La pittrice dei fiori, Georgia o’Keeffe, madre del modernismo americano - Appuntamento con le donne nel mondo dell’arte
 
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    Mattioli Vasto Cultura 04/02 04/02

    La pittrice dei fiori, Georgia o’Keeffe, madre del modernismo americano

    Appuntamento con le donne nel mondo dell’arte

    Jimson weed/White flower no.1 (1936)Considerata una delle più grandi artiste del XX secolo e soprannominata “madre del modernismo americano", la pittrice statunitense Georgia o’Keeffe detiene un singolare record: è suo il dipinto più costoso della storia. L’opera in questione si intitola “Jimson Weed/White flower No. 1” ed è stata venduta nel 2014 da Sotheby’s per ben 44 milioni di dollari (circa 40 milioni di euro). Nel dipinto, realizzato nel 1932, è raffigurato uno stramonio, un fiore altamente velenoso abbastanza diffuso negli Stati Uniti, che la o’Keeffe ha probabilmente avuto modo di osservare durante le sue frequenti escursioni nella natura. Infatti, le sue opere si concentrano principalmente su elementi vegetali e in particolare fiori, perché come ha detto lei stessa “quando prendi un fiore in mano e lo guardi davvero, quel fiore diventa il tuo mondo per un momento. Io voglio dare quel mondo a qualcun altro. La maggior parte delle persone in città corre in continuazione, non ha tempo di guardare un fiore. Io voglio che lo vedano, che lo vogliano o no. ”

    Mentre all’apparenza il dipinto potrebbe sembrare “solo” un fiore, e in un certo senso lo è, quello che la pittrice vuole rappresentare è la bellezza che si nasconde dietro le piccole cose, che si può osservare solo prestando più attenzione ai particolari, senza distrazioni da parte della caotica quotidianità. Centrale nelle sue opere è la sua capacità di catturare il confine inafferrabile tra rappresentazione e astrazione, capacità che la colloca tra i principali esponenti del precisionismo, movimento artistico americano che vide il suo massimo sviluppo tra le due guerre mondiali e che combina al suo interno cubismo e realismo.

    Sebbene in Italia Georgia o’Keeffe sia poco conosciuta, nel resto del mondo gode di una considerevole fama. La pittrice nacque nel 1887  in una piccola città del Wisconsin in una numerosa famiglia di madre ungherese e padre irlandese. Appassionata d’arte sin da piccola, si iscrisse alla School of the Art Institute di Chicago e, in seguito, all’Art Students League di New York. Dopo che il padre andò in bancarotta, smise di studiare e dipingere e iniziò a lavorare in diversi negozi a Chicago.

    La svolta nella sua maturazione artistica avviene negli anni dieci con l’incontro con Arthur Wesley Dow, noto pittore appartenente al movimento Art & Crafts. Le opere di Dow influenzarono la o’Keeffe, che iniziò a dipingere acquerelli con uno stile astratto e armonioso, opere che la consacrarono come una delle artiste più promettenti d’America. Infatti, il celebre fotografo Alfred Stieglitz, che aveva conosciuto a New York e che sposò nel 1924, iniziò a organizzare mostre a lei dedicate, facendola conoscere ai principali artisti newyorkesi del periodo.

    L’inizio degli anni venti segnò il passaggio dalla tecnica degli acquerelli alla pittura ad olio. E’ a questi anni che risale “Blue and Green Music”, dipinto, ora conservato all’Art Institute di Chicago, che racchiude in sé le caratteristiche tipiche delle opere della pittrice realizzate nel suo periodo legato all’astrattismo. L’opera nasce dall’idea che la musica e i suoni possano essere rappresentati su tela, come qualcosa di visibile agli occhi, ed è per questo che il dipinto è formato da una serie di forme geometriche delle sfumature, a volte forti e a volte lievi, del blu e del verde, creando un contrasto tra linee dritte e dure e linee curve e sinuose per rappresentare il ritmo e il movimento della musica.Blue and green music (1919-1921)

    The Lawrence tree (1929)Il picco nella carriera di Georgia o’Keeffe avvenne con l’inizio della rappresentazione di fiori, soggetti che continuò a dipingere per tutta la sua vita, insieme ai grattacieli di New York e allo skyline della città. In particolare, dal 1929, la pittrice cominciò a trascorrere diversi mesi dell’anno nel New Mexico, dove aveva la possibilità di stare tanto tempo a contatto con la natura per osservare fiori e piante da trasportare poi su tela. Nel New Mexico, riuscì anche a visitare la tenuta del noto scrittore D.H. Lawrence, dove realizzò tra l’altro un dipinto di un albero, chiamato appunto “The Lawrence tree”. L’albero è rappresentato con una singolare prospettiva, dal basso verso l’alto, come se lo spettatore fosse disteso a terra sotto di esso. Proprio per questo, non si sa quale sia la corretta disposizione del dipinto, in quanto potrebbe essere visto anche all’incontrario.

    Georgia o’Keeffe realizzò oltre 200 dipinti di fiori. Fece molto scandalo “Black Iris”, rappresentazione di un esemplare di iris nero. L’opera riscosse da subito un ampio successo di critica e pubblico, venendo esposta nel corso degli anni nei principali musei e mostre degli Stati Uniti (ora è conservato al Metropolitan Museum of Art di New York), ma non mancarono critiche e osservazioni sulla possibile allusione ai genitali femminili. In particolare, la storica dell’arte Linda Nochlin, autrice del celebre saggio “Perché non ci sono state grande artiste”, ha dato un’interpretazione freudiana del dipinto, che la pittrice ha da subito respinto, dicendo: “Beh, ora che finalmente vi ho fatto prendere un po’ di tempo per guardare quello che io ho visto e che voi davvero avete osservato il mio fiore, iniziate a fare supposizioni e a scrivere sul mio fiore, come se io pensassi e vedessi in un fiore quello che voi pensate e vedete nel mio fiore, ma semplicemente non lo faccio. E’ un fiore!”Black iris (1926)

    Dal punto di vista tecnico, per realizzare “Black Iris”, la pittrice utilizza, anche se non sembra, un’ampia varietà di colori, concentrandosi però sulle tonalità più scure. Usa il nero, il viola e il marrone per far risaltare il centro e i petali inferiori dell’iris, e il rosa, il grigio e il bianco per i petali superiori. Con l’uso del bianco e delle sue sfumature, riesce a portare la luce nella composizione, senza che in realtà ci sia una vera e propria fonte di illuminazione.

    Red canna (1924) L’uso della luce nei suoi fiori è, infatti, una delle caratteristiche fondamentali del suo stile, per presentare la bellezza organica e vitale dei suoi soggetti.  Questo è osservabile in altri due splendidi dipinti della pittrice, “Red Canna” e “Oriental Poppies”, in cui si può davvero notare la sua grande passione per la forza, per la vitalità e per la magnificenza della natura.Oriental poppies (1927)

    Georgia o’Keeffe morì nel 1986, quasi centenaria, dopo una lunga malattia alla vista, che col tempo la costrinse a ridurre il suo carico di lavoro. Negli Stati Uniti, oggi, è una delle pittrici più amate e conosciute in generale, tanto che nel 1977 il Presidente Ford la insignì della Medaglia presidenziale della Libertà, la più prestigiosa onorificenza americana. Nel 2009 è stato realizzato un film sulla sua vita, interpretato da Joan Allen e Jeremy Irons, candidato a nove premi Emmy e a tre Golden Globes.

    Speriamo che anche in Italia il suo successo aumenti, per far sì che sempre più persone possano, come voleva lei, prendere un po’ di tempo per ammirare i fiori che tanto amava.

    di Simone Di Minni


    Parole chiave:

    arte , donne , fiori , precisionismo

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