Massacri delle foibe: sciagura da non dimenticare - Ricordare per rafforzare un’identità italiana
 
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    Massacri delle foibe: sciagura da non dimenticare

    Ricordare per rafforzare un’identità italiana

     Una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono - per superficialità o per calcolo - il dovuto rilievo". Così il Capo dello Stato Sergio Mattarella esordisce in occasione del Giorno del Ricordo, in memoria di tutti i ventimila connazionali torturati, assassinati e gettati nelle foibe dalle milizie di Tito alla fine della seconda guerra mondiale.

    Una vera e propria ecatombe di cui tutt’oggi si continua a parlare troppo poco, ma che è importante ricordare per rafforzare maggiormente un’identità italiana consapevole delle tragedie del passato.

    I massacri di Foibe avvennero principalmente in Venezia Giulia, in Istria e in Dalmazia nell'Adriatico occidentale tra il 1943 e il 1947, durante l'occupazione nazista della regione. Dopo il fallimento del regime fascista mussoliniano, un movimento di resistenza jugoslavio, capeggiato da Josip Tito, il quale sarebbe diventato il primo presidente della Jugoslavia, diede inizio ad una brutale repressione della popolazione italiana, considerata  nemica del popolo jugoslavo comunista, nella quale si mescolano risentimenti nazionali, volontà di cancellare ogni tipo di collegamento con vecchio regime, ma soprattutto l’ambizione di Tito di annettere alla nuova Jugoslavia comunista non solo la Dalmazia e l’Istria, ma anche Trieste e il Goriziano.

    Così avvenne che tra il maggio e il giugno del 1945 migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono costretti a lasciare la loro terra. Altri furono uccisi, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. Secondo la versione ufficiale di Belgrado furono uccisi e torturati solo gli esponenti fascisti, ma di fatto la repressione venne estesa a tutti coloro che risultavano essere contrari all’annessione. 

    I condannati venivano legati tramite un lungo filo di ferro stretto ai polsi e schierati sugli argini delle foibe. Successivamente si apriva il fuoco solo sui primi tre o quattro della catena, i quali, precipitando nell’abisso, trascinavano gli altri condannati, costretti a sopravvivere per giorni sui cadaveri dei loro compagni.

    La maggior parte degli omicidi delle foibe non è mai stata stata adeguatamente portata alla luce, probabilmente per nascondere le atrocità messe in atto dai comunisti di Tito o per una questione di convenienza politica. In ogni caso grazie alla legge del 30 marzo 2004 n. 92, gli italiani sono chiamati a celebrare il Giorno del Ricordo, cosicchè la vicenda storica delle foibe non venga mai dimenticata e, soprattutto, mai trattata con indifferenza e superficialità.

    di Martina Ferrin


    Parole chiave:

    #foibe , #pernondimenticare

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