Roma: 2773 anni fra sviluppo e crisi - La nostra capitale oggi festeggia 2773 anni
 
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    Roma: 2773 anni fra sviluppo e crisi

    La nostra capitale oggi festeggia 2773 anni

    La nostra capitale festeggia oggi 2773 anni. Il Natale di Roma, detto Dies Romana, è una festività legata alla fondazione della Città Eterna. 

    Riviviamo brevemente la sua storia. 

    Secondo l'illustre leggenda di Romolo e Remo, Roma viene fondata il 21 aprile 753 a.C.: è l'inizio di una storia meravigliosa, travagliata, eterna. La sua mitica fondazione, narrata nei secoli da autori del calibro di Virgilio e Ovidio, si fa risalire allo scontro per il comando della nuova città tra due gemelli, di discendenza divina, per l'appunto Romolo e Remo. Il vincitore, che divenne quindi il fondatore eponimo e poi primo dei celebri sette re, fu Romolo. A partire da questo piccolo centro situato nel Lazio, Roma crebbe e dimostrò sin da subito una grande ambizione, iniziando presto a mettere in campo un valorosissimo esercito e ad espandersi.

    Con la cacciata dell'ultimo re etrusco nel 509 a.C., Tarquinio il Superbo, la Repubblica Romana sostituì la monarchia, e resse come forma di governo fino alla nascita dell'impero con Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma. Dopo due guerre civili e una successione di innumerevoli uomini illustri, quali Mario, Cesare e Cicerone, Roma raggiunse la sua massima espansione nel 117 d.C., comprendendo nel suo territorio gli attuali stati del Nord Africa, dell'est Europa, la Gallia, la Spagna, il Portogallo, l'Italia e Britannia, fino al mar Nero e all'Anatolia. Poi, il declino: la sua forza all'improvviso crolla sotto la minaccia dei germani, popolo bellicoso e inistruito. Nel 476 d.C. c'è infatti la caduta dell'impero romano d'Occidente, che dopo anni di crisi, editti, persecuzioni ed una situazione interna frammentata, cede sotto i barbari guidati da Odoacre.

    Questi stranieri si integrarono presto con la cultura e la religione romana, ovvero il cristianesimo: infatti questo era diventato, nel 380 con l'Editto di Tessalonica, il credo ufficiale dell'impero. I cristiani erano presieduti, come ai giorni nostri, dal vescovo di Roma, primo fra tutti Pietro. Con la "Donazione di Costantino", documento poi dichiarato falso da Lorenzo Valla nel Quattrocento, la Chiesa di Roma gettò le basi su cui costruì lo Stato Pontificio: oltre al potere spirituale, i pontefici provavano ambizioni terrene, mirate alle ricchezze e ai possedimenti territoriali. Roma ovviamente era la sede papale e il centro della cristianità. Pellegrini da tutto il mondo vi giungevano spinti dalla fede. Col passare del tempo Roma e la figura del papa acquisirono sempre più potere, e questo provocò una inesorabile crisi durante il Medioevo. Prima le crociate, poi i numerosi scontri con gli imperatori, come ad esempio la lotta per le investiture e poi la scarsa attenzione ai voti pronunciati durante la vestitura sono solo alcune delle motivazione che hanno portato la Chiesa a diventare corrotta. L'apice della decadenza arrivò nel 1309, con la Cattività Avignonese: la sede papale venne trasferita da Roma ad Avignone per circa settant'anni, fino al 1377. Questo fu il periodo peggiore per la Chiesa e per Roma. La prima visse un periodo costellato di vizi, mentre la seconda, che fino a quel momento era stata il centro della cristianità, si trovò vedova e sola. Il papato riorganizzò dunque il clero dall'interno e il ritorno in Italia, vivendo, dopo qualche anno, un periodo economicamente stabile. Grazie alla gestione e alla centralizzazione del potere nelle mani della curia, la Chiesa si rese protagonista durante il Rinascimento, finanziando opere d'arte di estrema bellezza come la Cappella Sistina, Palazzo Venezia, la Pietà, il Mosè.Cappella sistina

    Nel frattempo Roma, rinnovata e agghindata, fu vittima di una cruenta depredazione passata alla storia come Il sacco di Roma del 1527, da parte dei lanzichenecchi. Dopo il sacco e la riforma luterana, la città divenne il centro della Controriforma e il Papa smise di ricoprire un ruolo influente nella politica. Con l'epoca barocca il rinnovamento della città continuò, architettonicamente parlando, con costruzione di palazzi e basiliche, prima tra tutte la basilica di San Pietro, iniziata nel 1506 e completata nel 1626. Nell'Ottocento, dopo la rivoluzione francese, Napoleone associò Roma al Primo Impero francese. Alla fine dell'epoca napoleonica, dopo i moti rivoluzionari del 1848 e l'unità d'Italia, Roma venne annessa al nuovo stato solo dopo la caduta di Napoleone III, nel 1870. In quell'anno divenne parte del Regno d'Italia e divenne la capitale il 3 febbraio 1871.

    Da allora è il centro politico della nostra nazione, sede del Parlamento e del Senato e luogo di iconici avvenimenti del primo Novecento, come la marcia su Roma di Mussolini nel 1922 e la firma dei Patti Lateranensi nel 1929, con conseguente indipendenza della Città del Vaticano. La nostra capitale conserva tutte le sue bellezze e si conferma tra le mete più visitate in Italia e nel mondo, contando ogni anno milioni di persone che camminano per le sue strade eterne. Ed ora che è vuota, a causa del coronavirus, non vediamo l'ora di poter riuscire di casa e ripopolarla perché, seppur meravigliosa, Roma, senza le persone, fa uno strano effetto.

    di Francesca Casimiro


    Parole chiave:

    capitale , percorso , roma , storia

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