò mai a trovarla e dopo la sua morte nessun membro della famiglia reclamò il suo corpo. Fortunatamente, anche in seguito alla distribuzione del film sulla sua vita, Camille Claudel si sta “riscattando”. Nel 2008 al Musée Rodin è stata organizzata una mostra in suo onore, in cui furono esposte 80 delle sue opere. Nel 2017 è stato inaugurato a sud est di Parigi il museo a lei dedicato, visitato da più di 40 000 persone ogni anno. Il valore delle sue opere sta aumentando sempre di più alle aste, dove il suo talento e la sua abilità nella scultura sono molto ricercati, a testimonianza di un’innegabile maestria che non le fu abbastanza riconosciuta in vita.

    di Simone Di Minni


    Parole chiave:

    Camille Claudel , arte , donna , scultura

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