L’unicità delle donne: Trotula De Ruggiero e Giovanna D’Arco - Storie di donne: ogni martedì
 
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    Mattioli Vasto Cultura 07/04 07/04

    L’unicità delle donne: Trotula De Ruggiero e Giovanna D’Arco

    Storie di donne: ogni martedì

    Trotula De RuggieroIl ruolo della donna è sempre stato di netta subordinazione alle varie forme di autorità e quasi mai di autonomia. Fortunatamente molte donne hanno lasciato una traccia indelebile nel tempo e nella storia. Conosciamo oggi Trotula De Ruggiero, prima donna medico della Scuola Salernitana, e Giovanna D’Arco, eroina nazionale francese.

    Trotula nacque a Salerno dalla nobile famiglia normanna De Ruggiero. Grazie alle sue origini, ebbe la possibilità di frequentare studi superiori e di specializzarsi in medicina. Fu una delle prime donne a studiare e ad insegnare nella scuola medica salernitana, considerata in seguito la prima università d'Europa, divenendo la più nota tra le mulieres Salernitanae. Molte delle sue lezioni furono messe per iscritto nel 'De agritudinum curatione', una raccolta degli insegnamenti di sette grandi maestri dell'università salernitana inoltre, con l'aiuto dei figli e del marito, anche loro medici, elaborò il manuale di medicina 'Practica brevis'.

    Trotula ebbe numerose idee innovative: considerava la prevenzione un aspetto basilare della medicina, divulgava nuovi e insoliti metodi sottolineando l'importanza che rivestono per la salute l'igiene, l'alimentazione equilibrata e l'attività fisica. Non ricorse quasi mai a pratiche medievali rivolte all'astrologia, alla preghiera e alla magia. In caso di malattia consigliava trattamenti dolci che includevano bagni e massaggi, in luogo dei metodi radicali spesso utilizzati a quei tempi. I suoi consigli erano di facile applicazione e accessibili anche alle persone meno abbienti. Le sue conoscenze in campo ginecologico furono eccezionali e molte donne ricorrevano alle sue cure. Fece nuove scoperte anche nel campo dell'ostetricia e delle malattie sessuali. Si occupò del problema dell'infertilità, cercandone le cause non soltanto nelle donne, ma anche negli uomini, in contrasto con le teorie mediche dell'epoca. Cercò nuovi metodi per il controllo delle nascite e per rendere il parto meno doloroso.

    La De Ruggiero annotò le sue scoperte in due opere il 'De passionibus Mulierum Curandarum' e il 'De Ornatu Mulierum', entrambe scritte in latino medievale e divenute poi famose con il nome di 'Trotula Major' e 'Trotula Minor'. Nel Trotula Minor, l'autrice si occupa della bellezza: scrive di rimedi per il corpo, di pomate e di erbe medicamentose per il viso ed i capelli, dispensa consigli su come migliorare lo stato fisico con bagni e massaggi. Questo argomento non rappresenta un aspetto frivolo dei suoi testi, per Trotula lo sguardo sulla bellezza di una donna ha a che fare con la filosofia della natura cui si ispira la sua arte medica: la bellezza è il segno di un corpo sano e dell'armonia con l'universo.

    Nel XIII secolo le idee e i trattamenti di Trotula erano ormai conosciuti in tutta Europa de i suoi scritti utilizzati come testi classici presso le scuole di medicina più popolari. Il Trotula Maior, in particolare, venne trascritto più volte nel corso del tempo subendo numerose modificazioni. Nonostante l'impegno, la forza di volontà, l'audacia, il coraggio e la smisurata voglia di conoscenza, i suoi testi, come altri testi scritti da donne, vennero impropriamente attribuiti ad autori di genere maschile: ad un anonimo, al marito o ad un fantomatico medico “Trottus”. 

    Nel XIX secolo, addirittura alcuni storici negarono la possibilità che una donna avesse potuto scrivere un'opera così importante e cancellarono la presenza di Trotula dalla storia della medicina. La sua essenza fu però recuperata grazie agli studi di fine Ottocento di storici italiani per i quali l'autorità di Trotula e l'autenticità delle Mulieres Salernitanae sono sempre state incontestabili.

    Giovanna D'ArcoGiovanna D'Arco nacque a Domrémy, in Lorena, nel 1412. Era una ragazzina buona e molto devota. All'età di tredici anni inizia a sentire delle voci e ad avere delle visioni spirituali. Quelli che possedevano una mentalità laica, credevano soffrisse di una qualche patologia, ipotesi  ovviamente respinta dai credenti, i quali pensavano che Giovanna fosse in diretto contatto con Dio. Le 'voci' chiedevano di seguire la volontà divina, di liberare il suolo francese dall’invasore inglese. Ecco che Giovanna, durante la Guerra dei Cento anni, si sentì chiamata a soccorrere Carlo di Valois,      il Delfino di Francia, convincendolo ad affidarle il compito di liberare Orléans per poi condurlo all'incoronazione. Nonostante la titubanza di Carlo, fu messa a disposizione della Pulzella un’ armata. L'8 Maggio 1429, circondata dall'entusiasmo popolare, Giovanna liberò Orléans e questo permise, gradualmente, la conquista del territorio francese fino a Reims e quindi l’incoronazione del Delfino con il nome di Carlo VII.

    Nel maggio 1430 Giovanna fu catturata dai Borgogni i quali non si fecero scrupolo a venderla agli inglesi. Venne imprigionata nel castello di Rouen e qui processata per eresia, arsa viva, neppure ventenne, sulla piazza di Rouen il 30 maggio 1431.

    Giovanna D'Arco, nonostante le sue umili origini e la sua giovane età, con la sua semplicità e la sua fede, si distinse coraggiosamente nel corso della storia grazie alle sue imprese eroiche e alla sua tenacia.                                                                                

    Nel 1909  venne beatificata da Papa Pio X e canonizzata nel 1920 da papa Benedetto XV.  Secondo Régine Pernoud, storica del Medioevo, leggendo gli atti del processo per eresia, di fronte alle costruzioni di intellettuali sicuri di loro stessi, Giovanna rappresenta la fede, ella inoltre manifesta una straordinaria saggezza teologica. E’ stata dichiarata patrona di Francia, della telegrafia e della radiofonia. E’ venerata anche come protettrice dei martiri e dei perseguitati religiosi, delle forze armate e di polizia.

    La vita  e le gesta di Giovanna  diedero luogo a una vera e propria ''mitizzazione'' del personaggio.

                                                                                                                                 

                                                                                                                                                                                                                                                                 di Alessandra Centorami


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