Il Polo Liceale Mattioli celebra il Safer Internet Day - Incontro per raggiungere una maggiore consapevolezza di internet e dei suoi rischi
 
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    Il Polo Liceale Mattioli celebra il Safer Internet Day

    Incontro per raggiungere una maggiore consapevolezza di internet e dei suoi rischi

    Foto di Francesca PrudenzaNel 2004 l’Unione Europea ha istituito il Safer Internet Day (la Giornata per una rete più sicura) che ogni anno ricorre il secondo giorno della seconda settimana di febbraio, per sensibilizzare i giovani a un uso più corretto e consapevole di internet. Anche il Polo Liceale Mattioli ha aderito all’iniziativa ospitando, nella mattinata del 12 febbraio, l’incontro dal titolo “Safer Internet Day”, destinato a tutti gli alunni delle classi prime e seconde.

    A introdurre il convegno la Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Grazia Angelini, che ha sottolineato l’importanza di eventi del genere, nati grazie alla sinergia con il territorio, per far sì  che i giovani siano al corrente dei pericoli in cui si può incappare sulla rete e sappiano cosa fare nel malaugurato caso ci si imbatta in situazioni di cyberbullismo.

    Per questo motivo, Flavia Rizza, testimonial della polizia postale contro il bullismo e il cyberbullismo, è intervenuta raccontando la sua storia. Flavia è stata vittima di bullismo e cyberbullismo sin dall'età di 8 anni. Fino al 2017, anno in cui è entrata in vigore la legge 71, il cyberbullismo non veniva preso seriamente. Ecco perché i suoi stessi insegnanti sminuivano la gravità di quei gesti classificandoli semplicemente, come purtroppo ancora oggi spesso accade, “scherzi” o “ragazzate”.

    Flavia si è vista creare profili falsi in cui alcuni suoi compagni si spacciavano per lei, ha ricevuto insulti per il suo aspetto fisico e ha anche rischiato di essere investita dopo essere stata spinta per strada. Nonostante ciò, quei gesti rimanevano sempre dei piccoli scherzi sia per i compagni che per gli adulti. Fortunatamente, ha avuto dalla sua parte i suoi genitori e alcuni professori che l’hanno aiutata nei momenti di difficoltà.

    Purtroppo, non tutti gli episodi di questo tipo hanno un “lieto fine”. È il caso di Andrea Spezzacatena, suicidatosi dopo gravi episodi di bullismo, caso che ispirò Flavia a contattare la polizia postale e a iniziare a girare per le scuole per raccontare la sua storia. Oppure il caso di Carolina Picchio, vittima di cyberbullismo, che si suicidò dopo che cinque ragazzi pubblicarono delle sue foto intime scattate mentre lei era incosciente, episodio che spinse il padre a iniziare una battaglia che portò poi finalmente alla legge 71.

    Foto di Francesca PrudenzaStorie come quelle di Andrea e Carolina devono spingere a riflettere davvero sulla gravità del bullismo e in particolare del cyberbullismo e questo può avvenire solo esaminando cosa vogliono dire questi due termini e come si manifestano. Da qui è partito il capitano dell’Arma dei Carabinieri Luca D’Ambrosio che ha analizzato i due fenomeni, evidenziando analogie e differenze,. Il bullismo è, in un certo senso, più semplice da contrastare in seguito a una denuncia. Nel caso del cyberbullismo invece è tutto molto più ampio e complesso perché ciò che è su internet rimane e può girare in tutto il mondo e, anche se il commento denigratorio o il profilo vengono oscurati, non si ha la certezza che non si ripresentino più. D’Ambrosio ha sottolineato che “virtuale non è l’opposto di reale, perché virtuale e reale sono strettamente collegati e connessi. L’opposto di reale è ideale”.

    L’incontro è stato moderato dall’avvocato Giuseppina Fabretti, vicepresidente di Emily Abruzzo, associazione che si occupa di educare le nuove generazioni al rispetto di tutti. L’avvocato Fabretti ha spiegato, dal punto di vista giuridico, le conseguenze a cui vanno incontro bulli e cyberbulli, in quanto sopra i 14 anni si è perseguibili per legge dal Tribunale dei Minori.

    In conclusione, Fabretti ha invitato tutti i presenti ad ascoltare il monologo “Come te nessuno mai: Elogio della diversità” di Luciana Litizzetto, in cui, con il suo solito umorismo, dice a tutte le persone che si sentono diverse dagli altri e magari vengono derise per questo: “Che devi fare? Nulla devi fare. Nulla. Solo lasciarti crescere in pace. Amarti... questo sì. Impara prima di tutto a piacere a te stesso, quello che pensi di te è molto più importante di quello che gli altri pensano di te.Lo diceva Seneca, che non era affatto uno stupido.”

    di Simone Di Minni


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