I cento passi: battersi con coraggio - Recensione del film "I cento passi"
 
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    Mattioli Vasto Cultura 04/06 04/06

    I cento passi: battersi con coraggio

    Recensione del film "I cento passi"

    “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.” Giovanni Falcone.

    I Cento Passi” è un film prodotto da Marco Tullio Giordana che commemora la vita e la lotta alla mafia di Giuseppe Impastato, interpretato da Luigi Lo Cascio. Dopo la morte di suo zio, Don Cesare Manzella, legato alla mafia, Peppino capisce chi vuole realmente essere, per questo tenta di sfuggire all’inesorabile legame con l’ambiente mafioso che il padre, Luigi Impastato (Luigi Maria Burano), per proteggere la sua famiglia, non ha la forza di rompere. Dopo varie esperienze, fonda una radio libera, “Radio Aut” , per infrangere il tabù dell’omertà, per attaccare e denunciare i potenti mafiosi del paese, per distruggere quel clima reverenziale che avvolgeva e avvolge "cosa nostra" e, soprattutto, attaccare il capo della cosca mafiosa di Cinisi, Gaetano Badalamenti, detto “Don Tano”. La candidatura alle elezioni comunali rappresenterà la fine di Peppino, che verrà ucciso due giorni prima delle votazioni.
     
    Il film evidenzia il concetto  che la mafia non è un evento estraneo alle nostre vite. Non possiamo far finta che il problema non esista, la mafia è  costantemente presente, ci vive accanto, ci può  sorprendere nei momenti più impensati. Ecco perché tanti uomini e tante donne hanno deciso di iniziare a non chinare più il capo, di far sentire con forza la propria voce.  Diversi sono stati i magistrati che hanno combattuto in prima linea contro questa piaga, molti i giornalisti che ne hanno parlato, tra questi Peppino Impastato, ucciso proprio dalla mafia per aver attaccato e denunciato "Cosa Nostra”. 
     
    La pellicola ha un significato celebrativo e la figura di Peppino Impastato risulta essere  d'ispirazione a tutti. Ci vuole un grande coraggio per remare "contro corrente". 
     
    “Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! […] E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti! […] Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda!”

    di Emanuela Ricciardi


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