La relatività della distanza: pensieri dell’ultimo giorno - Riflessioni su una fine diversa dal solito
 
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    La relatività della distanza: pensieri dell’ultimo giorno

    Riflessioni su una fine diversa dal solito

     Caro lettore,

    Se questa lettera è davanti ai tuoi occhi significa che oggi si conclude quest’anno scolastico, nonostante tutto.

    Sorridi, caro lettore, un altro anno è finito. E con lui ansie e preoccupazioni, sorrisi e disperazione. Un altro anno è finito, ma in un modo un po’ diverso dagli altri. È finito senza abbracci, senza corse verso il cancello, senza urla e senza quella pazza gioia mista a malinconia che solitamente affliggeva un po’ tutti. Ecco, un altro anno è finito, ma se n’è andato in silenzio, in punta di piedi, tra una videochiamata e un messaggio, tra una registrazione e un file pdf. Tra una connessione lenta e un microfono che non va, siamo giunti alla fine.

    Per alcuni di noi, me compresa, oggi è “l’ultimo degli ultimi”. Quel giorno che decreta la fine del percorso liceale. Quel giorno che aspettiamo da tanto, per salutare tutti un’ultima volta prima degli esami. Per alcuni di noi, l’esperienza da studenti di scuola superiore è giunta al capolinea, e non nel modo che ci aspettavamo.

    Come studentessa, posso dire che quest’anno ci ha riservato tante sorprese. Ci ha allontanati fisicamente, è vero, ma ci ha dimostrato che possiamo essere uniti anche senza vederci, senza toccarci. Ci ha dimostrato che siamo più forti di quanto immaginiamo. Che possiamo superare ostacoli quasi insormontabili, se ognuno fa la sua parte. Ci ha dimostrato che la nostra scuola è un po’ come una grande famiglia, e che ci manca stare insieme, anche se prima lo consideravamo scontato.

    Come maturanda, rifletto sul fatto che la scuola mi ha dato tanto. Dentro quelle mura sono cresciuta, sia come alunna che come persona e cittadina. Progetti ed esperienze hanno ampliato i miei orizzonti. L’ultima volta che entrerò a scuola come studente sarà per sostenere l’Esame di Stato, ma per me sarà sempre il posto in cui sono diventata chi sono ora. Il posto in cui ho conosciuto persone fantastiche, che hanno arricchito il mio percorso e a cui sarò sempre grata. Durante i cinque anni di scuola superiore, ho sempre immaginato come avrei passato quest’ultimo giorno: magari con un pranzo di classe, salutando i professori prima degli esami, assaporando con gioia gli ultimi attimi con le persone con cui ho condiviso questo lungo periodo. Nonostante i saluti sono solo virtuali, la felicità con cui concludiamo l’anno è la stessa di sempre.

    La redazione del Mattioli's ChroniclesCome vice caporedattrice del Mattioli’s Chronicles, non posso che rattristarmi. Grazie alla redazione, ho capito l’importanza del lavoro di squadra, della comunicazione, della collaborazione e della passione. Per me la redazione è stata tutto, tranne che un modo per accumulare ore di alternanza. È stata un mix di emozioni, sentimenti e modi di vivere. La paura dei primi tempi, quella di non essere capaci, delle prime interviste, dei primi giorni sotto la responsabilità di un ruolo importante. Lo stress dei periodi più carichi, dei progetti, dell’organizzazione di tutto, orari, tempi e modi, affinché ogni cosa fosse perfetta. La soddisfazione dei premi ricevuti, delle occasioni andate a buon fine, di tutte le cose ben riuscite. La gioia dello stare insieme, del mettere insieme idee e punti di vista, del guardarci l’un l’altro e dire “ce l’abbiamo fatta”. La pura allegria di ogni risata, dell’amicizia che si è creata. La consapevolezza della solidarietà. È stata il veicolo per condividere i miei pensieri. È stata un modo per mettermi in gioco, perché ora se mi guardo indietro sono contenta di tutto quello che ho portato avanti. È stata, come lo è ancora e lo rimarrà per sempre.

    Caro redattore, caro fotografo,

    Coltiva sempre la tua passione, quella che ti spinge avanti ogni giorno. È come una pianta. Innaffiala, falla crescere. Più grande è la pianta della tua passione, più in alto puoi salire. E più sei in alto, più cose riesci a vedere, ad ammirare, a raggiungere. Caro redattore, caro fotografo, hai tra le mani un tesoro inestimabile. Che quest’esperienza sia per te una guida. Credici, e credi in te stesso.

    Sorridi caro lettore, la campanella è appena suonata, un altro anno è finito. Buona estate.

    di Sara Della Gatta


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