Cybersecurity: perché ci riguarda? - Appuntamento in Auditorium per discutere di sicurezza sul web
 
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    Cybersecurity: perché ci riguarda?

    Appuntamento in Auditorium per discutere di sicurezza sul web

    Foto di Francesca Prudenza


    “Lo scopo dello Stato è far innamorare i ragazzi della propria patria”, ha così enunciato il Senatore Gianluca Castaldi, Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, ospite presente al convegno “Cybersecurity: perché ci riguarda?”. La conferenza, organizzata durante l’ultima giornata della 21esima edizione del Festival della Scienza Ad/ventura 2020 presso l’Auditorium del Polo Liceale R. Mattioli, ha visto come protagonisti non solo il senatore ma anche il Professore Antonio Teti, docente di IT Governance e Big Data all’Università di Pescara G. d’Annunzio, e il Capitano di vascello e Generale della Capitaneria di Porto Giuseppe Famà. Presenti all’incontro, mediato dal Dottore Mario Miccoli (presidente ASPO Ortona-Vasto), anche la Prof.ssa Maria Grazia Angelini, Dirigente scolastica del Polo Liceale, la Prof.ssa Rosa Lo Sasso, direttrice e “madre” del Festival della Scienza, e il sindaco di Vasto Francesco Menna che, con i loro interventi, hanno inaugurato il convegno dedicato alla sicurezza sul web.

    Il primo a prendere la parola è stato il senatore Castaldi, che nell’ambito delle sue funzioni ha seguito per intero l’iter del provvedimento legislativo in materia di sicurezza cibernetica approvato mercoledì 13 novembre dello scorso anno. Provvedimento che ha unito tutte le forze parlamentari, senza distinzione di partito e ideologia politica, sotto un unico obbiettivo, quello della sicurezza dei dati personali dei cittadini italiani. “Una delle difficoltà affrontate da parte del Governo durante il processo di creazione dell’emendamento - ci ha spiegato il senatore - è stata la reazione delle aziende private che non avevano intenzione di rilasciare alcuni dati fondamentali gratuitamente. Ma grazie all’impegno di tutti siamo riusciti a raggiungere il nostro scopo.L’Italia è infatti uno dei leader europei in fatto di sicurezza cibernetica.

    Ha poi continuato ricordando le grandi capacità di cui dispongono i ragazzi italiani: siamo tra i migliori nel mondo nel campo dell’informatica, e ai campionati mondiali abbiamo conquistato la medaglia d’argento. Ma lo Stato, dopo aver riconosciuto le grandi capacità di questi giovani “hackers”, non è in grado di sostenerli economicamente, e così si vedono costretti ad accettare quando le grandi multinazionali dell’informatica propongono loro un’opportunità di lavoro, alimentando così anche il fenomeno della “fuga di cervelli”. È compito dello Stato sensibilizzare i giovani che hanno queste capacità affinché non si lascino trascinare dal risvolto economico, ma si rivolgano al bene dell’Italia e alla sicurezza nazionale.

    In seguito, ha preso la parola il Professor Teti che ha avuto il difficile compito di sintetizzare in poco tempo l’essenza della materia d’argomento e di informarci sui possibili sviluppi. Collegandosi a quanto esposto da Castaldi, ha ricordato quanto sia importante il nostro ruolo di studenti e futuri adulti, in quanto è compito nostro rappresentare il futuro del nostro Paese.Foto di Francesca Prudenza

    In futuro non saremo più carne e ossa, ma anche tecnologia”. È questa la frase rimasta impressa, ricordandoci quanto la tecnologia sia ormai pane quotidiano. Non esiste più una netta separazione tra mondo reale e virtuale, e non è possibile eliminare il progresso, ma è necessario sapere come gestirlo. Attraverso una presentazione è stato possibile individuare quali siano le insidie che ci aspettano sulla rete, ma presenti anche nelle applicazioni che scarichiamo ogni giorno, senza renderci conto delle autorizzazioni concesse all’utilizzo dei nostri dati. Citando ZuckerbergLa privacy online non esiste, e se fosse esistita ora non c’è più”. Le intelligenze artificiali, coadiuvate dal machine learning, permettono alle grandi aziende di raccogliere dati necessari per perfezionare gli algoritmi commerciali. “Più informazioni personali immettete in rete, più siete esposti ai pericoli di quest’ultima”.

    Concludendo è stato esposto il fenomeno dei “deepfake”, una tecnica che accentua la tendenza della divulgazione di notizie false, rendendo sempre più difficile la distinzione tra il vero e il falso.

    Ha preso infine la parola il Capitano Giuseppe Famà, illustrando quanto la tecnologia abbia stravolto il lavoro in porto e quanto sia importante tutelarne il funzionamento. Il GPS è una delle tecnologie più utilizzate nell’ambito marittimo, eppure non ancora sono presenti delle misure di sicurezza adeguate a tutelare il sistema. Il cyber terrorismo è qualcosa che ci affligge da circa un decennio, e numerosi sono gli attacchi ricevuti da compagnie mercantili che trasportavano container o da sommergibili.

    “La rete non è solo un mare insicuro dove navigare, ma ha soprattutto il compito di aiutare noi uomini nella gestione della sicurezza e della sorveglianza portuale. È grazie ai sofisticati sistemi di sorveglianza se siamo riusciti a compiere nel novembre dello scorso anno il maxi-sequestro di droga a Gioia Tauro. Quello in cui lavoriamo è ambiente delicato, in cui tutto è esposto all’attacco di malintenzionati.

    di Giuseppe Colameo


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