Defender Europe 20: tra realtà e complotto - Europa protagonista della più grande esercitazione militare degli ultimi 25 anni
 
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    Defender Europe 20: tra realtà e complotto

    Europa protagonista della più grande esercitazione militare degli ultimi 25 anni

     Defender Europe 20 è “il più grande dispiegamento di forze armate statunitensi sul suolo europeo degli ultimi 25 anni”. Così recita il sito dell’U.S. Army Europe. Giornali e canali YouTube stanno facendo del loro meglio per diffondere la notizia. A volte, però, non tutte le informazioni sono chiare e corrette. Forniamo alcuni esempi.

    Sinteticamente, ad Ottobre 2019 è stata confermata l’esercitazione Defender Europe 20. Essa provocherà una diffusione di forze americane e europee nel nostro continente, per fronteggiare una possibile minaccia alla tranquillità degli stati baltici, in cui avverrà l’esercitazione stessa, che si svolgerà da aprile a giugno. Ovviamente, la possibile minaccia in questione è rappresentata dalla Russia, non nominata per questioni di diplomazia. Si parla dunque della presenza di circa 30mila soldati statunitensi e 7mila provenienti da diversi Stati europei (di cui l’Italia non fa parte a cause dell’epidemia di Coronavirus, che ha comportato la presenza dell’esercito sulle strade per tenere sotto controllo le nostre città), in aggiunta a grandi numeri di mezzi blindati, carri armati e armamentari vari.

    Gran parte degli articoli relativi a Defender si focalizza sulle preoccupazioni in merito alla questione CoVid-19. Le forze armate americane, infatti, paiono non tener conto dell’emergenza di livello 4 che gli USA hanno posto sul Vecchio Continente, bloccando tutti i voli in questa direzione. I soldati, infatti, viaggiano senza l’uso di mascherine, come si può notare da numerosi video pubblicati da fonti ufficiali. A questo proposito, secondo la mia opinione, non bisogna pensare che l’esercito statunitense abbia sottovalutato la situazione. Va infatti considerato che gli altri Paesi europei presentano molti meno casi di contagio rispetto all’Italia, almeno secondo i dati ufficiali, e le mascherine sono un dispositivo di protezione che gli altri Stati non utilizzano su così vasta scala come da noi. Non dobbiamo stupirci, dunque, se i soldati non le indossano. È stata inoltre confermata dalla stessa U.S. Army Europe la grande attenzione posta nei confronti dell’emergenza sanitaria in atto. Tutte le forze dispiegate, infatti, sono costantemente monitorate, e sono anche state ridotte di numero proprio a causa della pandemia.

    Vengono anche analizzate le cause che hanno portato all’organizzazione del Defender, anche in relazione all’emergenza sanitaria. In un video, sono pronunciate queste parole: “un cittadino comune potrebbe pensare che si abbia paura di un indebolimento militare”. A questo proposito, è bene riflettere che, in primo luogo, l’esercitazione è stata ufficializzata nell’ottobre dello scorso anno, in seguito a mesi, forse anni, di consultazioni internazionali, e comunque ben prima della diffusione del virus, che non poteva essere previsto. In secondo luogo, l’affermazione “un cittadino potrebbe pensare che...” presuppone che i cittadini non si informino. Cosa che, al contrario, hanno il diritto e il dovere di fare, per confermare o confutare la veridicità di qualsiasi informazione. Proprio a causa dei grandi sforzi certamente compiuti per mettere in atto questo dispiegamento di forze, inoltre, è difficile pensare di poter rimandare il Defender senza problemi, come invece è spesso affermato. E' analizzato il comportamento degli USA, accusati di voler adottare una strategia di tensione. Bisogna ricordare, al riguardo, i patti presi dagli Stati Uniti e dalle potenze perdenti a seguito della Seconda Guerra Mondiale, che prevedevano la presenza, sul suolo europeo, di basi militari americane tuttora attive. La tensione è dunque una strategia utilizzata dagli USA da molti anni a questa parte. Si consideri anche che Defender non è altro che l’ennesima delle esercitazioni effettuate dalla NATO. Il fatto che sia la più imponente non presuppone la sua unicità.

     Sono molteplici le idee esposte per quanto concerne il CoVid-19. Degne di nota sono diverse ipotesi sull’origine del virus, che potrebbe, secondo alcuni, essere stato creato o modificato in laboratorio, al possibile scopo di essere utilizzato come arma biologica. Ritengo alquanto improbabile, per essere sincera, che un virus con il tasso di mortalità attestato attorno al 4/5% possa essere stato sviluppato intenzionalmente come arma, in particolar modo considerando che esso è più aggressivo in soggetti già a rischio per età o malattie precedenti. Viene inoltre spesso presentata la teoria secondo cui i soldati americani non si preoccuperebbero del virus poiché ne sono immuni grazie ad un vaccino a cui sarebbero stati sottoposti, nonostante non sia ancora stato divulgato. Credo, a tal proposito, che un vaccino per una pandemia che sta mettendo in ginocchio l’economia di qualsiasi Stato sia una risorsa preziosa per la medicina mondiale, altrettanto sovrastata dall’alto numero di contagi, che la comunità scientifica internazionale non dovrebbe tenere nascosta.

    Un punto su cui mi trovo d’accordo con le notizie più diffuse è quello che tocca gli effetti ambientali dell’esercitazione. La grande quantità di mezzi blindati e carri armati utilizzati, infatti, causerà un drastico aumento dell’inquinamento, a causa della mole di carburante necessaria per far funzionare gli armamentari al meglio. Questo aspetto, sebbene per alcuni punti di vista secondario, provocherà certamente dei danni.

    In conclusione, Defender Europe 20 comporterà sicuramente dei rischi, come qualsiasi azione o decisione. Ritengo comunque che, soprattutto in questo periodo difficile per il mondo intero, sia necessario non diffondere il panico. Non ci stiamo riuscendo.

    di Sara Della Gatta


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