Juvenoia: un sentimento oggi più attuale che mai - La paura per le società in mutamento è fondata?
 
    Stai leggendo il giornale digitale di Mattioli Vasto su
    Clicca qui per leggere il giornale di un altro Istituto.

    Juvenoia: un sentimento oggi più attuale che mai

    La paura per le società in mutamento è fondata?

    Oggi il distacco generazionale tra la suddetta “generation Z” e la “generation X” è diventato incolmabile e spesso la nuova generazione subisce diverse critiche, tant’è che l’espressione “ragazzi di oggi” riferita quasi con disprezzo verso i giovani è ormai abusatissima.

    George Orwell è stato uno dei primissimi ad affermare: ”ogni generazione crede di essere più intelligente della precedente e più saggia della successiva”. È a partire da questa frase che il sociologo americano David Finkelhor, nel 2010, conia il termine juvenoia, una parola macedonia nata dall’unione dei termini juvenile (giovanile) e paranoia che indica il sentimento di paura e ostilità provato da una generazione più vecchia verso una più giovane, o verso una cultura giovane in generale. Usata nei nostri giorni, essa descrive la paura per il cambiamento sociale che sta influenzando la vita quotidiana dei ragazzi di adesso.

    Per quanto la juvenoia possa sembrare un fenomeno recente e molto attuale, essa è sempre stata presente nella storia. Persino Aristotele nel VI secolo A.C. descrisse gli errori dei giovani come legati all’eccesso e all’impeto ammettendo apertamente come questi ultimi “credano di conoscere tutto”. Non solo, ma già nell’antico Egitto si hanno testimonianze di come la società antica pensasse che i giovani fossero maleducati ed egoisti. Volendo fare invece esempi più vicini a noi storicamente, già agli inizi del 1900 molti intellettuali europei criticavano i giovani di quel periodo dicendo che loro passassero troppo tempo sulle riviste mentre, invece, avrebbero dovuto “abbassare quei fogli di carta” e “parlare faccia a faccia” con gli altri. Una critica del genere sembrerebbe essere l’esatta copia di quanto oggigiorno viene riferito verso i telefoni cellulare e i social.

    Le nuove generazioni e il modo in cui la nostra società si sta muovendo sono sempre visti con disapprovazione. Tuttavia, per quanto si possa vedere in maniera palese il quasi disprezzo che molti nutrono verso i giovani e la società di oggi, c’è da dire che in realtà un andamento così positivo come quello della società moderna non è mai stato raggiunto prima da alcuna generazione: l’uso di droghe è più basso di quanto non lo sia mai stato, così come il numero di crimini commessi; il numero di professioni in matematica e letteratura è aumentato considerevolmente, il numero di studenti tra i 15 e i 18 anni coinvolti in risse scolastiche è diminuito e c’è stato anche un decremento del numero di studenti che hanno paura di essere attaccati a scuola. Nonostante ciò la juvenoia è ben lontana dallo scomparire.

    Psicologicamente parlando, le spiegazioni di questo fenomeno sono molte. Per la biologia evoluzionistica, quando una qualsiasi generazione arriva alla prole e dunque riesce a riprodursi, è riuscita nel compito di preservare la specie e dunque insegnerà alla futura generazione il proprio vissuto ritendendo che esso sia l’unico corretto. Altri sociologi parlano invece di una semplice ed incolmabile nostalgia che tende a porre la generazione più anziana in una posizione di giudizio e critica verso quella più giovane in quanto essa presenta abitudini lontane e diverse dalle proprie. Ovviamente non c’è motivo per cui la critica debba essere giusta o sbagliata, specialmente quando si parla di attività di svago e divertimento in quanto il piacere, per l’appunto, è relativo.

    Questo fenomeno è probabilmente destinato a continuare in un ciclo continuo di generazioni che verranno criticate dalle precedenti e criticheranno le successive in maniera del tutto naturale. Non ci resta che sperare che i futuri giovani sopportino le continue ramanzine delle menti più tradizionali.

    di Giuseppe Di Lella


    Parole chiave:

    giovani , paura , polo liceale mattioli

    Condividi questo articolo





    edit

    Scrivi su Scuolalocale clear remove

    Scrivi un articolo e invialo alla redazione di un Istituto
    account_circle
    email
    local_phone
    pin_drop
    Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo

    edit
    mode_edit
    Foto attach_file
    Indietro
    thumb_up

    Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

    Attendi una loro risposta, grazie!

    doneChiudi
    Racconta la tua esperienza Scuola-Lavoro!
    Inserisci i tuoi dati, seleziona il progetto di alternanza e racconta l'esperienza; la redazione di Scuolalocale del tuo Istituto riceverà queste informazioni e le pubblicherà su Scuolalocale.
    account_circle
    email
    local_phone
    pin_drop
    Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo
    Seleziona il progetto che vuoi raccontare, non c'è? Chiedi subito al tuo tutor aziendale di inserirlo!
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    Foto attach_file
    Indietro
    thumb_up

    Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

    Attendi una loro risposta, grazie!

    Invia la tua Idea clear remove

    Descrivi la tua idea e inviala a Scuolalocale.
    account_circle
    pin_drop
    Seleziona il tuo Istituto

    Seleziona l'ambito della tua idea

    mode_edit

    thumb_up

    La tua idea è stato inviata a Scuolalocale!

    Grazie!

    doneChiudi
    Chiudi
    Chiudi