Forza e Vocazione: le Donne nella Religione - Santa Caterina da Siena e Papa Giovanni VIII, la Papessa
 
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    Forza e Vocazione: le Donne nella Religione

    Santa Caterina da Siena e Papa Giovanni VIII, la Papessa

     La figura della donna ha assunto significati differenti a seconda dei diversi momenti della storia. A lei vengono attribuite espressioni contrastanti: proprietà del padre, pertinenza del marito, eretica, sposa del demonio, strega, ma anche essere sublime, inviolabile creatura. Il passato è ricco di figure femminili ma queste individualità sono state spesso tenute in secondo piano o intenzionalmente eclissate. Due donne che fecero sicuramente la differenza, in ambito religioso e a distanza di 500 anni, furono Caterina da Siena e Papa Giovanni VIII, meglio nota come la Papessa.

    Caterina di Jacopo di Benincasa nacque nel 1347 a Siena da una famiglia benestante. Essendo la 24esima di 25 fratelli, i genitori provvidero a combinarle un matrimonio appena entrata nella pubertà.  La ragazza era contraria a sposarsi poiché sentiva dentro una vocazione religiosa che non riusciva a trattenere. Confessandolo alla madre non ottenne altro se non la segregazione. Pochi giorni prima delle sue nozze, il padre la vide pregare e, capendo che quello della figlia non era un capriccio, annullò il matrimonio e convinse sua moglie a “perdonare” ed accettare la volontà della ragazza.

    La madre, colpita da questa vera vocazione, andò dalle “Sorelle della Penitenza di San Domenico” che però rifiutarono Caterina poiché troppo giovane. Subito dopo cadde malata e venne ricoperta da pustole. Si racconta che pregò affinché il suo volto venisse sfigurato così da sembrare più vecchia ed essere accettata nell’ordine. Quando guarì era irriconoscibile e, fatta domanda alle Sorelle della Penitenza, venne accettata dalla Badessa che riconobbe subito nella ragazza l’ardore di raggiungere Cristo.

     Caterina si dedicò da subito alla beneficenza, soprattutto nei confronti dei malati presenti nell’ospedale di Santa Maria della Scala. Ebbe in cura molte persone, anche una tale Cecca la lebbrosa, quasi sua coetanea. Pur avendola aiutata ogni giorno per molti mesi, quando l’inferma guarì anziché ringraziare Caterina la coprì di insulti e se ne andò per la sua strada.

    Bisogna aggiungere che la benevolenza di Caterina fu scambiata per lussuria da una sua consorella, suor Andrea, che la accusò di aver commesso colloqui impudichi. Addirittura riuscì a farla processare. Non molto tempo dopo però suor Andrea si ammalò di lebbra e l’unica che se ne prese cura fu proprio Suor Caterina.


     Oggi Caterina, nota come Santa Caterina da Siena, è venerata come patrona d’Italia assieme a San Francesco e compatrona d’Europa.

    Papa Giovanni VIII, conosciuto come la Papessa Giovanna, presidiò il Vaticano dall’853 all’855. A parlare di lei, per la prima volta, fu Giovanni di Metz, nel 1240, in seguito al ritrovamento di libri e registri a riguardo che gli furono sottratti misteriosamente mentre era sotto processo per eresia e oltraggio al pudore.

     Anche se Metz raccolse delle testimonianze da questi libri, le opinioni principali risultarono diverse: non c’era assolutamente mai stato un papa donna e non c’era mai stato nemmeno un Giovanni VIII visto che Benedetto III si era insediato pochi giorni dopo la morte di Leone IV; la storia di Giovanna era solo una metafora per far capire ai cristiani quanto sarebbe stato inadeguato far sedere sul trono di San Pietro una diretta discendente di Eva.

    Non si hanno molte notizie sulla presunta Papessa visto che la sua vera storia è andata inevitabilmente a combinarsi con i più svariati racconti divenendo una leggenda. Metz scrisse che i cardinali che riconoscevano la sua esistenza ne parlavano come di colei che aveva fatto riacquisire al Clero la credibilità persa, come la prima che aveva tentato di “ripulire” la Chiesa dai vizi e dal lusso che ormai dilagavano senza freno. Purtroppo le sue tracce scompaiono. La Papessa è stata depennata dalla storia. Probabilmente non doveva emergere che a capo della Chiesa Cattolica, per ben due anni, c’era stata una donna.

    Accomunano Caterina e Giovanna l’unicità della vocazione e la voglia di svelarsi forti e indipendenti, sicuramente non fragili o deboli come da stereotipo.

    di Giacomo Varriale


    Parole chiave:

    cultura , donne , pregiudizio , religione

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