Frida Kahlo, la mitica pittrice simbolo della libertà - Appuntamento settimanale con le donne nel mondo dell’arte
 
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    Mattioli Vasto Cultura 28/01 28/01

    Frida Kahlo, la mitica pittrice simbolo della libertà

    Appuntamento settimanale con le donne nel mondo dell’arte

    Autoritratto come tehuana o Diego nella mia mente, 1943Tra le pittrici più famose della storia dell’arte spicca sicuramente Frida Kahlo, artista messicana che con le sue opere strettamente autobiografiche sta negli ultimi anni riscontrando un nuovo e crescente successo, soprattutto tra le nuove generazioni, colpite probabilmente dalla sua vita travagliata e dal suo riuscire a trasformare le sue difficoltà in arte. In particolare, la pittrice è diventata una vera e propria icona pop: la sua faccia, con le sue celebri sopracciglia, è stampata sulle magliette, i suoi quadri sono condivisi sui social, rendendola anche un simbolo del femminismo. Ma perché è successo questo?

    Frida Kahlo nacque nel 1907 a Coyoacán, una delegazione di Città del Messico. I primi anni della sua vita furono piuttosto tranquilli: studiò al Colegio Aleman, una scuola tedesca, e poi all’Escuela Nacional, aspirando a diventare medico. Qui strinse amicizia con i Cachuchas, un gruppo di studenti sostenitori del socialismo nazionale, e fu proprio con loro che iniziò a sviluppare la sua passione per la pittura, realizzando ritratti dei membri del gruppo.

    Nel 1925, quando la pittrice aveva 18 anni, accadde un evento che stravolse completamente la sua vita. Mentre tornava a casa da scuola, l’autobus su cui viaggiava andò a schiantarsi contro un muro, in seguito a un incidente con un tram. Frida sopravvisse miracolosamente, ma riportò numerosissime ferite e lesioni in tutto il corpo che la costrinsero a rimanere per diversi anni a letto.

    Durante questo periodo, iniziò a dipingere i primi autoritratti, spinta anche dalla scelta dei genitori di donarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto. Dopo che le fu rimosso il gesso, soddisfatta dei suoi lavori, decise di mostrarli al pittore Diego Rivera, che ne rimase estremamente colpito, tanto da porla sotto la sua protezione e inserirla nella scena non solo culturale, ma anche politica del paese. Rivera era, infatti, un esponente di spicco del Partito Comunista Messicano.

    Poco tempo dopo, i due si sposarono, nonostante Frida sapesse che sarebbe andata incontro a continui tradimenti (era il terzo matrimonio per Rivera). Infatti, dopo un viaggio di lavoro negli Stati Uniti, in cui tra l’altro Frida rimase incinta, avendo, però, un aborto spontaneo, i due divorziarono, a causa del tradimento di Diego Rivera con la sorella della pittrice.

    Un anno più tardi, Rivera tornò da Frida, dicendole di amarla ancora, e i due si sposarono di nuovo. Il matrimonio durò fino alla morte della pittrice, ma fu lo stesso pieno di tradimenti da entrambe le parti, in quanto anche Frida ebbe numerosi amanti di grande calibro, tra cui il rivoluzionario Trockij, il poeta André Breton e la fotografa Tina Modotti.

    Lo stile di Frida Kahlo è sicuramente influenzato dall’arte popolare, dalle tradizioni precolombiane e in generale dalla cultura messicana, in particolare dal costume delle donne di Tehuantepec, “società matriarcale” nello stato di Oaxaca. La cultura tehuana è ben visibile nel dipinto “Autoritratto come Tehuana o Diego nella mia mente”.

    Le due Frida, 1939Una delle opere più celebri della pittrice messicana è “Le due Frida”, doppio autoritratto realizzato nel 1939, anno del divorzio dal marito. In quest’opera sono raffigurate due versioni della pittrice, che si tengono teneramente per mano: quella a sinistra con abiti occidentali e quella a destra con abiti tipicamente messicani. Entrambe hanno il cuore scoperto e, in particolare, la prima, che rappresenta la Frida non più amata, ha il cuore rotto, spezzato.

    Un particolare fondamentale nell’opera è il medaglione che tiene in mano la Frida a destra, raffigurante Diego Rivera da piccolo, da cui parte una vena che collega i cuori delle due Frida. La Frida a sinistra, però, ha in mano delle forbici con cui ha reciso la vena, da cui fuoriesce sangue.

    Quest’azione sta a simboleggiare il fatto che la pittrice non ha più sangue, non ha più linfa per essere una buona moglie, e al tempo stesso anche la scelta di tagliare, appunto, tutti i rapporti con il marito. La decisione di raffigurare due versioni di sé sta a significare sia la solitudine della donna, che non ha altro che se stessa, ma anche un “promemoria” di iniziare a proteggersi e a fortificarsi da sola.

    Autoritratto con collana di spine, 1940Gli anni tra il 1939 e il 1946 rappresentarono nella vita di Frida Kahlo il periodo di maggiore produzione artistica, infatti tutti i suoi capolavori risalgono a questo lasso di tempo. Tra questi, va ricordato “Autoritratto con collana di spine”, realizzato nel 1940. Quest’opera è un chiaro riferimento alla crocifissione di Gesù, con la differenza che la corona di spine, al posto di essere sulla testa, è raffigurata come una collana. L’intero dipinto è pieno di riferimenti e simboli, usati spesso dalla pittrice per esprimere le sue emozioni.

    Alla collana di spine è appeso un colibrì, in genere simbolo di libertà, ma in questo caso morto, come a simboleggiare la fine della sua indipendenza. Nella cultura messicana, però, il colibrì morto è anche un amuleto per avere fortuna in amore. Il colibrì non è l’unico animale: sulla destra c’è un gatto nero, da sempre simbolo di sfortuna e morte, mentre a sinistra è dipinta una scimmietta ragno, animale che le regalò Diego.

    La postura di Frida è fiera e altera, il suo sguardo è magnetico e penetrante, inaspettatamente calmo, come se volesse nascondere il proprio dolore. Sulla testa ha una stoffa viola, piegata a mo’ di simbolo dell’infinito, su cui poggiano delle farfalle, simbolo della resurrezione.

    Lo sfondo è tropicale, con piante dalle foglie arcuate, forma che si ripete in tutto il dipinto, dalle ali del colibrì alle celebri sopracciglia, fino a passare alle ali delle farfalle e ai suoi capelli. Questa scelta uniforma il tutto, richiamando una sorta di panismo, in cui la pittrice è immersa nella natura e la natura è immersa in lei.

    Nel 1953, le fu amputata la gamba destra per gangrena e un anno più tardi morì di embolia polmonare, a soli 47 anni. Le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede del Museo Frida Kahlo.

    Tatuaggi e gadget ispirati a Frida KahloIl successo non fu immediato, ma già a partire dal 1960 si iniziarono a girare documentari sulla sua vita e sulle sue opere e a organizzare in tutto il mondo esposizioni a lei dedicate. Oggi le sue mostre sono tra le più visitate in assoluto: nel 2018, la mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito”, allestita nel Museo delle Culture di Milano, ha segnato un record assoluto di presenze, con oltre 358.000 visitatori, rimanendo per undici settimane al primo posto delle mostre più visitate in Italia. Nel 2016, la sua opera “Dos desnudos en el bosque” è stata venduta all’asta per oltre 8 milioni di dollari, entrando nella classifica delle opere di artiste donne più vendute di sempre. Nel 2002 la regista Julie Taymor ha girato un film sulla sua vita, chiamato appunto “Frida”, vincitore di due premi Oscar, in cui la pittrice è stata interpretata da Salma Hayek, per la cui interpretazione è stata nominata all’Oscar.

    La vita di Frida Kahlo ha ispirato e continua a ispirare migliaia di persone in tutto il mondo: è un simbolo di forza e resilienza, una donna capace di non abbattersi davanti alle difficoltà della vita (oltre ai danni provocati dall’incidente, la pittrice era anche affetta da spina bidifa, malformazione del midollo spinale).

    Nelle sue opere racchiude le sue emozioni, caricandole di significato attraverso simboli e metafore, imprime il suo stile unico e inimitabile, ma che ancora oggi ispira le più importanti case di moda. Libertà e autodeterminazione sono probabilmente le cause più significative del suo successo, due tratti fondamentali della sua focosa personalità, così come disse lei stessa in una delle sue frasi più celebri: “Sono nata con una rivoluzione. Diciamolo. È in quel fuoco che sono nata, pronta all’impeto della rivolta fino al momento di vedere il giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammato per il resto della mia vita. Da bambina, crepitavo. Da adulta, ero una fiamma.”

    di Simone Di Minni


    Parole chiave:

    arte , femminismo , forza , Frida Kahlo , libertà

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