Un’artista dalla forza straordinaria - Edith Piaf, una cantautrice con una vita ricca di emozioni
 
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    Mattioli Vasto Cultura 31/01 31/01

    Un’artista dalla forza straordinaria

    Edith Piaf, una cantautrice con una vita ricca di emozioni

    Conosciuta da tutti con il nome di Édith Piaf, Édith Giovanna Gassion è stata una cantautrice francese di incredibile talento. Nata a Parigi, nel dicembre del 1915, viene ricordata con il soprannome di “passerotto” a causa della sua statura minuta; viene definita inoltre come “il mecenate di Parigi” poiché ricordata come donna di estrema cultura, che amava dilettarsi con la compagnia di persone aventi una certa importanza artistica e intellettiva.

    Nonostante nel corso della sua vita si sia dovuta confrontare con numerose disgrazie, mantenne sempre un atteggiamento di positività e un comportamento solare, gentile e sensibile.
    Nacque da una coppia di artisti, il padre era un contorsionista mentre la madre una cantante di strada; il lavoro dei genitori non le permise un’infanzia facile tantomeno privilegiata, trascorse quindi i suoi primi anni di vita dalla nonna materna che però non ebbe molta cura di lei.
    All’età di due anni il padre la prelevò e, viste le precarie condizioni di vita della piccola, la affidò a sua madre e da quel momento la sua vita migliorò notevolmente.

    Édith cominciò la sua carriera di cantante quando aveva otto anni; insieme al padre viaggiò in roulotte di città in città con una compagnia circense, qui la Piaf aiutava come assistente e mai come vera protagonista della scena, fino a quando non le fu concesso di esibirsi cantando una canzone, probabilmente La Marsigliese.
    A 17 anni conobbe Louis Dupont a Romainville, suo primo uomo e padre della prima ed unica figlia, che Édith partorì nel 1933, Marcelle Carolina Gassion. La coppia si stabilì con la bambina al 105 di Rue Orfila; dal momento che la vita familiare iniziava a non funzionare più, Édith decise di riprendere a cantare per le strade portando la bambina con sé. Il disaccordo col marito non tardò ad arrivare e fu proprio allora che la Piaf si trasferì con la figlia a Pigalle, presso l'Hotel Régence.

    In quel periodo, Édith si esibiva presso diversi cabaret francesi vivendo una vita itinerante. Dopo più un anno, Louis decise di portare via la figlia da sua madre Édith. Per quanto armato di buona volontà, Louis non fu in grado di badare adeguatamente alla neonata. La piccola morì di meningite all’età di due anni, nel 1935. La morte della figlia fu il primo e forse il più grande dolore di Edith e motivo di grande rimorso.

    A venti anni venne scoperta da un impresario e da quel momento la sua carriera cominciò a decollare sotto il nome di Mome Piaf; si esibiva in spettacoli e numerose tournée legandosi a molteplici personaggi di spicco nell’arte. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, nonostante le restrizioni e le pressioni dei tedeschi, Édith continuò a cantare. Nel 1945 scriverà la celeberrima canzone “La vie en rose”, simbolo di rinascita della Francia sopravvissuta alla guerra.

    Édith conobbe nel corso della sua vita persone molto importanti per lei come ad esempio il pugile Marcel Cerdan, con il quale condivise un amore destinato a spezzarsi prematuramente a causa della morte di lui avvenuta su un volo che avrebbe dovuto riportarlo a casa dalla sua amata. La donna fu sconvolta dalla notizia ma decise comunque di esibirsi, cedendo alla malinconia quando era ancora sul palco. Si risposò e divorziò ancora durante un periodo segnato da diversi incidenti stradali e malesseri fisici che la costrinsero a rimanere spesso in ospedale; seguì una fase di silenzio artistico che cessò e segnò un momento di fondamentale ispirazione che portò la cantante a produrre i suoi brani di maggior successo come “Je ne regrette rien” che divenne simbolo della nazione.

    A causa di una broncopolmonite, la Piaf fece numerosi spostamenti in compagnia del nuovo marito che si prese cura di lei nel periodo di convalescenza; sfortunatamente questo terminò con la sua morte avvenuta nella notte del 10 ottobre 1963, per la rottura di una vena che causò problemi epatici. Venne sepolta nella tomba di famiglia insieme al padre e alla figlioletta. A Édith vennero dedicati una piazza, una statua ed un museo privato, inoltre nel 1982 venne scoperto un asteroide che venne denominato con il nome di Édith Piaf.

    La storia memorabile di questa grande donna non è resa tale solo da fama e successo. Il dolore e la tenacia con i quali è riuscita ad andare avanti e guardare oltre i tragici avvenimenti sono i tasselli fondamentali che compongono l’insegnamento che ci lascia Édith Piaf attraverso non solo le sue azioni ma soprattutto il suo testamento principale: le sue canzoni.

    di Nicole Cinquina


    Parole chiave:

    donne , Edith Piaf , forza , musica

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