Grace O’Malley: La regina del Mare di Connemara - Appuntamento con le donne nella storia
 
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    Mattioli Vasto Cultura 02/06 02/06

    Grace O’Malley: La regina del Mare di Connemara

    Appuntamento con le donne nella storia

    Grace O'MalleyUltimo appuntamento settimanale con le donne nella storia. Oggi ci soffermiamo su Grace O’Malley, conosciuta anche come La regina del Mare di Connemara”, che nacque in Irlanda intorno al 1530, quando Enrico VIII sedeva sul trono d’Inghilterra.

    Era la figlia di Owen Dubhdarra O'Malley, capo del Clan degli O'Malley, signori ereditari di un territorio che si estendeva dal Connemara a Westport, mercanti di successo ma anche pirati. Grace seppe fin da piccola di voler fare il marinaio ma fu sempre scoraggiata nei suoi propositi.  Si sentì offesa quando suo padre rifiutò di portarla con sé su un veliero. La leggenda narra che l’impedimento era dovuto ai suoi lunghi capelli che si sarebbero impigliati alle corde della nave, oltre al fatto che portava sfortuna avere donne a bordo in mare. Grace allora tagliò i capelli e prese a vestirsi da mozzo per potersi imbarcare. Dopo questo episodio, le fu permesso di andare per mare mentre suo padre e suo fratello iniziarono a chiamarla Gràinne Nì Mhàille, “Grace la Calva”.

    Da bambina aveva vissuto nei castelli di famiglia di Belclare e Clare Island, aveva ricevuto un’istruzione e parlava anche il latino. Nel 1546, all’età di 16 anni, sposò Donal O’Flaherty, figlio del capo del Clan O’Flaherty a Connemara, alleato degli O’Malley. Ebbe tre figli e vissero nel castello di Bunowen sulla costa vicino alla contea di Galway. Donal morì nel 1560, lasciandola vedova. Grace si sposò una seconda volta, nel 1566, con Richard Iron Dick, della famiglia Burke. Fu un matrimonio politico che durò soltanto un anno. Si sposarono secondo l’Antica Legge Irlandese, un corpo giuridico risalente all’VIII secolo, che definiva le regole riguardo i matrimoni, i lasciti o l'eredità. In questo codice, dove le donne e gli uomini possedevano pari diritti, veniva riconosciuto il divorzio. Da questa unione nacque un figlio, Tibbot Burke Tiobóid, soprannominato Tibbot delle Navi, in quanto Grace lo diede alla luce mentre era in mare.Grace O'Malley

    Amava la roccaforte di Clare Island, un posto strategicamente collocato al centro del suo dominio marino e si dice che avesse legato le funi di ormeggio del vascello al suo letto attraverso la finestra della camera, per essere pronta a salire a bordo velocemente. Durante la sua vita mantenne la reputazione di leader feroce, di politico intelligente, di protettrice dell’indipendenza delle sue terre in un periodo in cui gran parte dell’Irlanda era caduta sotto il dominio inglese. Una figura femminile  che ha rotto qualsiasi schema: pirata dell’Oceano, capo clan, madre, moglie, politico brillante. E’ oggi ricordata, non solo come una delle figure più importanti del suo tempo, ma anche come un pirata che ha usato la flotta navale per proteggere l’Irlanda e per garantirsi una grande ricchezza.

    Grace aveva mandato lettere alla regina Elisabetta I domandando giustizia, ma non aveva mai ricevuto risposta. Nel 1593, dopo lunghi anni di pesanti combattimenti, suo figlio Tibbot e il suo fratellastro, Donal-na-Piopa, furono arrestati dagli Inglesi e rinchiusi in prigione. Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso. Grace decise di andare di persona a Londra dalla Regina per chiedere il rilascio dei suoi familiari e la restituzione delle sue terre e dei suoi beni. La donna spiegò le vele cercando di evitare le navi inglesi che pattugliavano i mari tra le sue terre e Londra. L’incontro ebbe luogo al castello di Greenwich. Gli eventi che portarono all’incontro tra Grace e la regina Elisabetta ebbero un  profondo impatto. La regina accettò di incontrare Grace O’Malley da sola. La donna, che parlava fluentemente il latino, fu in grado di dialogare agevolmente con la sovrana che non conosceva il gaelico.

    Grace O'Malley e Elisabetta IAlcuni riportano che, durante l'incontro, Grace avesse starnutito e che una dama le avesse offerto un fazzoletto ricamato. Ella si soffiò il naso e subito dopo gettò il fazzoletto tra le fiamme del camino. Elisabetta I non mancò di far notare che in Inghilterra era buon uso infilare il fazzoletto usato nella manica ma la O’Malley replicò che in Irlanda erano disapprovate le persone così trascurate da tenere della stoffa sporca sulla propria persona. Grace chiarì alla regina che le sue azioni non erano da intendersi come atti di ribellione ma come legittima difesa, che l’eredità dei suoi mariti era ingiustamente trattenuta dalla Corona e pretese che i suoi diritti ereditari fossero rispettati. Chiese inoltre la liberazione del fratellastro e di suo figlio, in cambio avrebbe aiutato la regina contro i suoi nemici di mare e di terra. Elisabetta acconsentì e Grace fece ritorno in Irlanda.

    O'Malley, alla fine, tornò alla vecchia vita di pirata, sebbene virtualmente conducesse i suoi attacchi solo contro i nemici dell'Inghilterra. Morì probabilmente nel 1603, a Rockfeet Castle, lo stesso anno della morte di Elisabetta I, e venne seppellita nell’abbazia cistercense sull’isola di Clare. Grace O’Malley viene ricordata su tutti i libri di storie e leggende del suo popolo come una condottiera spietata e coraggiosa. La sua vita ha ispirato musicisti, romanzieri e drammaturghi a creare opere basate sulle sue avventure. Durante il periodo rivoluzionario è divenuta simbolo della lotta d’indipendenza irlandese.

     

    di Arianna Capria


    Parole chiave:

    donne , Grace O'Malley , irlanda , pirata

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